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Cronaca | 25 marzo 2020, 14:41

Coronavirus: domani sbarco protetto per l’equipaggio della nave Costa Luminosa

A bordo rimarranno 180 marittimi, Toti: “Ancora troppi, la priorità è non gravare ulteriormente sul sistema sanitario ligure”

Coronavirus: domani sbarco protetto per l’equipaggio della nave Costa Luminosa

Prosegue il piano di sbarchi protetti dei componenti dell’equipaggio a bordo della nave Costa Luminosa attraccata da venerdì scorso nel porto di Savona: questa mattina è stato fatto il punto della situazione nel corso della riunione dell’unità di crisi in videoconferenza alla quale hanno partecipato il presidente regionale Giovanni Toti e l’assessore alla Protezione civile Giacomo Giampedrone.

Al momento a bordo si trovano circa 600 marittimi: il piano prevede per domani la partenza protetta di 435 membri dell’equipaggio con altrettanti voli charter dall’aeroporto di Malpensa: 112 di nazionalità indiana, 68 indonesiani e 255 filippini; conclusa quest’operazione rimarranno a bordo circa 180 persone di equipaggio. Questa mattina, intanto, un altro membro dell’equipaggio di nazionalità filippina è stato trasportato in ospedale: l’uomo, che era asintomatico, è stato portato in Pronto soccorso: è il decimo ricovero negli ospedali liguri di persone provenienti dalla nave.

“Voglio ringraziare tutti i soggetti coinvolti in quest’emergenza – ha dichiarato Toti – per gli sforzi compiuti ma purtroppo quello che avevamo previsto si sta verificando: la nostra priorità è non gravare ulteriormente sul sistema sanitario ligure in un momento in cui la Liguria sta affrontando in media 200 nuovi contagi al giorno, bastano poche persone per far vacillare un delicatissimo equilibrio. Non possiamo permetterci di tenere la nave con quel carico di persone a bordo, una parte delle quali potrebbe manifestare sintomi anche importanti: una volta conclusa l’operazione di domani con la partenza di 435 membri dell’equipaggio, è indispensabile che la nave sia ulteriormente alleggerita, dobbiamo suddividere quel carico di persone con altre regioni. L’ipotesi di spostare la nave in un altro porto ligure non risolve in alcun modo il problema perché la gestione dei posti letto di terapia intensiva e di media intensità è su base regionale. Il tema principale è il possibile impatto di quei marittimi sui nostri ospedali: la mia priorità è che nessuno rimanga senza le cure adeguate a causa di un aggravio proveniente da quella nave che è un cluster di possibili contagi”.

Redazione

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