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Cronaca | 17 ottobre 2019, 18:11

Anche la Tirreno Power di Vado fra i casi di danno ambientale grave accertati dall'Ispra

Le attività inquinanti documentate dal centro studi del Ministero dell'Ambiente riguardano il biennio 2017-2018. La Tirreno Power: "Incomprensibile che Ispra pubblichi oggi elenco la centrale di Vado Ligure a carbone spenta dal 2014"

Anche la Tirreno Power di Vado fra i casi di danno ambientale grave accertati dall'Ispra

Le emissioni della centrale elettrica Tirreno Power a Vado Ligure figurano come uno dei 30 nuovi casi di grave danno ambientale accertati in Italia nel biennio 2017-2018 dall'Ispra, il centro studi del Ministero dell'Ambiente.

A fare compagnia all'impianto ligure realtà come le discariche di Chiaiano e Casal di Principe in Campania, quelle di Malagrotta e Anagni nel Lazio, quella di Bellolampo in Sicilia, l'interramento di liquami, fanghi e scarti di lavorazione a Rende in provincia di Cosenza. I dati relativi a queste vicende sono contenuti nel primo "Rapporto sul danno ambientale" dell'Ispra, presentato alla Camera. In 10 di questi 30 casi, il Ministero dell'ambiente si è già costituito parte civile.

 

"E' incomprensibile come Ispra pubblichi oggi un elenco che cita l'impianto a carbone della centrale di Vado Ligure spento dal 2014, sostenendo fatti che non si sono verificati e che sono smentiti dalle stesse autorità regionali per l'ambiente - replica Tirreno Power in una nota stampa -. Non è vero che vi siano stati effetti dannosi sulla qualità dell'aria". Spiega ancora l'azienda: "Questa affermazione è smentita dai dati ufficiali di Arpal secondo i quali la qualità dell'aria è rimasta sostanzialmente uguale anche dopo lo spegnimento dell'impianto. Per quanto riguarda il superamento dei limiti delle polveri, è bene ricordare che è stata fatta a Tirreno Power una sola contestazione su un unico limite orario in oltre 40 anni di esercizio dell'impianto e non si comprende come questo potrebbe avere provocato un danno ambientale".
   

Redazione

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