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Cronaca | 03 dicembre 2019, 15:35

Stato di emergenza, Anci Liguria non ci sta: “Nessun rispetto per questa regione”

Il direttore generale Vinai: “I sindaci liguri non possono accettare questa situazione senza reagire”

Stato di emergenza, Anci Liguria non ci sta: “Nessun rispetto per questa regione”

“Sono del tutto inutili le passerelle sul territorio – è il monito che giunge dai sindaci di Anci Liguria – se ne stiano pure a Roma, se la risposta alle richieste liguri è quella che giunge informalmente stamane significa che non si comprende il senso e la struttura del sistema delle somme urgenze da parte dei relatori di governo che hanno preso parte al tavolo”.

“Da settimane stanno intervenendo ininterrottamente per salvare persone e cose – dichiara Enrico Piccardo, coordinatore dei piccoli Comuni e sindaco di Masone – per riaprire viabilità, per spalare fango, cercando di limitare i danni, assumendosi enormi responsabilità personali firmando interventi per somme urgenze necessarie a contenere la situazione calamitosa”.

“Sappiamo che Regione Liguria – precisa il direttore generale dell’Anci Pierluigi Vinai – ha chiesto un intervento straordinario per 107 milioni complessivi per le due tornate di maltempo che ci hanno colpito, apprendiamo che la risposta di stanziamento governativo ammonta a 49. Ciò è inaccettabile perché è insostenibile per il nostro territorio della cui fragilità tutti, non solo in Italia, sono a conoscenza ed a cui non si può rispondere con una manciata di monetine, perché dire ‘intanto prendete questi e poi ne troveremo altri’ significa non conoscere lo strumento delle somme urgenze che non si coprono con dei pagherò. Quanto chiesto dal presidente della Regione è non solo legittimo ma facilmente riscontrabile e verificabile, l’ammontare delle richieste è appena sufficiente per coprire gli interventi d’urgenza, quelli strutturali dovranno seguire.

“Non ci si stupisca poi – dice il vice coordinatore dei piccoli Comuni e sindaco di Bormida Daniele Galliano – se i sindaci minacciano di consegnare le chiavi e le fasce tricolori in Prefettura e neppure se, com’è iniziato ad accadere nelle ultime tornate di consultazioni amministrative, si manifesti il fenomeno delle candidature uniche alla carica di sindaco o addirittura nessuna candidatura e conseguente commissariamento del Comune. Il senso di responsabilità ha dei confini, non essere in grado di coprire le somme urgenze travalica questi confini”.

Chiediamo un’assoluta revisione della somma stanziata – aggiunge il coordinatore della Commissione finanza locale ed assessore al bilancio di Genova Pietro Piciocchi – ed una radicale ristrutturazione del fondo di solidarietà comunale affinché tenga conto delle condizioni dei territori e non sia soltanto un farraginoso e cervellotico strumento contabile per una stabilità della spesa pubblica che viene fatta pagare soprattutto ed esageratamente ai Comuni. Per questo il presidente dei sindaci liguri Marco Bucci ha presentato un emendamento alla legge di stabilità”.

“La Liguria – conclude Vinai – è un territorio fragile, prevalentemente montuoso ed orograficamente complicato, non è un caso se la stragrande maggioranza dei Comuni è di piccola e piccolissima dimensione. Se non li sosteniamo lo spopolamento crescerà e da esodo diverrà disastro ambientale, le prime avvisaglie sono sotto gli occhi di tutti. I sindaci liguri non possono accettare questa situazione senza reagire”.

Redazione

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