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Genova | 25 marzo 2020, 19:15

Coronavirus, Conte in Parlamento: "Lavoriamo per garantire ulteriore accesso alla liquidità, stanziamenti per altri 25 miliardi"

Lo ha detto il presidente del consiglio Giuseppe Conte in aula questo pomeriggio. Il premier ha ripercorso le tappe che hanno portato alle restrizioni attuali

Coronavirus, Conte in Parlamento: "Lavoriamo per garantire ulteriore accesso alla liquidità, stanziamenti per altri 25 miliardi"

Lavoriamo per garantire ulteriore accesso alla liquidità di cui il paese ha bisogno, con un nuovo intervento dallo strumento complessivo altrettanto significativo del precedente, e con stanziamenti aggiuntivi di non minore importo rispetto ai 25 miliardi già stanziati. Lavoriamo per reperire la liquidità necessaria per affrontare e superare, l’emergenza, i prossimi interventi ci vedono al lavoro oggi per il rilancio di domani”. Lo ha detto il presidente del consiglio Giuseppe Conte che questo pomeriggio ha preso la parola alla camera dei deputati, in una seduta iniziata alle 18, durante la quale sono previsti gli interventi dei capigruppo e ‘big’ dei vari partiti.

Il premier ha tenuto un lungo discorso, facendo un riassunto delle iniziative intraprese dal suo governo, iniziando da quelle dello scorso 22 gennaio quando l’Oms aveva lanciato l’allarme della nuova epidemia, diventata poi pandemia. Conte ha ricordato gli interventi, fino all’ultimo decreto dello scorso 22 marzo, che oltre a confermare le restrizioni già vigenti ha previsto il blocco delle attività di impresa non strategiche per l’andamento del paese.

La storia ci giudicherà, oggi è il tempo dell’azione, siamo chiamati a una responsabilità dalla quale nessuno può sfuggire, la responsabilità massima compete al governo, e per questo riferisco al parlamento le nostre azioni, ma anche a tutti i cittadini. Il governo ha agito con massima determinazione”, ha detto Conte.

Il presidente del consiglio ha sottolineato come l’emergenza stia chiamando il paese a una dura sfida dal punto di vista sanitario, economico e sociale. Ringraziando medici e infermieri, ha risposto pubblicamente all’infermiera Michela, dell’ospedale di Senigallia che aveva scritto al premier alcuni giorni fa: “Non ci dimenticheremo di voi e di queste giornate così rischiose e stressanti”, ha detto Conte che poco prima aveva ricordato con dolore la sfilata dei carri dell’esercito che portavano via da Bergamo, una delle città maggiormente colpite, le bare con i defunti, verso altre regioni.

Nel suo discorso, Conte si è rivolto anche all’Europa, da cui, ha detto, “Ci aspettiamo una risposta chiara”, ricordando che la pandemia ha colpito tutti i paesi. Il premier ha poi fatto un accenno alla questione dei dispositivi di protezione individuale, le mascherine su cui si discute per la scarsa reperibilità.

La produzione è prevalentemente fuori dal territorio nazionale, per questo, soprattutto nella prima fase c’è stata una notevole difficoltà di reperimento. La situazione ha portato a una lievitazione dei prezzi e a una distorsione del mercato con il blocco delle esportazioni, le criticità di pagare in anticipo e ad avere a che fare con intermediari propensi anche a truffe internazionali”. Conte ha poi ricordato come i posti in terapia intensiva siano saliti da 5000 a oltre 8000 e i posti letto in pneumologia siano saliti a 26mila, un numero circa quattro volte superiore a quello pre emergenza.

Francesco Li Noce

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