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Sanità | 24 febbraio 2020, 17:27

Coronavirus, Stimamiglio (Fimmg): "Abbiamo chiesto i kit sanitari anche per i medici"

Andrea Stimamiglio della Fimmg: "Chiesto kit sanitario per i medici in visita, come certificare i pazienti in quarantena e autocertificazione per Tac e risonanza"

Coronavirus, Stimamiglio (Fimmg): "Abbiamo chiesto i kit sanitari anche per i medici"

Niente più lunghe attese nelle sale d’aspetto degli studi medici. I pazienti liguri, infatti, stanno seguendo le istruzioni dettate della Federazione italiana dei medici di medicina generale (Fimmg), che invitano a rimanere a casa. Infatti “Resta la nostra disponibilità telefonica dalle 8 alle 20 nei giorni feriali – spiega Andrea Stimamiglio, segretario regionale di Fimmg – per indirizzare i pazienti febbrili o a rischio o che hanno avuto contatti con soggetti a rischio al 112. Gli altri casi, invece, li vediamo noi”.

Ma con le dovute precauzioni, che ricordiamo ancora una volta: “è meglio entrare nella sala d'attesa uno alla volta; attendere quindi dalla porta dello studio ed entrare quando è uscito il paziente precedentemente sostare a due metri dalla segretaria e fare le proprie richieste, all'uscita, dopo aver toccato la porta, disinfettarsi subito le mani o, se non possibile, evitare di toccarsi bocca ed occhi e lavarsi le mani appena rientrati a casa".

Riguardo alle precauzioni, ci son anche quelle chieste per i medici. Infatti, tra le richieste fatte da Fimmg, durante la riunione di questa mattina con i vertici di Alisa, c’è quella di fornire con urgenza “kit sanitari sia ai medici di continuità assistenziale, cioè a coloro che fanno le visite domiciliari, sia a chi visita in studio, in quanto bisogna avere un minimo di cautela: se ci ammaliamo noi, chi assiste i pazienti?”.

Inoltre per coloro che sono in quarantena si è posto il problema del certificato medico: “siamo in attesa di sapere dall’Inps che tipo di certificato dobbiamo fare e cosa scrivere”.

Infine si vorrebbe ridurre la burocrazia per evitare ulteriormente ai pazienti di recarsi negli studi: “per alcuni esami, come Tac e risonanza, sarebbe il caso che in questo periodo d’urgenza le persone potessero autocertificarsi senza dover venire da noi”.

Ma intanto stanno seguendo le direttive e si registrano molte più chiamate in studio che persone in sala d’aspetto: “Oggi ne ho visitato solo sei o sette rispetto alla trentina consueta del lunedì, mentre avrò ricevuto già settanta chiamate”.

 

Medea Garrone

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