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Eventi | 30 novembre 2019, 11:52

Lunedì ultimo incontro del ciclo "Il teatro e i ruoli del potere" al Teatro Duse

In programma l'incontro con Nuccio Ordine e Enzo Roppo

Lunedì ultimo incontro del ciclo "Il teatro e i ruoli del potere" al Teatro Duse

Il ciclo di incontri a ingresso libero dedicati a Il teatro e i ruoli del potere si conclude lunedì 2 dicembre al Teatro Duse (ore 18) in compagnia dello scrittore Nuccio Ordine, professore di letteratura italiana presso l’Università della Calabria e dell’avvocato Enzo Roppo, docente di diritto civile all’Università genovese.

Marco Tullio Cicerone riteneva che il riso fosse estremamente moderno e che esistessero inoltre mille modi diversi di ridere e di far ridere: per i Padri della Chiesa l’ilarità era una cosa indegna in quanto il riso era il frutto del diavolo che faceva emergere tutto l'orgoglio e la superbia umana. Nonostante questo, durante il Medioevo, i sovrani si circondavano di buffoni e giullari e persino i sermoni dei predicatori erano infarciti di parodie.

I due relatori punteranno l’attenzione su vita ed opere di intellettuali, filosofi e scienziati che in epoche diverse, si schierarono contro il potere assoluto, deridendolo, osteggiandolo, denunciandone gli abusi, nel tentativo di sgretolarne i dogmi, talvolta anche a costo della propria vita. Fra questi l’esempio più eclatante è quello di Giordano Bruno che in opere simbolo come “Il candelaio” (1582) e “La cena delle ceneri” (1584) attaccò il potere tramite pagine licenziose e satiriche. Dal filosofo nolano a Niccolò Macchiavelli il passo è breve: anche l’autore de “Il principe” nella sua celebre opera teatrale “La Madragola” fra una risata e l’altra, portò in scena un’umanità cinica, senza bontà, nel quale non c’era un solo personaggio (compresi quelli clericali) che possedesse una statura morale, che aspirasse a qualcosa di diverso dalla propria convenienza. 

Altro illustre esempio è quello di Molière che dentro le sue esilaranti commedie (“Tartufo” o “Il Malato Immaginario”) celò sempre attacchi e parodie, dediti a scheggiare le certezze del potere assoluto: testi quelli molieriani che non furono mai soltanto intrattenimento ma anche provocazione, schernimento, disobbedienza alla verità univoca imposta dall’autorità.

L’incontro è a ingresso libero. Il ciclo è un’attività formativa in collaborazione con l’Ufficio scolastico regionale della Liguria. Al termine del ciclo, se richiesto, verrà rilasciato a docenti e studenti l’attestato di frequenza.

Redazione

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