Attualità - 23 gennaio 2020, 14:09

Allarme inquinamento atmosferico dal dossier "Mal'aria" di Legambiente

Secondo l’Agenzia ambientale europea continua ad avere impatti significativi sulla salute della popolazione, soprattutto per i cittadini delle aree urbane

Allarme inquinamento atmosferico dal dossier "Mal'aria" di Legambiente

Pubblicato il dossier "Mal'aria" a cura dell’ufficio scientifico di Legambiente dal quale si apprende che secondo l’Agenzia ambientale europea (Eea) l’inquinamento atmosferico continua ad avere impatti significativi sulla salute della popolazione europea, in particolar modo per i cittadini delle aree urbane. Gli inquinanti sotto osservazione, in termini di rischio per la salute umana, sono le polveri sottili (Pm), il biossido di azoto (NO2) e l’ozono troposferico (O3).

L’inquinamento è un fenomeno che riguarda tutte le persone ma, in realtà, l’Eea evidenzia come una parte della popolazione sia più colpita dall’inquinamento rispetto ad un’altra per via della maggior esposizione ai rischi ambientali: risultano più esposte all’inquinamento atmosferico tanto le fasce di persone meno abbienti quanto le fasce deboli, più comunemente conosciute come i bambini e gli anziani. L’inquinamento ha anche un impatto economico se si considerano i costi sanitari associati, l’accorciamento dell’aspettativa di vita, le morti premature e le giornate di lavoro perse.

A pagarne le conseguenze, come sempre, sono i cittadini. Ogni anno sono infatti oltre 60.000 le morti premature in Italia dovute all’inquinamento atmosferico che determinano un danno economico, stimato sulla base dei costi sanitari comprendenti le malattie, le cure, le visite, i giorni di lavoro persi, che solo in Italia oscilla tra 47 e 142 miliardi di euro all’anno (330 – 940 miliardi a livello europeo). E non sarà il rispetto dei limiti normativi imposti a tutelare la salute delle persone. Quello sarà solo un passaggio intermedio finché non si raggiungeranno i valori a tutela della salute segnalati dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, molto più stringenti degli attuali limiti normativi. Ad oggi infatti i tre quarti della popolazione urbana è esposta a concentrazioni troppo elevate rispetto a quanto indicato dall’Oms per le sole polveri sottili (Pm2,5).

Decisamente troppo: in sostanza l’inquinamento atmosferico è al momento la più grande minaccia ambientale per la salute umana ed è percepita come la seconda più grande minaccia ambientale dopo il cambiamento climatico. Per questi motivi la Commissione europea ha messo in atto molte procedure di infrazione contro gli Stati membri - tra cui l’Italia - per il mancato rispetto dei limiti comunitari in tema di qualità dell’aria; Stati membri già alle prese con molte azioni legali intraprese da associazioni e gruppi di cittadini che chiedono di poter respirare aria pulita.

Redazione

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