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Cronaca | 29 gennaio 2020, 09:25

Depositi chimici, il Comitato Lungomare Canepa: “Multedo dev’essere liberata”

La posizione è già stata espressa lo scorso 18 gennaio: “Siamo altresì convinti che l’ipotesi zero sia l’unica percorribile”. E prosegue la battaglia per contrastare il possibile dislocamento presso la foce del Polcevera

Depositi chimici, il Comitato Lungomare Canepa: “Multedo dev’essere liberata”

“Siamo favorevoli che Multedo sia liberata dai depositi in mezzo alle case, ma altresì convinti che l’ipotesi zero sia l’unica percorribile”. È questa la posizione del Comitato Lungomare Canepa, che rappresenta moltissimi cittadini della zona di Sampierdarena, rispetto al futuro delle aziende Carmagnani e Superba che da più di cinquant’anni sono ospitate sul territorio del Ponente genovese.

In un articolo pubblicato ieri da ‘La Voce di Genova’, si invitava il Comitato Lungomare Canepa, protagonista in questi giorni di una legittima battaglia contro l’ipotesi di dislocamento dei depositi costieri presso la foce del torrente Polcevera, negli spazi attualmente occupati dal Terminal Messina, a prendere una posizione rispetto a Multedo, e si chiedeva allo stesso Comitato come mai non avesse prodotto un documento analogo a quello del Comitato Palmaro, dove ci si schiera apertamente con la stessa Multedo.

Ieri il Comitato Lungomare Canepa, attraverso la sua presidente Silvia Giardella, ha comunicato di averlo fatto, puntualmente, lo scorso 19 gennaio, a stretto giro quindi rispetto allo stesso scritto pubblicato dal Comitato Palmaro, a firma del suo presidente Roberto Di Somma.

Per amor di verità e per spegnere le varie polemiche, pubblichiamo il testo: “Il Comitato Lungomare Canepa ringrazia il presidente del Comitato di Palmaro, Roberto Di Somma, per questo comunicato, che chiarisce, ancora una volta, cosa significa: no depositi chimici. Siamo favorevoli che Multedo sia liberata dai depositi in mezzo alle case, ma altresì convinti che l’ipotesi zero sia l’unica percorribile. Il Ponente, tutto, è saturo”.

In un altro post, del 18 gennaio, sempre il Comitato Lungomare Canepa rileva: “In clima elettorale, continuiamo a leggere post di accuse e calunnie nei nostri confronti. Ormai siamo abituati. Stiamo assistendo a una violenza verbale ai danni di cittadini da politici e comitati, evidentemente con ingerenze squisitamente politiche. Andiamo avanti: verrà il tempo delle scuse pubbliche perché certa gente non può impunemente accusare i cittadini. Andiamo avanti con correttezza e trasparenza. Riassumo, per chi non ci conoscesse, che abbiamo discusso con gli esponenti dei seguenti partiti politici: Forza Italia, Lega, Partito Democratico, Movimento 5 Stelle. Ed abbiamo altresì anche interloquito con serenità con gli esponenti dei seguenti partiti politici: Forza Italia, Lega, Partito Democratico, Movimento 5 Stelle. Noi non abbiamo tessere politiche. Riguardo ai depositi chimici siamo per l’ipotesi zero, ossia toglierli da Multedo ma non dislocarli in nessuna area cittadina. Spero di aver chiarito una volta per tutte. Il presidente non è più disponibile ad accettare minacce, accuse, violenze verbali”.

Intanto, la campagna per il no da parte del Comitato prosegue. Indubbiamente si è organizzati e compatti sullo stesso obiettivo: contrarietà assoluta a ogni ipotesi di dislocamento ma, come tengono a precisare i componenti del gruppo, comunque sempre ‘a favore di Multedo e dei suoi cittadini’.

Nei giorni scorsi sono stati realizzati dei manifesti con la scritta ‘No depositi chimici’ e sono stati affissi non solo nella zona di Sampierdarena, ma anche in altri punti della città, presso altri comitati che hanno mostrato vicinanza e solidarietà rispetto a quello di Lungomare Canepa.

“Sono dell’idea - scrive Silvia Giardella - che Sampierdarena non soccomberà agli interessi politici, economici e trasportistici quando capirà in modo corale e unito che il nostro territorio è saturo di ogni servitù possibile, che lentamente porterà a scappare dalle nostre case. Qualche esempio? Esistenza di cinque siti Rir (siti a rischio di incidente rilevante), che se si chiamano così, qualche rischio ci sarà; inquinamento ai massimi livelli grazie a una tangenziale che isola il quartiere e lo squalifica ancora di più; smog da fumi di navi; una popolazione bloccata quotidianamente dal traffico di coloro che vengono da levante e ponente; un quartiere che potrebbe a breve, vedere imposti altri due siti Rir, che evidentemente nessuno vuole. Quando ci sveglieremo? Quando capiremo quanto siamo fondamentali per la città e meritiamo riqualificazione, attenzione, spazi pubblici degni, tutele per l’inquinamento? Non è ancora tardi se tutti smettiamo di guardare il piccolo che non va, ma tutto lo schifo di cui sopra che porterà a malattie e malesseri peggiori”.

Alberto Bruzzone

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