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Cronaca | 24 gennaio 2020, 12:07

Multedo, il ‘tappo’ del rio Rostan e l’odioso rimpallo di responsabilità

L’assessore comunale ai Lavori Pubblici, Pietro Piciocchi, riferisce al consigliere Mauro Avvenente: “Se ne deve occupare Autorità Portuale”. Ma un mese fa, in Sala Rossa, aveva risposto: “Abbiamo ricevuto l’autorizzazione”. A quale versione bisogna credere?

Multedo, il ‘tappo’ del rio Rostan e l’odioso rimpallo di responsabilità

Allagamenti ai sottopassi di Multedo, si va verso una soluzione. I lavori, che sono stati preannunciati nelle scorse settimane dall’assessore comunale competente, Pietro Piciocchi, nel corso dell’assemblea pubblica svoltasi presso la Scuola Conte di Pegli, alla presenza del presidente del Municipio VII Ponente, Claudio Chiarotti, e di tanti politici e amministratori locali, sono stati confermati ieri, sempre dallo stesso rappresentante della Giunta Bucci, attraverso una risposta scritta all’interrogazione presentata dal consigliere comunale di Italia Viva, Mauro Avvenente, che è sempre ‘sul pezzo’ quando si tratta di Ponente, anche per il fatto di esser stato presidente dell’ex circoscrizione che va da Multedo a Voltri nella precedente legislatura.

Nelle passate settimane, Avvenente aveva chiesto se Tursi avesse in previsione qualche miglioria, rispetto a un problema molto sentito, che genera pesanti ripercussioni sul traffico ogni volta che piove.

Ieri, Piciocchi ha dato conferma: “L’ingegner Stefano Pinasco, direttore del Settore Infrastrutture e Difesa del Suolo, ha comunicato che i suoi uffici stanno completando la progettazione esecutiva delle opere di intercettazione e di pompaggio, con scarico diretto alla foce del torrente Varenna, della rete bianca stradale di via Pacoret, che attualmente confluisce all’interno della tombinatura del rio Rostan, a ponente del sottopasso stradale di via Ronchi. Tali opere consentiranno, in pratica, di rendere indipendente il deflusso delle acque piovane che si raccolgono in via Pacoret dalla capacità di scarico a mare del rio Rostan, capacità spesso limitata dall’interramento dello sfocio a mare del rio stesso”.

Inoltre, prosegue Piciocchi, “successivamente si procederà a progettare analoga stazione di pompaggio per la raccolta o smaltimento delle acque bianche stradali del sottopasso di via Ronchi. La vasca di quest’ultima stazione dovrà essere realizzata invece ex novo, per motivi di quote, lungo via Ronchi, in corrispondenza dell’impalcato ferroviario. Per ridurre sia i costi sia i disagi dovuti al cantiere, in concomitanza con la posa della condotta di mandata della stazione di pompaggio di via Pacoret, si prevede di posizionare ‘in bianco’ anche la condotta di mandata della stazione di pompaggio di via Ronchi”.

Altro fronte, la foce del rio Rostan, dove i lavori sono fermi almeno da due anni, con il risultato che l’estuario del piccolo rivo è quasi completamente tappato, oltre che ricolmo di acqua stagnante.

L’assessore comunale ai Lavori Pubblici spiega: “Per quanto concerne l’adeguamento idraulico del tratto terminale della tombinatura del rio Rostan, si ricorda che tutto il tratto posto a valle di via Ronchi ricade all’interno del sedime demaniale portuale, e quindi i relativi oneri economici ed esecutivi sono in capo all’Autorità di Sistema Portuale”.

E qui bisogna soffermarsi, perché si rischia, seriamente, di tornare al punto di partenza, oltre che di prendere in giro i cittadini. Lo stesso Piciocchi, a dicembre del 2019, rispondendo a un’interrogazione a risposta immediata dello stesso Avvenente in Consiglio Comunale, dichiarava: “Siamo stati autorizzati, circa dieci giorni fa, dall’Autorità di Sistema Portuale, a riprendere i lavori alla foce del rio Rostan. Saranno eseguiti da Aster a partire da gennaio 2020 e comprenderanno: rimozione barra a mare, demolizione tratto terminale della soletta di copertura della tombinatura e installazione di griglia metallica, per rendere più agevole il controllo”.

Ora, chi deve fare questi cavolo di lavori? Autorità Portuale o Tursi? C’è o no questa autorizzazione? A quale delle due dichiarazioni di Piciocchi, una contraria rispetto all’altra, bisogna credere?

E, interrogativo ancor più stringente: possibile che ci voglia tutto questo tempo per stappare la foce di un torrente? Perché si parla sempre del ‘grande progetto’ della stazione di pompaggio, e pure piuttosto oneroso, e nel mentre non si riesce a portare a termine una questione molto più banale come quella di fare pulizia presso un estuario?

Qualche chiarimento sarebbe assai gradito.

Alberto Bruzzone

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