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Attualità | 28 gennaio 2020, 16:41

Ancora attacchi in Comune al cippo che ricorda Carlo Giuliani, ma il monumento non si muoverà

Il vicesindaco Balleari: "Abbiamo già avuto modo di verificare che alcuni cittadini non erano d'accordo con la posa del cippo, ma è stata approvata e questa è la democrazia"

Ancora attacchi in Comune al cippo che ricorda Carlo Giuliani, ma il monumento non si muoverà

Arriva dal consigliere comunale Alberto Campanella di Fratelli d’Italia un’interrogazione a risposta immediata volta a chiedere all’amministrazione la rimozione del cippo in piazza Alimonda che ricorda l’omicidio di un manifestante durante il G8 del 2001, Carlo Giuliani, che fu raggiunto da un colpo di pistola alla testa nel corso dei violenti scontri di piazza che caratterizzarono quei giorni.

Campanella, definendo Carlo Giuliani un “balordo” che insieme ad altri avrebbe “attaccato senza nessun motivo” il defender dei carabinieri da cui è partito il colpo mortale, ha chiesto alla giunta di rendere noto chi si è fatto promotore del posizionamento del monumento votivo simbolo di uno degli eventi più tragici del G8 del 2001, se la posa sia avvenuta seguendo le regole, e in caso di risposta negativa di procedere alla sua rimozione.

A rispondere per la giunta è stato il vicesindaco Stefano Balleari, che ha ripercorso l’iter per il posizionamento del cippo, a partire dalla richiesta di una targa da parte del Comitato piazza Carlo Giuliani, a suo tempo accolta dal sindaco Pericu e dal consiglio comunale nel 2005: secondo quando ricapitolato dal vicesindaco la posizione del monumento è stata regolarmente sancita da passate amministrazioni e non è possibile metterne in discussione la legittimità.

La segnalazione recepita dall’ufficio toponomastica è stata girata come di consueto alla Prefettura, che allora rifiutò il posizionamento del cippo sulla piazza perché non erano passati i 10 anni previsti per l’intitolazione di una piazza su suolo pubblico – ricorda il vicesindaco Balleari -. Da quel momento venne inviata una nota dal sindaco Pericu che, in ossequio alla volontà politica chiaramente espressa dal consiglio, fece posizionare una targa. Nel luglio del 2011, allo scoccare dei 10 anni dall’accaduto, il Comitato Piazza Carlo Giuliani ha apposto una targa commemorativa definitiva, come da decisione dell’amministrazione d’allora. Nel luglio 2013 lo stesso Comitato ha fatto richiesta di posizionare il cippo che c’è ancora oggi, in sostituzione della targa, che aveva subito un danneggiamento ad opera di alcuni vandali. Il sindaco accolse positivamente la domanda e con apposita delibera di giunta venne dato il via al posizionamento del cippo nel sedime dov’è attualmente. La posizione del monumento è regolare: abbiamo avuto modo di verificare in questi anni che non tutti i cittadini erano d’accordo con la decisione relativa al cippo in memoria di Giuliani, ma il senso della democrazia è rispettare quello che è stato autorizzato regolarmente secondo la legge”.

Nella sua replica il consigliere Campanella ha preso atto di quanto comunicato dal vicesindaco stigmatizzando tuttavia il comportamento delle passate amministrazioni che hanno autorizzato il monumento: “Si tratta di un brutto episodio legato brutta politica – dichiara il consigliere -, che ormai riguarda il passato e per fortuna non il presente o il futuro”.

A quasi 20 anni dalla morte di Giuliani e dal G8 di Genova la memoria di quelle tragiche giornate, e persino il ricordo di un giovane ucciso da un proiettile esploso da uomini in divisa, sembra ancora rimanere ostaggio della propaganda politica, funzionale a una facile ricerca di consenso. L’unica cosa che certamente dovrebbe essere relegata nel passato è la possibilità di perdere la vita per aver partecipato a una manifestazione, a prescindere da eventuali colpe, comportamenti illegali, o dalle idee che stanno dietro alle proteste.

Carlo Ramoino

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