Sono in sette, sul palco, ma la potenza deflagrante del loro suono vi farà provare l'esperienza di un orchestra scatenata. Sono Al Raseef, il gruppo multietnico genovese e palestinese assieme che ha appena pubblicato il primo disco, Mina Zena.
In presentazione questa sera alla Claque di Genova Un piccolo racconto sul titolo: Mina è la parola araba per “porto”, Zena quella per “bellezza”: giochi involontari della lingua e dei suoni che cospirano pacificamente a farci scoprire altre verità, oltre ogni luogo comune: un “porto della bellezza” che è anche ormai la città dove tutti e sette risiedono, uno sguardo da uno dei punti d'attracco più antichi del Mediterraneo che è stato base per infinite partenze e ritorni, in giro per il mondo a cercare fortuna e dignità. Si può anche aggiungere che, pronunciando Mina come lo dicono i portoghesi, a quel punto la frase diventa “La mia Genova”: ed è così che la sentono tutti i musicisti di Al Raseef, indipendentemente dalle carte d'identità e dai passaporti.
Cittadini- musicisti del mondo, ambasciatori del Mediterraneo Al Raseef s'è inizialmente costituito come gruppo a Ramallah, in Palestina, nel 2011, suonando sulla scena locale in ogni contesto possibile: all'inizio il suono era saldamente ancorato al modello delle fanfare con ottoni e percussioni balcaniche, rese famose in Italia dai film di Kusturica e da gruppi come la Kocani Orchestar.
Nel 2014 i musicisti di Al Raseef si sono trasferiti a Genova (dove tutti stanno perfezionando i propri studi al Conservatorio Niccolò Paganini), e al nucleo originario si sono uniti due musicisti genovesi. A quel punto il suono è cambiato, pur mantenendo l'impronta balcanica, ed avvicinandosi a quello dei più trascinanti gruppi di world music mediterranea. Ecco dunque gli apporti dalla musica folk araba, turca, armena,le raffinate tecniche di improvvisazione apprese dallo studio del jazz, gli impasti timbrici di certa musica classica, ma anche accenni e schegge di ska travolgente con le battute in levare, le impuntature ritmiche del funk, sfumature blues e soul. In pratica un riassunto mediterraneo della “musica che gira attorno”, per dirla con le parole di Ivano Fossati, nato provando e suonando nel cuore del centro storico della città, vicino al “Porto della Bellezza”. Al Raseef ha partecipato a moltissimi festival e rassegne in Palestina e in Italia, pur continuando anche a suonare come “street band” ogni volta che è ce n'è stata richiesta.