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Attualità | 10 ottobre 2019, 17:25

'Genova le Donne e il Mare': è qui l'eccellenza femminile della marineria italiana

Marinella Accinelli (Fidapa): "Abbiamo voluto dare voce a tutte le donne che lavorano in mare"

'Genova le Donne e il Mare': è qui l'eccellenza femminile della marineria italiana

Per tanto, troppo tempo, la società ha guardo con pregiudizio o sospetto la presenza femminile in alcuni settori, tradizionalmente d’appannaggio maschile. Uno di questi è sempre stato quello marittimo, che oggi, pur essendo ancora a prevalenza maschile, si sta cercando di fare uscire fuori dagli stereotipi di genere per dimostrare come le donne possano lavorare ovunque, anche lì, facendo bene il proprio lavoro, quanto, se non più, dei colleghi maschi. Se ne è appunto parlato oggi, per l'intera giornata, al convegno a tema internazionale “Genova Donne e Mare”, organizzato da Fidapa BPW Italy (Federazione Italiana Donne Arti Professioni Affari) Sezione Genova, con la presidente Elena Bormida, nella sede dell’Accademia della Marina Mercantile.

Un evento unico, mai organizzato prima, ideato da Marinella Accinelli, ex presidente Fidapa, Past President e oggi consigliera, da sempre impegnata a organizzare incontri a favore del sociale e del femminile, dalle biotecnologie, all’utero in affitto, dalle donne imprenditrici alle morti precoci. In questo caso “durante una raccolta fondi nella Capitaneria di Porto della Spezia, ho visto le donne che lavoravano lì e ho pensato anche alle colleghe di mio figlio, allievo ufficiale di coperta sugli yacht, per cui ho immaginato quanto deve essere duro essere una militare e lavorare in mare, o fare la stagione estiva lontano dalla famiglia. Si parla poco della marineria italiana e ancor meno di queste professioniste”.

Quindi eccole chiamate a raccolta, come si dice in gergo militaresco, per rappresentare tutti i settori della nautica, nessuno escluso: dalla sommergibilista (unica della Marina Italiana) alla designer di yacht, come Margherita Casparini, dall’armatrice, come Eva Orsi, alla broker marittima, fino all’ufficiale al comando dei rimorchiatori, come Silvia Fancello, al medico di bordo, come Susy De Martini, all'elicotterista.

“L’ambito marittimo è estremamente maschilista e – spiega Accinelli - poiché Fidapa è un movimento di opinione, e siamo donne al servizio di donne, ho desiderato dare voce a loro, che provengono da ogni parte d’Italia e che hanno voluto partecipare anche a proprie spese”. Infatti arrivano da Roma, Taranto, dall’Accademia di Livorno e dal Battaglione San Marco di Venezia, solo per citarne alcuni. E a proposito di luoghi, la sede dell’Accademia della Marina Mercantile non poteva che essere l’ideale per questa prima edizione di “Genova le Donne e il Mare”. “È dove si forma il futuro della marineria italiana, sia di macchina che di coperta, è un’eccellenza genovese e italiana, con cui lavorano le grandi compagnie di navigazione, presenti oggi – continua Accinelli - e volevamo che intervenissero anche i ragazzi che studiano, per dare voce a loro, che sono il futuro”.

Tra loro, appunto, ci sono le ragazze dell’Accademia, diretta proprio da una donna, Paola Vidotto: “un evento come questo è molto importante e si colloca nell’abito di una riflessione più generale, che viene fatta in occasione di MO2020, che vuol mettere il tema della diversità di genere al centro anche del mondo marittimo, tradizionalmente maschile, ma che, per esempio, a differenza di altri settori non vede disparità di stipendio, cosa importante”.

E alla diversità di genere Paola Vidotto, che in precedenza ha diretto comunità per il reintegro sociale delle donne, è particolarmente sensibile, tanto che all’interno dell’Accademia sta tenendo dei laboratori di genere e girando un cortometraggio con allievi e allieve sul tema della diversità in ambito marittimo.

“Dal 2005, anno di nascita dell’Accademia, ad oggi – spiega - le allieve sono aumentate; attualmente costituiscono il 2% per quanto riguarda le ragazze di macchina e il 5% per quelle di coperta: siamo passati da zero a una decina all’anno”. E si tratta di ruoli di comando: sono ufficiali di coperta quelle che stanno in plancia, alla conduzione della nave, oppure sono in sala macchine, a ricoprire un ruolo tradizionalmente maschile, anche se “ultimamente abbiamo un accesso significativo, per quello che è il settore, di ragazze molto capaci, apprezzate e motivate, con doti quali la precisione, e l’empatia nelle relazioni, che è un valore aggiunto nella diversità”, nonostante ancora  sia evidente come “le ragazze abbiano molto desiderio di essere apprezzate come professioniste, rifuggendo l’idea della quota rosa, ma sentendo di dover dimostrare il doppio rispetto ai maschi”.

E come i loro colleghi arrivano per studiare a Genova da tutta Italia, “da Roma, dalla Toscana, da Trieste e dalla Puglia, un po’ meno dalla Sicilia, a differenza dei ragazzi, che sono tanti”, e che ancora, almeno alcuni, sembrano aver mantenuto un retaggio culturale tradizionalista, che vorrebbe la donna impiegata in altri mestieri, ma “nonostante questo e il fatto che alcuni abbiano verso le compagne un atteggiamento protettivo e un po’ discriminatorio, in genere il rapporto tra loro è positivo”.

Dunque si tratta di una sfida che ancora devono affrontare le donne di mare, ma che può essere vinta: “anche per me è una sfida e un’opportunità dirigere questa scuola – conclude la direttrice -: qualcuno avrebbe preferito un uomo al mio posto, ma non ho mai subito discriminazioni”.

 

Medea Garrone

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