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Sanità | 18 gennaio 2020, 10:18

S.O.S.: La natura ci viene in soccorso contro microbi e batteri!

S.O.S.: La natura ci viene in soccorso contro microbi e batteri!

Siamo nel pieno della stagione invernale. E tutto ci parla di lei. Sciarpe, cappelli, cappotti, piumini ci trasformano in un esercito di pinguini infreddoliti. Cioccolate calde, tisane fumanti e ogni sorta di bevande bollenti allietano le nostre pause lavoro o la visione della nostra serie tv preferita. Tutto attorno a noi assume una nuova dimensione: cambiano le nostre abitudini e i nostri passatempi. Le spiagge assolate d’agosto lasciano il posto alle piste innevate delle stazioni sciistiche. Anche la nostra tavola si imbandisce di cibi “invernali”: zuppe, minestroni, stufati, stracotti, legumi. I letti si rivestono di piumoni dai mille colori e i salotti si tingono della luce calda e avvolgente del camino acceso.

I colori della natura perdono di vivacità e tutto attorno a noi sembra in letargo.Tutto cambia! Perfino il nostro umore, influenzato dal grigiore che spesso caratterizza le giornate invernali. Il sole tramonta quando ancora siamo nel pieno della nostra attività lavorativa e sorge quando già siamo in macchina per recarci al lavoro. Insomma come tutte le stagioni anche quella invernale ci regala momenti ed emozioni diverse. Ma l’inverno purtroppo ci regala anche tutta una serie di disturbi e malanni che quasi sempre ci trasciniamo dietro per tutta la stagione! Sì, perché le temperature crollano in picchiata e con loro anche la nostra energia e la nostra resistenza. Il nostro organismo, in questi ultimi anni, si è dovuto abituare sempre di più ai cambi di stagione repentini: si passa da temperature quasi estive a temperature quasi invernali e questa mancanza di “mezze stagioni” sta portando il nostro sistema immunitario a scompensare, come se impreparato di fronte al cambiamento. Sicuramente il freddo poi non aiuta, in quanto le basse temperature se da una parte diminuiscono l’efficienza del nostro sistema immunitario, dall’altra aumentano la potenza di molti agenti patogeni. Così ogni giorno siamo esposti inevitabilmente a rischi di infezioni virali e batteriche come faringiti, bronchiti, polmoniti, influenze intestinali, cistiti, raffreddori…tutte patologie acute che interessano l’apparato gastrointestinale, respiratorio, cardiocircolatorio e osteoarticolare.

Tutte patologie che quasi sempre vengono trattate con l’impiego di specifici farmaci: gli antibiotici di sintesi. In Italia esistono più di 300 tipi di antibiotici prodotti in laboratorio con due specifiche azioni sul batterio: quella battericida in grado cioè di uccidere i batteri e quella batteriostatica ovvero in grado di inibire la riproduzione batterica. Questa tipologia di famaci, il cui uso e abuso sta ultimamente suscitando non poca preoccupazione, a loro tempo ha, sicuramente gettato le basi per una grande e profonda rivoluzione nella medicina moderna. Infatti grazie alla scoperta di Fleming dopo una serie di modifiche della stessa Penicillina G, capostipite di tutta la famiglia di muffe antibatteriche, si è riusciti a sconfiggere, nel corso della seconda guerra mondiale, patologie infettive come la polmonite, la tubercolosi, la meningite, il tifo, salvando la vita a migliaia di persone. Ma negli anni a seguire il grande entusiasmo suscitato da questa importante scoperta scientifica è man mano scemato, a causa del loro uso sconsiderato e inappropriato che ha portato alla formazione di ceppi batterici sempre più resistenti al farmaco stesso. Stiamo parlando della sempre più discussa “antibiotico resistenza”. Ed è proprio questa loro resistenza, legata alla velocità di evolversi e di attuare strategie difensive contro i farmaci, che sta mettendo in allarme gran parte della comunità medico scientifica. Ma i problemi non finiscono qui¸ perché questi farmaci sempre più a largo spettro, non sono però esenti da effetti collaterali importanti come: alterazioni della flora batterica intestinale con conseguente disbiosi, problematiche digestive, reazioni allergiche, deplezione del sistema immunitario, infezioni e micosi.

E questo perché gli antibiotici di sintesi “distruggono tutto”, non solo i batteri patogeni ma anche quelli benefici, ossia la flora batterica che colonizza il nostro intestino. La parola antibiotico significa “contro la vita”. Questa tipologia di farmaci, se abusata, nel tempo va ad alterare la composizione della flora intestinale a tal punto che alcuni ricercatori sostengono che, in seguito a una loro assunzione, per ristabilire l'equilibrio eubiotico ci vorrebbero settimane o persino mesi. L'uso di antibiotici è una delle maggiori cause di squilibrio intestinale. Un loro abuso durante l'infanzia riduce di molto i bifidobatteri presenti nell'intestino del bambino, provocando una disbiosi in una fase delicata di crescita. Pensate che la somministrazione sconsiderata di antibiotici durante l'infanzia soprattutto durante i primi sei mesi è stata collegata a un maggior rischio di insorgenza di obesità negli anni a venire. Questo abuso è collegato anche al fatto che molto spesso anche le infezioni virali e non batteriche che colpiscono i bambini come un’otite, un mal di gola o una tosse, vengono trattate con gli antibiotici che come sappiamo sono efficaci solo contro i batteri! Una volta si pensava che batteri intestinali si riprendessero nel giro di poche settimane ma studi recenti hanno messo in luce che l’uso prolungato di antibiotici può provocare alterazioni permanenti nella flora batterica. Una cosa è certa: l'antibiotico non piace al nostro Microbiota intestinale. Il nostro tratto gastrointestinale ospita un vero e proprio ecosistema composto da più di 100.000 miliardi di organismi che superano di ben 10 volte il numero delle nostre cellule. Potremmo dire che siamo umani solo al 10%, il restante 90% è rappresentato soprattutto da batteri e da microbi come lieviti virus e parassiti.

Non possiamo vederli nè sentirli ma i batteri intestinali controllano la nostra vita e decidono molto più di quello che pensiamo sul nostro stato di salute e malattia. Ogni superficie del nostro corpo, ogni mucosa, dalla pelle alle pareti interne di tutto il tratto gastrointestinale, urogenitale e apparato respiratorio, è ricoperto da microbi. Sono sempre più numerose le ricerche scientifiche che dimostrano come un’alterazione della flora batterica intestinale possa nel tempo causare una disbiosi. In condizioni di disbiosi, poiché la microflora benefica scarseggia, i microrganismi patogeni finiscono con l’aggredire la mucosa intestinale. I batteri “buoni” svolgono un ruolo protettivo nei confronti della mucosa intestinale, la cui integrità è indispensabile per il giusto assorbimento dei nutrienti e l'eliminazione di ciò che non è utile all’organismo. In questa condizione diminuisce la capacità protettiva dei batteri benefici, la mucosa intestinale rimane più esposta e suscettibile all’aggressione delle sostanze tossiche e dei patogeni intestinali. La mucosa diventa porosa, si creano cioè dei varchi tra le cellule che permettono alle macromolecole alimentari indigerite e alle tossine di entrare nel torrente ematico. L’intestino perde la sua funzione di barriera selettiva!

A questo punto il sistema immunitario si attiva per rispondere a questa “invasione” di sostanze "no self", mettendo in campo una risposta infiammatoria generalizzata che, giorno dopo giorno, porta allo sviluppo di disfunzioni e patologie. Tutt’altro discorso meritano gli “antimicrobici naturali”, vale a dire quelle sostanze che hanno un’azione aggressiva nei confronti degli agenti patogeni, preservando quelli benefici, con un occhio di riguardo verso il sistema immunitario che al contrario, potenziano. Ad esempio esistono proprietà “antimicrobiche” in quasi tutte le Liliaceae tra cui l’aglio e la cipolla; in quasi tutte le Crucifere come la senape, il rafano, il crescione, la coclearia, il broccolo. Ma anche in piante come la Rosa Canina, l’Uncaria, l’Enula, l’Astragalo e l’Echinacea. Oramai sempre più studi scientifici dimostrano e confermano che i principi attivi contenuti nelle piante e negli alimenti, hanno molte azioni terapeutiche: sono in grado di inibire i batteri patogeni, di rinforzare il sistema immunitario, di favorire la cicatrizzazione delle mucose e la rigenerazione dei tessuti, di stimolare la disintossicazione del tessuto connettivo, migliorando la funzionalità degli organi. E questo perchè nelle piante sono presenti vitamine, sali minerali, oligoelementi, enzimi, ormoni ed un insieme di sostanze vitali che contribuiscono al complessivo miglioramento dello stato di salute, ripristinando la naturale capacità di autodifesa dell’organismo contro i batteri patogeni, favorendo i diversi batteri saprofiti che colonizzano le mucose gastro intestinali e che danno origine alla flora batterica eubiotica. Tra i più efficaci antimicrobici naturali voglio segnalarvi anche: l’olio essenziale di Melaleuca alternifolia, attivo su un largo spettro di agenti infettivi; la Tabebuja con spiccata attività antisettica; l’Argento colloidale potente antisettico, antibatterico; i semi di pompelmo efficaci contro 800 tipi di batteri e 100 varietà di funghi; il polline un antimicrobico naturale simile alla penicillina, grande regolatore dell'intestino; la propoli con attività antibatterica, antivirale, antimicotica. Insomma come sempre la natura ci viene in soccorso, regalandoci importanti strumenti di salute. Siamo noi che dobbiamo imparare ad usarli con buon senso ed equilibrio.

Riavvicinatevi a tutto ciò che è sano e naturale perché l’eccesso e l’abuso di sostanze chimiche, qualunque esse siano non può che condurvi verso un’unica condizione: la malattia.


Simona Oberto cura il sito web www.cibocuranaturale.com e la pagina facebook "Il tuo coach alimentare".

Redazione

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