Eventi - 04 giugno 2018, 09:36

"Che festival" a Genova: niente soldi per il biglietto, ma generi di prima necessità

Stefano Rebora, fondatore dell'associazione Music for peace racconta la sua visione del "Che festival"

Sino al 10 giugno il "Che festival", organizzato dall’associazione Onlus Music for peace, terrà banco a Genova con la sua edizione 2018. Il prezzo del biglietto? Niente soldi, solo beni di prima necessità che i volontari doneranno alle loro missioni.

In via Balleydier, oltre naturalmente alla musica, la rassegna è animata da dibattiti, street food, laboratori per i più piccoli e tanto impegno. Un momento di divertimento, solidarietà e cultura. Come ogni anno il "Che festival" propone un ampio calendario di eventi: si passa dall'esibizione delle scuole di danza, a presentazioni di libri, dal cabaret a manifestazioni sportive, da attività di laboratorio per bambini ai concerti di artisti locali e non. Tutti insieme per collaborare ad un unico obiettivo: sensibilizzare il maggior numero di persone possibile.  

Come "biglietto d'ingresso" i partecipanti sono chiamati a portare medicinali (antibiotici, antidolorifici, antinfiammatori, garze, guanti, cerotti); alimenti non deperibili (riso, farina, zucchero in confezioni da chilo, miele, tonno, legumi, pelati); prodotti per l'igiene (saponette, spazzolini, dentifrici, detersivi bucato e per la casa). Il materiale raccolto sarà consegnato personalmente dai volontari di Music for Peace a famiglie in difficoltà a Genova, Striscia di Gaza, Sudan. 

E' molto di più di un festival di dieci giorni: ad oggi può vantare più di trenta interventi in tutto il mondo, 1500 tonnellate  di generi  di prima necessità raccolti, di cui 5 distribuite mensilmente alle famiglie del territorio locale. Tutto questo anche grazie ai 64 volontari che controllano, gestiscono ed imballano tutto il materiale raccolto.

Anche la sede del festival è unica nel suo genere: tutto completamente riqualificato con materiali di riciclo. A incorniciare il campo sportivo, i palcoscenici, le aree per i laboratori dei bambini e l’aula dibattiti ci sono gli stand artigianali che propongono sapori e colori non solo di Genova ma di tutto il mondo. In questi dieci giorni si dimostrerà l'importanza e la possibilità di poter stare e agire tutti insieme.

Stefano Rebora, fondatore dell'associazione Music for peace racconta la sua visione del "Che festival": 

S.F.