Politica - 09 maggio 2018, 13:14

Nuove elezioni costerebbero 350 milioni di euro

Tornare alle urne rappresenterebbe un ulteriore (e ravvicinato) esborso per le casse di Viminale e Ministeri degli Esteri e dell'Economia

Quanto costerebbe l'organizzazione di una nuova tornata elettorale? Circa 350 milioni di euro. Un esborso non da poco per le casse dello Stato, dopo il recente election day del 4 marzo.

Lo stallo dei partiti e la crisi nella formazione di un possibile governo, con una XVIII legislatura ancora mai avviata di fatto, invita a fare i conti per una nuova giornata di votazione. La spesa sarebbe ripartita tra i Ministeri dell'Interno (il grosso degli importi), degli Esteri, della Giustizia e dell'Economia. 

Nel 2013 la spesa complessiva per le elezioni politiche fu di 389 milioni di euro, ma va considerato che in quella occasione le votazioni furono effettuate in due giorni. 

Dal Viminale, secondo la ricostruzione dell'AdnKronos, uscirebbero 300 milioni di euro, in larga parte come rimborso ai Comuni per l'allestimento e l'organizzazione delle oltre 61 mila sezioni elettorali sparse sul territorio. Nella cifra sono incluse la vigilanza ai seggi e le predisposizioni generali per la sicurezza, circa 70 milioni.

Da considerare inoltre le tariffe agevolate in occasione degli spostamenti in treno e aereo degli elettori, che comporterebbero una spesa di circa 10 milioni di euro. 

rg


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