Sono pronti, e vicini alla commercializzazione, gli speciali robot marini che rivoluzioneranno le esplorazioni subacquee geofisiche e geotecniche. Nascono da un progetto coordinato dal centro di ricerca interuniversitario sui sistemi integrati per l'ambiente marino (ISME), di cui l'Università di Genova è sede legale.
L'Università di Genova in particolare ha realizzato uno dei due catamarani autonomi, denominato Ulisse, e ha lavorato sul controllo del veicolo sottomarino autonomo Folaga. La squadra di robot, oltre ai due catamarani, comprende diversi veicoli subacquei che trascinano idrofoni.
Spiegano dall'Università di Genova: "Ciascun catamarano trasporta una serie di elettrodi immersi nell'acqua, posti a pochi centimetri di distanza. La generazione di una differenza di potenziale di alcuni kV ai capi degli elettrodi provoca una scintilla, che dà origine a un'onda sonora che si propaga verso il fondo del mare, penetrando nel sottosuolo. Ogni qual volta l'onda sonora incontra una diversa stratificazione viene generata un'onda riflessa, che propagandosi verso l'alto viene misurata dagli idrofoni dei veicoli sottomarini. Attraverso l'analisi di questi dati, gli esperti possono ricostruire quanti e quali tipi di strati sono presenti al di sotto del fondale marino".
Attualmente le tecnologie sonar richiedono l'utilizzo di grandi navi ed equipaggiamenti costosi. I veicoli autonomi possono anche coordinarsi in base ai dati acquisiti sul campo, rendendo il sistema molto più flessibile. Una esplorazione geotecnica di circa 100 m x 200 m al largo di Sines, Portogallo, della durata di due ore, ha dimostrato come l'utilizzo di robot marini per le esplorazioni geofisiche e geotecniche sia ormai un risultato molto vicino alla commercializzazione.