Vuxe de Zena di Zenet - 26 gennaio 2020, 14:00

La piazza più frequentata di Genova è Corvetto

La piazza, intitolata al conte genovese Luigi Emanuele Corvetto, si trova anche a Milano. Ma chi era?

La piazza più frequentata di Genova è Corvetto

Ma chi era questo personaggio? Forse non tutti sanno che nacque a Genova l’11 luglio 1756, poco distante da quella che si ritiene sia stata la casa di Cristoforo Colombo, nell’attuale piazza Dante (l'atto di nascita lo registra come "Crovetto", poiché tale era il nome, solo in seguito "italianizzato", della sua antica famiglia originaria di Nervi), figlio di Luigi, professore di architettura, e di Maddalena Turpia. Studiò, inizialmente, nel collegio degli scolopi, dove subito si segnalò come allievo esemplare.

 

Nel 1788 sposò Anna Schiaffino, che gli avrebbe dato due figlie: Maddalena ed Anna.

Di origine borghese, con una formazione filo-francese e giacobina, studiò legge, fu infatti, celebre avvocato e insigne giureconsulto.

Figura controversa la sua, protagonista in un’Italia pre-unitaria e in una Francia pre e post-rivoluzionaria.

Entrò a far parte, infatti, nel 1797, del Governo Provvisorio della Repubblica Democratica Ligure, e venne successivamente nominato Presidente del Direttorio e poi membro del Supremo Tribunale della Repubblica, mediando la posizione della Repubblica durante il famoso assedio di Genova nel 1800.

Dopo l’annessione della Repubblica Ligure all’Impero francese, da parte di Napoleone I, Luigi Emanuele si trasferì a Parigi, in Francia, dove divenne Consigliere di Stato.

Alla caduta di Napoleone, che lo aveva insignito del titolo di conte, il nuovo Re Luigi XVIII, lo mantenne alle stesse sue funzioni e lo nominò Ministro delle Finanze durante il Ministero Richelieu, dall’anno 1815 al 1818.

Fu dunque, grande restauratore della finanza francese.

Alla morte di Richelieu, fece ritorno, come ardentemente desiderava, in patria, a Genova, a Nervi, località di cui era originaria la sua famiglia, anche per un periodo di cure, nella vana ricerca di un clima risanatore, era infatti cagionevole di salute.

Morì a Genova, in casa del genero Schiaffino, il 23 maggio 1821.

Per sua espressa volontà fu sepolto, in una cassa di piombo, nella Chiesa di S. Siro a Nervi, dove ancora si trova, presso il Battistero.

Il dotto latinista Marco Faustino Gagliuffi (1765-1834) in occasione della morte di Corvetto, aveva composto una magnifica epigrafe latina, di cinquanta fitte righe, esaltanti l’uomo scomparso.

Nell’anno 1870, però, la lunga epigrafe, fu riassunta e tradotta in italiano da Antonio Crocco, e successivamente scolpita nel marmo della tomba di questo grande genovese.

 

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Zenet / Paola Garetti

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