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Cronaca | 18 ottobre 2019, 17:45

Multedo, sversamento nel Varenna di sostanze inquinanti

È successo martedì mattina, in occasione della piena del torrente. Dai terreni ex Eni trasudano liquami. Intervento tampone con alcune panne. Ma una vera bonifica non è ancora partita. Intanto scoppia il caso delle ferrocisterne che stazionano vicino alle case

Multedo, sversamento nel Varenna di sostanze inquinanti

Il sottosuolo di Multedo è marcio. Contaminato. Pieno di sostanze inquinanti. A dispetto di chi tende a indorare la pillola e racconta alla popolazione che “va tutto bene”, ci sono situazioni troppo gravi per esser taciute e ci dovrebbero essere provvedimenti seri da prendere, che invece vengono continuamente rimandati.

Il problema è che poi il marcio non si riesce più a nascondere: così martedì mattina, quando il livello del torrente Varenna si è notevolmente innalzato, a causa delle forti piogge, dal muro di contenimento lato ex depositi Eni sono comparse delle panne, messe lì per fermare una ‘strana’ fuoriuscita da quegli argini, e impedire che i liquami finissero in mare.

Che cosa c’è sotto a quel terreno attualmente inattivo? Quali opere di bonifica sarebbero necessarie? C’è qualcuno che si è mai occupato della questione? Ci sono prospettive di contrastarla, cercando di andare al di là del ‘tappullo’? Perché i multedesi non hanno diritto di sapere che cosa scorre sotto alle loro abitazioni, alle loro strade? Che cosa, attraverso il torrente Varenna, va a finire in mare?

Dal 2016, anno in cui quest’area è stata dismessa, si verificano puntualmente episodi di sversamento. A occuparsi della questione è Città Metropolitana, insieme a Carmagnani. Per fermare la fuoriuscita, è stata innalzata una barriera, ma quando il Varenna si riempie d’acqua, questa non risulta sufficiente e le sostanze vengono rilasciate nell’ambiente.

Possiamo stare tranquilli? I rischi sono contenuti? O siamo a rischio zero? Le panne, l’altra mattina nel torrente, sono state notate da molti, e il livello di attenzione è salito. Non sarebbe forse l’ora di porre una soluzione definitiva al problema, attraverso una radicale bonifica?

Nel frattempo, il consigliere comunale del Movimento 5 Stelle, Stefano Giordano, ha scritto oggi una lettera al sindaco di Genova Marco Bucci e al neo prefetto Carmen Perrotta, a proposito della recente assemblea svoltasi in delegazione sull’aggiornamento dei piani di emergenza delle industrie a rischio di incidente rilevante.

Secondo Giordano, la consultazione della cittadinanza “è stata inadeguata in quanto non si sta tenendo conto dei vigenti indirizzi in materia e, ad oggi, ci si è limitati ad assemblee di generica presentazione”.

Nel corso dell’ultimo incontro, in particolare, è stato sostenuto che i rischi sono solamente circoscritti all’interno delle rispettive aziende (Carmagnani, Superba, Eni e Porto Petroli), ma i cittadini hanno invece posto il problema, alquanto serio, delle ferrocisterne che stazionano giorno e notte sui binari ferroviari, e che spesso contengono materiali pericolosi e infiammabili.

Un concetto ripreso anche da Massimo Currò, consigliere municipale al VII Ponente del Movimento 5 Stelle: “Questa è una questione piuttosto importante sulla quale, personalmente, ritengo che le amministrazioni abbiano fatto ben poco o nulla - afferma - Le volte che abbiamo provato a sollevare il problema, c’è stato un rimpallo di responsabilità, tipico di chi non ha interesse a risolvere e a prendersi carico della situazione. Queste ferrocisterne non trasportano Gpl, giusto per non cadere nell’equivoco con quanto avvenuto a Reggio Emilia, ma comunque trasportano prodotti altamente infiammabili: prodotti pericolosi che fanno sì che l’azienda che li movimenta rientri tra le ditte R.I.R., ovvero a rischio di incidente rilevante. Credo che l’attenzione su questo problema dovrebbe nuovamente riemergere. Per informazioni aggiuntive: chi dà i permessi alle ferrocisterne di Carmagnani è la Polfer. Loro hanno dato il via libera per movimentare per due sere a settimana, non oltre le 23. È da capire, come mai, certi giorni, queste ferrocisterne stazionino tutto il giorno davanti alle case”.

Lo stesso concetto espresso dai multedesi in occasione dell’assemblea pubblica. La percezione del rischio, evidentemente è alta, ma solo in chi vive da queste parti. Molto meno, evidentemente, in chi dovrebbe prendere decisioni a tutela della popolazione.

Alberto Bruzzone

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