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Cronaca | 22 gennaio 2020, 16:36

Stazione Fs di Voltri, benvenuti nella… terra di nessuno

Bivacchi, schiamazzi, scarsa sicurezza: i cittadini della delegazione sollevano la questione. Lorella Fontana (Lega) scrive agli assessori Garassino e Campora e sollecita Rfi: “Servono maggiori controlli”

Stazione Fs di Voltri, benvenuti nella… terra di nessuno

Bivacchi, schiamazzi, disturbo della quiete pubblica, problematiche legate alla sicurezza. Di notte la stazione ferroviaria di Genova Voltri è diventata un luogo poco raccomandabile, una terra di nessuno.

La questione preoccupa da tempo la delegazione, anche perché le cose sono nettamente peggiorate negli ultimi tempi, per quanto questa zona si trovi a pochissimi metri da una stazione di Polizia, quindi in un luogo teoricamente piuttosto presidiato.

Del tema si è occupata la politica, in particolare la capogruppo a Palazzo Tursi della Lega, Lorella Fontana, che rispetto ai problemi del Ponente cittadino è sempre piuttosto sensibile, e non solo per il fatto che ci vive.

Fontana ha descritto ai suoi colleghi di maggioranza, in particolare all’assessore comunale alla Sicurezza, Stefano Garassino, la situazione che si vive a Voltri. “Da tempo - afferma la capogruppo a Palazzo Tursi del Carroccio - i cittadini voltresi lamentano una situazione di forte degrado nella zona interna alla stazione Rfi di Voltri. Al calar del sole l’area interna, sala d’attesa compresa, diventa terra di nessuno, o meglio terra di sbandati e ubriachi, e ovviamente da parte di chi deve per forza di cose passare in ore serali dalla stazione, non vi è il senso di sicurezza necessario per essere tranquilli”.

Inoltre, prosegue Lorella Fontana, “dalle 20 in poi, la sala d’aspetto della stazione si trasforma in un dormitorio. Vi sono sere in cui le presenze sono numerose, altre sere più contenute. Ma non è un quadretto particolarmente gradevole, soprattutto pensando a ciò che riguarda l’aspetto igienico-sanitario. Al mattino, chi giunge in stazione alle prime luci dell’alba, trova lo stesso scenario. Dalle 7 in avanti qualche ‘ospite’ si inizia a svegliare, ad alzarsi e a sorseggiare la prima birra della giornata”.

La consigliera della Lega è stata sollecitata da diversi cittadini voltresi: “Sto portando all’attenzione sia dell’amministrazione comunale sia della stessa Rfi e della Questura e Prefettura quanto avviene in tale zona. Non si può tollerare un tale abbandono del sistema di sicurezza, in uno spazio molto transitato dalle persone che usufruiscono del trasporto ferroviario. Sia da parte dell’assessore Garassino che dell’assessore Campora, che ho personalmente interessato al fenomeno, vi è stata una pronta risposta. La palla viene passata ora a Rfi, essendo loro quelli che hanno specifiche competenze in merito a questa area”.

Sempre in tema di trasporto pubblico, nei giorni scorsi Fontana si è anche interessata dell’installazione della pensilina del bus, alla fermata di via Don Giovanni Verità a Voltri: un’altra questione molto sentita dalla cittadinanza. In Consiglio Comunale, la consigliera ha rivolto un’interrogazione a risposta immediata sull’argomento a Stefano Balleari, vice sindaco e già assessore di Tursi alla Mobilità.

Secondo Balleari, “c’è un contratto vincolante con IGPDecaux, l’azienda che si occupa dell’installazione delle pensiline, ma stiamo lavorando per modificarlo in modo da poterne installare altre e provvedere alla manutenzione di quelle non gestite direttamente dalla società in questione, così come richiesto da tanta parte della cittadinanza. Assicuro l’attenzione della Giunta e informerò il Consiglio sui prossimi sviluppi”.

Il tema è sempre lo stesso, simile alla ‘battaglia’ portata avanti per la pensilina di Voltri 2, in via Calamandrei: la priorità viene data a quelle fermate con la maggior frequentazione di persone e con il più elevato numero di linee in sosta, per motivi meramente pubblicitari, visto che tutte le installazioni recano cartellonistica promozionale. Compito di Tursi è lavorare dentro le maglie di questo accordo, per evitare che esistano cittadini di serie A e di serie B, nonché fermate di serie A e di serie B, ma che, al contrario, tutte abbiano uguale dignità e soprattutto lo stesso sacrosanto riparo.

Alberto Bruzzone

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