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Attualità | 28 gennaio 2020, 10:44

Depositi costieri: a Ponente, sul dislocamento rischia di andare in scena una guerra tra ‘poveri’

I residenti di lungomare Canepa alzano giuste barricate contro l’ipotesi di dislocamento di Carmagnani e Superba alla foce del Polcevera. Ma come mai, per oltre cinquant’anni, nessuno ha mai mosso un dito in solidarietà verso Multedo?

Depositi costieri: a Ponente, sul dislocamento rischia di andare in scena una guerra tra ‘poveri’

Gli americani, di fronte a situazioni del genere, parlano sempre di prospettive Nimby, ovvero ‘not in my back yard’, ovvero ‘non nel giardino di casa mia’. In effetti, non esiste prospettiva alcuna, che sia differente da questa, rispetto alla futura collocazione dei depositi costieri di materiali chimici.

Alzi la mano chi vorrebbe Carmagnani e Superba sotto le proprie abitazioni: difficile, anzi impossibile trovare qualcuno. Ed è giusto che sia così. Fanno bene perciò i cittadini di lungomare Canepa, già fortemente penalizzati dall’autostrada a cielo aperto che da quasi due anni si ritrovano sotto alle loro finestre, a organizzarsi in modo forte, energico e compatto alla prossima battaglia: quella per dire no ai depositi costieri, che, secondo la narrazione del sindaco Marco Bucci, dovrebbero andare a finire nella zona della foce del Polcevera, in spazi attualmente occupati dal Terminal Messina.

L’ufficialità non c’è ancora ma quando il sindaco, in entrambe le sue recenti apparizioni pubbliche a Ponente, parla di “attesa di autorizzazione da parte di Enac”, è logico pensare che Carmagnani e Superba andranno all’interno di spazi portuali, il più presumibilmente a ridosso proprio della pista di atterraggio dell’aeroporto ‘Cristoforo Colombo’ di Genova.

È tutto un gioco a incastri iniziato almeno tre anni fa, solo per parlare di questa amministrazione: il dislocamento del polo da Multedo (da sempre definito erroneamente petrolchimico) è stato un fermo impegno da parte dell’attuale Giunta Comunale, poi andato avanti non senza qualche ritardo. Ora che si è prossimi all’annuncio, stando alle parole del sindaco, la tensione sale e naturalmente va a toccare chi ha il proprio ‘giardino’ nei pressi della futura sede.

I cittadini di lungomare Canepa, riuniti in un Comitato che è guidato da Silvia Giardella, sono molti, già piuttosto agguerriti e delusi (per non dire incazzati) rispetto ad altri fronti, già piuttosto presi in giro. E non meritano di ritrovarsi con i depositi chimici sotto casa, senza esser minimamente coinvolti e finire al contrario, e ancora una volta, di fronte al fatto compiuto, per quanto l’ipotesi della foce del Polcevera preveda che Carmagnani e Superba rimangano ad almeno cinquecento metri dalle prime abitazioni, mentre a Multedo sono a meno di dieci metri, e non è una differenza da poco: quindi, senza che nessuno si arrabbi, comunque sarebbe una situazione ‘migliorativa’, se guardiamo alla salute e all’interesse e alla vivibilità della cittadinanza in generale.

Ma, è ovvio, di fronte a una prospettiva Nimby, la visione generale viene sempre meno. Ed è qui che, invece, i cittadini di lungomare Canepa, e con loro tutti quelli che protestano, sbagliano. Nella visione solamente parziale.

Come chiesto più volte, e più volte ottenendo risposte evasive quando non ipocrite, come mai tutte queste persone non hanno mosso un dito, in tutti questi anni, per solidarizzare con i cittadini di Multedo? Come mai è andato bene a tutti che i depositi se ne stessero lì, buoni buoni? Come mai ci si è sollevati solamente di fronte a una prospettiva di dislocamento? Come mai la coscienza ambientale si è risvegliata solamente ora?

Sarà forse perché siamo di fronte a una prospettiva Nimby? È ovvio che è così. Bene ha fatto, anche se tardivamente, il Comitato Palmaro, a uscire nei giorni scorsi con un comunicato: “Il Comitato Palmaro, per l’ennesima volta, ribadisce il suo no a un eventuale ritardo nello spostamento dei depositi costieri da Multedo ed esprime altresì il suo no per ogni ipotesi di spostamento in qualsiasi zona del Ponente e della Valpolcevera. Il no è chiaro e Palmaro abbraccia l’ipotesi zero, come più volte espresso in numerose riunioni organizzate nel nostro sestiere. Crediamo che sia importante, oggi come ieri, ribadire che Multedo merita la libertà e il rilancio, passando dall’eliminazione dei depositi costieri dal suo territorio senza che essi siano ‘schienati’, in qualsiasi altro posto nel territorio che va da Voltri a Sampierdarena passando anche dalla Valpolcevera, che già lotta da anni contro i depositi Iplom”.

Giuste parole da parte del presidente del Comitato Palmaro, Roberto Di Somma. Ed è semmai la prima volta che un comitato dice chiaramente “non nel mio giardino, ma comunque via da Multedo”. Come mai i cittadini di lungomare Canepa non producono un documento analogo? Sarebbe certamente una mossa gradita, se poi l’obiettivo è riunire in una sola voce tutti i comitati del Ponente.

Quando si parla di protesta unitaria, non bisogna infatti dimenticare che, in questa fattispecie, le prospettive non sono uguali per tutti, e la visuale è ben differente: c’è chi sta per liberarsi da una invasiva servitù (Multedo) e chi rischia di ritrovarsela (Sampierdarena). E poi c’è quell’ipotesi zero tanto cara ai cittadini e a una precisa parte politica, il Movimento 5 Stelle, che pare però pura utopia, almeno sino a quando sarà al governo l’attuale amministrazione cittadina.

Come trovare una posizione di sintesi? Quando troveremo qualcuno disposto a scendere in piazza per Multedo, e non soltanto per il proprio giardino, forse ne potremmo cominciare a parlare.

Alberto Bruzzone

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