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Politica | 16 gennaio 2020, 15:59

Le proposte di Linea Condivisa sull’ambiente in vista delle elezioni regionali

"Da tempo vediamo Toti e la sua maggioranza inseguire le tematiche ambientali più per moda che per vera convinzione tant’è che non sono mai andati oltre la retorica"

Le proposte di Linea Condivisa sull’ambiente in vista delle elezioni regionali

Linea Condivisa presenta i suoi obiettivi programmatici per l’ambiente in vista delle prossime elezioni regionali: dieci punti concreti ed attuabili che potranno essere avviati già all’inizio della prossima legislatura in grado di cambiare la strategia della regione.

La proposta è frutto di un lungo percorso di elaborazione che Linea Condivisa ha intrapreso attraverso un dialogo trasversale, con associazioni, ordini professionali, esperti del settore, docenti universitari, figure di riferimento nell’ambito delle aree marine e dei parchi; il pacchetto delle proposte sarà presentato con un’iniziativa pubblica, in programma nelle prossime settimane.

«Da tempo vediamo Toti e la sua maggioranza – dichiarano il capogruppo Gianni Pastorino, il consigliere Francesco Battistini e la referente del gruppo ambiente Rossella D’Acqui – inseguire le tematiche ambientali più per moda che per vera convinzione tant’è che non sono mai andati oltre la retorica. Nessuna vera azione preventiva, nessun disegno programmatorio, nessun atto legislativo che si ponga davvero a salvaguardia del patrimonio naturale ligure. Al contrario il centrodestra ha continuato ad accanirsi contro i parchi, addirittura col tentativo maldestro di ridurre alcune aree protette; eppure le ragioni per agire subito sono sotto gli occhi di tutti, lo dimostrano le calamità che colpiscono la Liguria con frequenza in costante aumento e con danni sempre più ingenti».

«Linea Condivisa ha un approccio differente – proseguono Pastorino, Battistini e D’Acqui – riteniamo che la questione ambientale abbia un impatto su tutti i cittadini, per questo abbiamo lavorato con un approccio inclusivo dialogando con tutti, da ‘Fridays for future’ a Federcaccia. E abbiamo individuato priorità comuni che tutti condividono: la Liguria deve risorgere, senza dubbio, ma invertendo l’approccio fin qui adottato. Occorre promuovere la prevenzione anziché intervenire a disastro avvenuto e guardare al lungo periodo: solo così si potrà mettere in sicurezza il territorio contenendo la spesa pubblica ma generando anche una nuova economia basata su filiere tutt’ora non adeguatamente valorizzate; in questo la regione ha un ruolo centrale e può fare la differenza ma servono serietà e competenze reali”.

«Stiamo vivendo – concludono – l’emergenza del cambiamento climatico in tutta la sua cruda realtà, mai come oggi è necessario cambiare passo utilizzando al meglio le risorse economiche, tecniche e intellettuali disponibili e sapendo che le emergenze non finiranno perché ci sono, ci saranno e andranno affrontate; ciò potrà avvenire solo attraverso una pianificazione che parta da una visione complessiva chiara della Liguria, delle sue fragilità ma soprattutto del suo potenziale».

Redazione

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