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Economia | 15 ottobre 2019, 17:18

Crisi aziendali: diagnosi precoce per dare alle imprese una seconda chance

In Borsa valori il confronto sui nuovi Organismi di composizione delle crisi d’impresa, organizzato da Camera di Commercio e Ordine dei Commercialisti di Genova. In due panel dedicati a imprese e istituzioni i vantaggi della diagnosi precoce

Crisi aziendali: diagnosi precoce per dare alle imprese una seconda chance

In Italia nel 2018 si sono registrati 10.508 fallimenti, a Genova 123, in Liguria 201: se i segnali di crisi fossero stati percepiti e affrontati per tempo, si calcola che dal 20 al 30% avrebbero potuto essere evitati. Ecco perché il nuovo codice della crisi d’impresa prevede un sistema per la diagnosi precoce del default, che può sfociare in una composizione assistita o comunque accorciare i tempi delle procedure. Il nuovo sistema di allerta ruota intorno agli OCRI (Organismi di composizione delle crisi d’impresa), al centro del dibattito organizzato oggi, nella Sala delle grida della Borsa Valori, da Camera di Commercio e Ordine dei commercialisti di Genova. La legge affida infatti alle Camere di Commercio il compito di istituire, entro il 15 agosto dell’anno prossimo, gli OCRI, e ai commercialisti un ruolo importante nel tentativo di composizione delle crisi che i nuovi organismi sono chiamati a gestire. 

Le Camere di Commercio - commenta il presidente della Camera Luigi Attanasio - scendono in campo accanto alle imprese in crisi per fornire loro, se possibile, gli strumenti per superarla, perché è interesse del pubblico garantire la continuità aziendale ed evitare ripercussioni negative per fornitori e lavoratori.

L’obiettivo immediato è quello di dare alle imprese in difficoltà, e all’economia in generale, una seconda chance. Quello strategico è ridurre il numero eccessivo di fallimenti che purtroppo contraddistingue l’Italia in Europa”. 

Il nuovo codice manda in pensione il concetto stesso di “fallimento” e lo sostituisce con quello di “liquidazione giudiziale”, a sottolineare il fatto che si tratta di incidenti che possono accadere nella vita di un’impresa senza che questo comporti un giudizio negativo nei confronti dell’imprenditore. 

Dopo i saluti di Luigi Attanasio e gli inteventi introduttivi di Marco Arato, professore di diritto commerciale e delle crisi d’impresa presso l’Ateneo genovese, e Danilo Beltrami, associato di diritto commerciale presso l’Università di Parma, tutti gli interlocutori chiamati dal nuovo codice ad intervenire nella gestione delle crisi d’impresa hanno dato vita a due panel, dedicati rispettivamente al punto di vista delle imprese e a quello delle istituzioni. 

II primo panel è stato moderato da Maurizio Caviglia, segretario generale della Camera di Commercio, con la partecipazione di Luigi Cocchi, presidente dell’Ordine degli Avvocati di Genova e dei rappresentanti delle associazioni di categoria: Filippo Dellepiane, Assedil,  Felice Negri, Confartigianato, Oscar Cattaneo, Confcommercio, Andrea Dameri, Confesercenti, Giuseppe Caruso, Confindustria, Francesco Modenesi, Lega Coop.

Il secondo è stato condotto da Marco Arato con la partecipazione di Mauro Tuttobene, presidente della sezione civile del Tribunale di Genova, Santo Eugenio Delfino, direttore regionale dell’INPS e Paolo Ravà, presidente dell’Ordine dei Commercialisti di Genova. 

Per le Camere di Commercio - ha chiuso Maurizio Caviglia - si tratta di una sfida molto impegnativa: tramite i nuovi organismi vogliamo collaborare con Associazioni di categoria e Ordini professionali al fine di educare le imprese a leggere tempestivamente i segnali di criticità, fornendo loro quegli strumenti che possano porre rimedio o prevenire situazioni che altrimenti potrebbero diventare irreparabili”.

Redazione

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