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Cronaca | 16 novembre 2019, 15:00

Centro storico: ladro ruba cellulare, ritrovato grazie alla geolocalizzazione

Si tratta di un 46enne libanese pregiudicato e già colpito da divieto di dimora

Centro storico: ladro ruba cellulare, ritrovato grazie alla geolocalizzazione

La Polizia Locale del reparto Sicurezza Urbana ha arrestato un uomo di 46 anni che ha sfilato il cellulare dalla tasca di una ragazzina, a Genova per Orientamenti. Un compagno di scuola ha visto l'uomo - che indossava una felpa viola e aveva il cappuccio tirato su, sul capo - commettere il furto, ma non ha fatto in tempo a fermarlo prima che si dileguasse nei vicoli del centro storico.

Gli studenti, che hanno incontrato la pattuglia della Polizia Locale in Sottoripa, hanno chiesto aiuto e immediatamente gli agenti si sono messi alla ricerca del malvivente. Ne hanno seguito le tracce grazie al programma di geolocalizzazione del cellulare e lo hanno trovato in vico Croce Bianca, alle spalle di via del Campo. Il ladro, risultato di origine libanese, ha aggredito uno degli agenti e ne è nata una colluttazione; grazie all'arrivo dei rinforzi, sono riusciti ad ammanettare il violento. Il 46enne non ha mai smesso l'atteggiamento aggressivo, né in questura, durante l'identificazione, né questa mattina in tribunale, dove il giudice ha convalidato l'arresto deciso dalla polizia locale e ha disposto la custodia cautelare in carcere fino al 4 febbraio 2020, quando è fissato il processo per resistenza e lesioni a pubblico ufficiale. Il libanese è anche stato denunciato per il furto del cellulare.

Il gruppo di studenti ha riconosciuto il borseggiatore e la ragazza derubata ha recuperato da sola il telefono che era caduto a terra durante la colluttazione tra il malvivente e l'agente di polizia locale. Non è stata, invece, ritrovata la scheda sim, di cui il libanese, pregiudicato per resistenza e reati legati allo spaccio di stupefacenti, si era giù disfatto. La custodia cautelare in carcere è stata decisa anche perché l'uomo era già stato colpito da divieto di dimora nel Comune di Genova (misura che, con tutta evidenza, non ha rispettato) ed è quindi stata tenuta in considerazione la sua pericolosità sociale.
Al termine della direttissima, l'arrestato è stato accompagnato dagli agenti di polizia locale direttamente al Carcere di Marassi.

Redazione

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