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Attualità | 02 dicembre 2019, 09:33

Il Comitato Palmaro denuncia Autostrade, Ferrovie e Autorità Portuale

Via all’azione legale, più volte annunciata, da parte dei cittadini del quartiere, contro i continui rumori che ormai da anni funestano la zona, senza che siano mai state mantenute le promesse di mitigarli. Di Somma: “Non avevamo più altra scelta”

Il Comitato Palmaro denuncia Autostrade, Ferrovie e Autorità Portuale

Lo avevano promesso, i cittadini di Palmaro. Non staremo più con le mani in mano, mentre tutto precipita nell’indifferenza, e mentre nessuno ascolta i nostri problemi. E ora, questi cittadini esasperati dai rumori portuali, ferroviari e autostradali vogliono andare sino in fondo, di fronte a un tribunale, se necessario, per vedere se il diritto alla salute conta (ancora) più di tutti gli altri.

È così che il Comitato Palmaro annuncia di aver intrapreso un’azione legale contro Autorità Portuale, Ferrovie dello Stato e Autostrade sul tema dell’inquinamento acustico della zona. L’azione è portata avanti dallo studio dell’avvocato genovese Santo Durelli, che è specializzato appunto in questo tipo di vertenze.

Nei giorni scorsi, l’avvocato Durelli, su mandato di Roberto Di Somma, presidente del Comitato Palmaro, gruppo che conta oltre duecento iscritti, ha inviato una formale diffida sia ad Autostrade che a Ferrovie ed Autorità Portuale.

Si contesta tutta una serie di rumori che, ormai da anni, disturbano e tormentano il quartiere, senza che siano mai state attivate seriamente delle opere di mitigazione e che siano state mantenute le tante promesse fatte.

Il documento, primo passo dell’azione legale, contiene la richiesta formale ai tre enti di prendere provvedimenti per migliorare le emissioni sonore, sia durante il giorno che, soprattutto, durante la notte.

Tra le fonti di maggiore disturbo, figurano i motori delle navi ormeggiate, il movimento dei containers, i continui passaggi dei treni con il loro sferraglio, lo stridio dei freni e, ancora, i cicalini, i generatori delle navi, i giunti del cavalcavia stradale (con circa quattromila passaggi di mezzi pesanti al giorno), i sobbalzi dei cassoni, la mancata o incompleta cantierizzazione dei lavori al nodo ferroviario.

“Abbiamo svolto varie misurazioni - commenta Roberto Di Somma - e tutti i valori che abbiamo potuto ottenere dimostrano i forti disturbi cui siamo sottoposti. Per questo abbiamo deciso di muoverci attraverso un legale, stanchi di essere presi in giro. I lavori per la galleria fonica dell’Autostrada non sono mai partiti, gli interventi di miglioramento sul cavalcavia si sono rivelati vani e poi rimane aperto ancora tutto il tema del porto”.

Nel testo inviato ad Autostrade il Comitato Palmaro scrive: “Il passaggio dei mezzi pesanti sui giunti del cavalcavia, in specie di mezzi con cassoni vuoti e a velocità sostenuta, genera fortissimi colpi. E poiché sono stimati circa 4000 passaggi di mezzi pesanti nell’arco di tempo che va dalle 6 del mattino alle 20 di sera, è perfino inutile osservare come questa gravosissima e intollerabile rumorosità viene percepita praticamente senza soluzione di continuità dai residenti, in specie da quelli dei caseggiati posti nelle vie sopra indicate. Ciò posto, vi invito a provvedere con tutta urgenza ad eseguire interventi idonei a ricondurre le immissioni nei limiti della tollerabilità, avvertendo che in difetto i disturbati agiranno giudizialmente”.

Sempre ad Autostrade è stata inviata una seconda diffida, che riguarda “il disturbo da immissioni acustiche per transito veicoli su tratto A10 in danno degli abitanti di vari caseggiati, e principalmente di quelli posti in via San Remo, via Bordighera, via Borghetto, via Murtola, via Superiore Borghetto, via Diano Marina, via Porrata lato Nord”.

Diversi, invece, i contenuti riservati ad Autorità Portuale: “Per l’intervento in corso per raddoppiare i binari ferroviari, al servizio delle attività portuali, portandoli dai quattro da tempo esistenti a otto, che comporterà un incremento del traffico ferroviario e correlata rumorosità a poche decine di metri dalle abitazioni. Ed ancora, le lavorazioni di questo cantiere ferroviario producono da circa tre mesi a questa parte immissioni di polveri e rumorose e per tutto l’arco della giornata”.

Questo fatto, unitamente al rumore provocato dai giunti del cavalcavia, rafforza il convincimento del Comitato, come è scritto nella diffida, “che questa Autorità abbia omesso, e continui ad omettere, di esercitare i propri compiti, pur doverosi, di controllo e vigilanza sulle attività che vengono svolte nell’area portuale, onde evitare che da queste derivasse e derivi pregiudizio ai diritti degli abitanti del suo circondario”.

Con la diffida, il Comitato presenta “Un ultimo formale invito a provvedere con tutta urgenza ad attuare quanto del caso, affinché le immissioni siano mitigate e contenute nei limiti consentiti.

Roberto Di Somma, presidente del Comitato Palmaro, conclude: “Ci dispiace essere arrivati a questi estremi, ma evidentemente sono l’unico modo possibile per raggiungere certi risultati. Andremo avanti nella nostra battaglia sino in fondo. Il diritto alla salute e alla vivibilità dovrebbero essere più importanti e centrali di qualsiasi altra cosa”.

Dovrebbero, per l’appunto. E non si dovrebbe arrivare alle diffide, per ribadirlo. Non si dovrebbe, in un paese che si ritiene civile.

 

Alberto Bruzzone

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