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Sanità | 23 novembre 2019, 08:00

Cadono i capelli? Disbiosi e scidosi sul banco degli imputati. I consigli di nutrigenomica di Simona Oberto

I capelli si sfibrano, si indeboliscono, perdono la cheratina e nel tempo cadono. Ma quali sono le contro misure che possiamo adottare?

Cadono i capelli? Disbiosi e scidosi sul banco degli imputati. I consigli di nutrigenomica di Simona Oberto

Ed eccoci nuovamente davanti allo specchio. A rapportarci con colui, che come un giudice schietto e imparziale, ci rivela ciò che siamo. Ma a volte proprio non ce la facciamo di prima mattina a soffermarci sul nostro viso: un po’ di occhiaie, occhi arrossati, qualche brufoletto. Tutta colpa della notte insonne, dovuta all’abbuffata in pizzeria, conclusasi con due fette di torta, invitati al compleanno di Marco. Che dire! Tutta colpa di Marco! Così con un colpo di spugna ci puliamo la coscienza e con un colpo di fard e cipria (noi fanciulle), cerchiamo di camuffare tutto il mascherabile! E sì, il viso ci racconta o meglio porrebbe raccontarci molto del nostro stato di salute ma noi non abbiamo tempo per lui, troppo impegnati a districarci nelle nostre giornate iperattive! Ma, se ci pensate bene, c’è una parte del nostro corpo, che puntualmente ogni mattina davanti allo specchio, attira la nostra attenzione, influenzando positivamente o negativamente il nostro umore. Sto parlando dei nostri capelli!

Ogni mattina il nostro sguardo impietoso si posa sui di loro, che con mille varietà di colori, sfumature, tagli e acconciature, incorniciano il nostro viso! Mi immagino Paola, mentre cerca di domare il riccio ribelle (frutto dell’ultima permanente) che proprio non ne vuole sapere di stare dalla parte giusta, Luca, quasi stizzito, che ricerca il ciuffo “magico” con cui mascherare la sua prima stempiatura, Luisa, mentre ammira il suo nuovo colore blu corvino, impugnando la piastra ultimissimo modello venduto sul web, o Alex, quasi disperato, mentre osserva nel lavandino le decine di capelli tristemente raggruppati a mucchietto, prova della sua inesorabile caduta progressiva. Insomma, che siano lunghi o corti, tinti o naturali, ricci o lisci, fluenti, folti o diradati, a loro dedichiamo molti dei nostri sforzi sia in tempo che in denaro. E questo perché? Perché qualunque sia la loro forma o il loro colore, i nostri capelli simbolicamente rappresentano forza e sicurezza, nonché fascino, richiamo sessuale e seduzione. I capelli sono ciò che incornicia il nostro viso, ciò che ci distingue gli uni dagli altri. Loro raccontano il nostro stato d'animo, e sono fedeli compagni dei nostri più importanti cambiamenti (a chi non è capitato di cambiare taglio al termine di una relazione finita?). Loro sono vivi, si rigenerano in continuazione. Se ci pensate, non hanno un grande scopo funzionale, potremmo vivere benissimo anche senza, ma quello che li rende “importanti” è il loro aspetto simbolico, riscontrabile dalla storia alla mitologia, in tutte le culture umane.

Pensate al mito di Sansone che ci rimanda al tema dei capelli come simbolo di forza e di virilità. Sansone era così forte da uccidere un leone a mani nude o mille filistei con una mascella di asino, così forte da scardinare i battenti della porta della città di Gaza. La sua chioma lo aveva reso invincibile. Il tema dei capelli come simbolo di forza e di potere è presente in molte culture di tutte le epoche: dai re francesi del medio evo, il cui potere illimitato era sottolineato anche dalle loro chiome che non si facevano mai tagliare, alle lunghe capigliature dei guerrieri indiani. Fino ai guerrieri celtici che con le loro acconciature da combattimento mostravano ai nemici il loro potere. Nelle donne l’acconciatura alta ha sempre significato nobili origini, si pensi alle sovrane nello stile di Nefertiti o Maria Antonietta. Inoltre per le donne la capigliatura è anche un’importante arma di seduzione: sciolta, raccolta, nascosta, ad indicare disponibilità o ritegno. Per gli uomini è assoluto e totale simbolo di virilità. Perderli, soprattutto per l’uomo, è molto destabilizzante e a volte addirittura fonte di complessi e fobie. Attualmente intorno alla caduta dei capelli si dipana un mercato gigantesco: creme, lozioni, balsami, integratori, massaggi, digitopressioni, più o meno efficaci, più o meno risolutivi.

Tutti offrono i loro rimedi, a volte spacciandoli per miracolosi! Purtroppo c’è da dire che, oggigiorno, le patologie legate alla perdita di capelli, stanno crescendo in modo esponenziale. Ma quali sono le cause di questa degenerazione sempre più diffusa, che sta interessando fasce sempre più giovani? Come sempre bisogna parlare di multifattorialità! Fino a qualche anno fa si pensava che le cause genetiche (familiarità) fossero le più determinanti ma ora, alla luce degli ultimissimi studi biomolecolari, le cause più influenti sono considerate quelle ambientali: il nostro stile di vita disordinato, i cui effetti negativi si stanno ripercuotendo soprattutto sulla salute del nostro Microbiota: la gigantesca popolazione di microbi che colonizza le nostre mucose, soprattutto quelle gastrointestinali. Lo sapete, la Nutrigenomica da tempo sottolinea l’importanza di mantenerle sane ed efficienti, e non solo perché sono la “casa” del nostro Microbiota ma anche perché ospitano il nostro sistema immunitario.

Il Microbiota gastrointestinale ha moltissime funzioni: ci aiuta a digerire e assorbire i nutrienti, sintetizza sostanze importanti come le vitamine e gli acidi grassi, produce sostanze che impediscono la proliferazione di ceppi microbici patogeni e lavora a stretto contatto con i nostri globuli bianchi. Insomma i nostri microbi intestinali “decidono” sulla nostra salute! Ma la loro funzione non si ferma qui, perché esiste una stretta collaborazione tra loro (colonizzatori dell’intestino) e gli altri microorganismi presenti in altri distretti corporei importanti, tra questi appunto la pelle e quindi il cuoio capelluto: il terreno su cui crescono e si rigenerano i nostri capelli. E sì! La pelle e nello specifico il cuoio capelluto, ospitano un loro Microbiota! Lo sappiamo, la disbiosi intestinale, è responsabile della genesi della maggior parte delle patologie gastrointestinali: dall’ulcera alla sindrome del colon irritabile, dalla diverticolite al Morbo di Crohn. Ma le ultimissime ricerche scientifiche stanno dimostrando che, anche alla base di molte delle patologie che portano a una caduta più o meno drastica di capelli, come l’alopecia androgenetica, l’alopecia areata e l’alopecia cicatriziale, c’è una disbiosi del Microbiota cutaneo (cioè la modificazione dei rapporti corretti tra i vari batteri e funghi della cute). Oramai con le più moderne tecniche di ricerca ci è permesso identificare le specie di funghi e batteri presenti sulla pelle e sul cuoio capelluto.

Grazie a questi nuovi metodi è stato possibile evidenziare le differenze significative tra il Microbiota epiteliale della pelle malata e di quella sana! La pelle è colonizzata da diversi microrganismi, la maggior parte dei quali innocui o addirittura benefici. La composizione di questo Microbiota dipende comunque da fattori interni ed esterni del corpo. Lo stesso sistema immunitario influenza il Microbiota cutaneo e a sua volta ne viene influenzato. Molto spesso le affezioni del cuoio capelluto sono correlate anche a parassitosi intestinale, infatti le tossine della microflora patogena dei parassiti, provocando permeabilità intestinale, si aprono un varco e attraverso il flusso ematico, raggiungono la stessa microflora del cuoio capelluto, scompensandola! Lo scompenso dell’una influenza lo scompenso dell’altra, in un feedback continuo, dando vita a un circolo vizioso molto pericoloso. Un Microbiota della cute alterato, può provocare affezioni alla mucosa che, infiammata, porta in degenerazione lo stesso follicolo pilo-sebaceo e come conseguenza porta la genesi della patologia specifica. La perdita dei capelli, in tutte le sue varianti, affligge circa il 70% degli uomini e sta diventando sempre più comune anche tra le donne, che un tempo ne sembravano quasi immuni. Ma cosa può influire negativamente sulla microflora del cuoio capelluto?

Sicuramente, come abbiamo sottolineato, la presenza di disbiosi a livello intestinale, quasi sempre provocata da scorrette abitudini alimentari e abusi di farmaci, alcol e fumo. Ma sotto accusa sono anche tutti quei prodotti specifici: saponi, lozioni e detergenti, ricchi di sostanze chimiche molto deleterie, perché la pelle assorbe tutto! Tenete conto che ciò che mangiamo subisce un processo di filtraggio da parte del fegato, mentre ciò che assorbiamo attraverso la pelle o il cuoio capelluto passa all'interno del nostro corpo senza filtro, causando molti più danni di quelli che potete pensare! Ma la disbiosi non è l’unica causa della caduta dei nostri capelli, dietro si nasconde anche una profonda condizione di acidosi. Infatti la calvizie è quasi sempre un sintomo che gli organi emuntori (pelle, intestino, fegato, polmoni, reni) sono in difficoltà nell’eliminare il sovraccarico acido e tossinico. Quando siamo in acidosi il nostro organismo cerca di compensare questa iperacidità prelevando minerali basici dai suoi depositi. Quanto più il sangue si riempie di sostanze acide, tanto maggiore è il consumo delle riserve minerali dell’organismo per formare sali che neutralizzano gli acidi.

Questo riguarda in primo luogo il calcio, il magnesio e il ferro che vengono sottratti da tessuti, organi, ossa, denti, unghie, vasi e naturalmente anche dai capelli. I capelli si sfibrano, si indeboliscono, perdono la cheratina e nel tempo cadono. Ma quali sono le contro misure che possiamo adottare? Per questo dovrete attendere una settimana…perché ne parleremo nel prossimo articolo!

Simona Oberto cura il sito web www.cibocuranaturale.com e la pagina facebook "Il tuo coach alimentare".

Redazione

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