Politica - 14 maggio 2018, 18:28

Consultori, anche il Pd attacca la Regione: "Strutture messe a rischio"

Il Pd: "La maggioranza di centrodestra della giunta Toti sta procedendo a smantellare questi luoghi di dialogo, integrazione e prevenzione per donne, uomini e famiglie"

Anche il Pd interviene con un comunicato stampa sul tema della riorganizzazione dei consultori voluta dalla Regione, che i critici definiscono un vero e proprio depotenziamento di queste strutture, preziose per il benessere di molti cittadini.

"Il Partito Democratico di Genova, insieme alle molte associazioni e realtà del settore, continua a promuovere e sostenere il ruolo fondamentale per il tessuto sociale di oggi e del futuro svolto dai consultori, la cui sopravvivenza è messa a serio rischio dalle riforme volute dall’assessore regionale Sonia Viale - si legge in apertura della nota stampa firmata da Marina Costa, responsabile Pd alle Politiche della Persona - . La maggioranza di centrodestra della giunta Toti sta procedendo a smantellare questi luoghi di dialogo, integrazione e prevenzione per donne, uomini e famiglie. La storia dei consultori è una storia di attenzione e cura verso molti, a cominciare dalle persone più in difficoltà, a concretizzare principi e fondamenti dello stato sociale e delle politiche di welfare: dai corsi pre-parto, alle vaccinazioni, alla prevenzione sia sul piano medico che educativo e psicologico.I consultori sono stati per molto tempo punto di coordinamento degli interventi di assistenza sociosanitaria verso nuclei familiari più fragili: prendendo in carico l’intera famiglia era possibile garantire un servizio più attento e accurato verso i bisogni di ognuno e soprattutto agire in termini di prevenzione e tutela verso i disagi dei più piccoli. Venendo meno questo percorso di attenzione e prevenzione, il rischio sarà quello di lasciare le persone e i minori abbandonati ai loro problemi, che non potranno così che aggravarsi, portando alla fine a un maggior bisogno di cure sanitarie più complesse. E la cura sarà sempre più demandata, anche e per quanto concerne i minori, alla salute mentale. Di fronte a questo scenario, l’alternativa per le famiglie, tanto per cambiare, sarà quella di affidarsi al privato. Soltanto per chi potrà permetterselo però".

RG


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