Economia - 19 giugno 2018, 10:24

Un viaggio alla scoperta delle opportunità economiche della Provenza (prima puntata)

In Francia ed in particolare nella vicina Provenza si trovano moltissime aziende italiane, che operano in diversi settori come l'agroalimentare, la metallurgia, la meccanica, l'aeronautica e il navale

La presenza italiana, caratterizzata da importanti competenze e grandi professionalità porta vantaggi all’economia complessiva della regione. Per agevolare l’arrivo di nuovi investimenti dall’Italia si è sviluppata una rete di soggetti in grado di attrarre investitori e imprese straniere in Provenza, offrendo assistenza per lo svolgimento delle pratiche burocratiche, la ricerca dei siti migliori e dei locali adatti, l’accesso al finanziamento, la selezione e la gestione contrattuale dei lavoratori. Per farne conoscere ancora di più le opportunità economiche è stato organizzato un press tour rivolto a giornalisti di importanti testate economiche italiane, fra cui anche le testate online del gruppo Morenews ed in particolare Sanremonews, TargatoCn e Genovaoggi.

Questo importante evento è stato promosso dalla Camera di  Commercio Italiana per la Francia di Marsiglia (www.ccif-marseille.com) in collaborazione con il  Conseil Departemental des Bouches -du-Rhone (www.departement13.fr), Provence Promotion (www.investinprovence.com) e Provence Tourisme (www.myprovence.fr).

Sono molte le aziende italiane che operano in Provenza, occupando oltre 4.000 lavoratori, e la tendenza ad incrementare questa presenza è destinata a durare ancora a lungo come ha spiegato Philippe Stefanini, direttore general CEO, di Provence Promotion, che in molti casi ha fornito l’assistenza per l'insediamento. 

"Nel 2017 –  ha spiegato nel corso del primo incontro con i giornalisti - abbiamo accompagnato 68 nuovi investimenti, capaci di generare 1.500 posti di lavoro, non solo di aziende italiane ma anche degli Stati Uniti e della Germania. Sono quattro i settori in cui operiamo: il primo è quello della ricerca di possibili investitori organizzati per filiera, il secondo dedicato a cosa significa per un'azienda straniera trasferirsi in Francia, il terzo alla ricerca di finanziamenti ed il quarto alla promozione e comunicazione della testimonianza”.

Nel corso della prima giornata del tour, dedicata alla città di Marsiglia ed in particolare alle attività portuali, i giornalisti italiani hanno fatto visita ad alcune realtà imprenditoriali italiane cercando una conferma alle parole del direttore di Provence Promotion.

I legami con l’Italia ed in particolare con la Liguria e Genova, sono evidenti nel porto di Marsiglia. Il mare, unisce e non divide queste due città, famose nel mondo per i porti e le attività commerciali e industriali collegate. Nonostante la distanza di 400 chilometri, le città sono legate da una fitta rete di rapporti commerciali e imprenditoriali. I Cantieri Navali di Marsiglia(www.cndm.eu) dopo una forte crisi sono tornati a vivere e vivono una importante fase di sviluppo grazie ad una azienda genovese, la San Giorgio del Porto (www.sgdp.it), gestita da 90 anni dalla stessa famiglia e che opera nel settore delle riparazioni navali.

Stiamo parlando di cantieri navali, collocati in posizione strategica nel mediterraneo e molto importanti per l’economia della città di Marsiglia. Da oltre 175 anni offrono servizi di manutenzione e riparazione alle imbarcazioni di diverso tipo: dagli yacht alle navi da crociera e occupano circa 120 dipendenti, tra cui architetti navali, ingegneri meccanici e tecnici specializzati.

Nel corso dell’incontro è stato presentato un video dell’ultimo gioiello di famiglia, “Il bacino 10”, il più grande bacino di carenaggio del Mediterraneo ed uno fra i più grandi al mondo. Il bacino 10, grazie ai suoi 465 m in lunghezza e 85 m in larghezza, è in grado di ospitare tutte le tipologie di mezzi navali: dalle navi da crociera alle navi cargo; dai portacontainer alle piattaforme off-shore.

Il bacino presenta dimensioni davvero impressionanti ed è stato inaugurato nel dicembre del 2017, con la presenza di tutte le autorità locali e del sindaco di Genova, che appare sorridente in una foto che si trova all’ingresso degli uffici. Il direttore nel corso dell’incontro ha anche illustrato i principali interventi che vengono effettuati sulle navi da crociera, ed in particolare dal punto della sicurezza e della sostenibilità ambientale. In questo ambito si registrano delle importanti novità con un utilizzo di nuove tecnologie volte al risparmio energetico ed a ridurre l’inquinamento dei gas di scarico dei motori durante la permanenza nei porti. Nel corso della visita ci è stata mostrata una nave da crociera con motori accesi e dai cui fumaioli non usciva nulla grazie all’inserimento di un filtro particolare. Una buona notizia per i tanti savonesi, che lamentano l’inquinamento delle navi da crociera e che pensano che l’unica soluzione sia la chiusura del terminal.

Ma la presenza italiana nel porto di Marsiglia non è soltanto nelle grandi riparazioni. Poco distante opera la PalumboSY (www.palumbosy.com), che si occupa di riparazione e costruzione di yacht. Partiti da Napoli, dopo aver aperto cantieri navali nei porti di Ancona, Malta e Monaco hanno trovato in Marsiglia, un luogo ideale per sviluppare le proprie attività in una posizione strategicamente centrale per la nautica da diporto del mediterraneo.

Nella pausa di pranzo abbiamo incontrato Giulio Maresca, generale manager di PalumboSY, che conferma la facilità e la semplicità con cui hanno iniziato la nuova attività a Marsiglia. “Rispetto all’Italia non ci sono meno regole, anzi forse ce ne sono di più, ma vengono osservate da tutti e garantito il rispetto dei tempi, che è una condizione essenziale per la nostra attività – spiega il giovane dirigente – la nostra operatività si basa su una struttura leggera, con una organizzazione flessibile in grado di affrontare ogni emergenza, e questo ci ha permesso di conquistare in poco tempo una posizione leadership nel settore sia per la qualità del lavoro svolto, ma anche per la puntualità”.

Saluta i giornalisti sorridendo e con una raccomandazione: “A Marsiglia ci troviamo benissimo, non ho paura di dirlo, scrivetelo pure".

Insieme a lui era presente all’incontro anche il manager italiano Matteo Amatruda, direttore generale dell’impresa Tiger Stores France creata nel 2014 e che in pochi anni ha conosciuto uno sviluppo sorprendente.

“Oggi - racconta ai giornalisti - occupiamo circa 100 persone abbiamo diversi punti vendita aperti. Nei prossimi anni prevediamo di incrementare ancora il numero di punti vendita. Per noi l’accoglienza è stata fantastica, Provence promotion e la Camera di Commercio italiana di Marsiglia ci hanno aiutato a superare tutte le difficoltà burocratiche e in particolare quelle legate ai contratti di lavoro, che sono molto diversi da quelli del nostro paese”.

Ma nel porto di Marsiglia non c’è solo cantieristica. Marsiglia è uno degli scali croceristici più importanti del Mediterraneo (www.marseille-cruise.com) e con una media di 1 milione e 500 mila passeggeri all’anno è al primo posto in Francia e al quinto in Europa. Sono in corso importanti lavori per aumentare la ricettività del terminal, che potrà ospitare più navi insieme e puntare a superare la quota annuale di due milioni di crocieristi e conquistare così un posto nella top ten mondiale.

L’organizzazione del terminal è praticamente perfetta; ai 5 dipendenti occupati stabilmente tutti i giorni, si aggiungono decine di lavoratori nei giorni di arrivo e partenza delle navi, circa 200 giorni all’anno, permettendo di far transitare dalla sala d’imbarco fino a 4000 passeggeri all’ora offrendo servizi a terra fino a 10.000 viaggiatori al giorno. Le attività collegate all’arrivo dei crocieristi sono tante ed è difficile quantificare numeri di fatturato e lavoratori occupati. Al momento del nostro arrivo al terminal erano presenti due navi, fra cui una delle più grandi al mondo con una capacità di 6000 passeggeri e oltre 2000 membri di equipaggio. In circa 30 minuti i passeggeri sono scomparsi a bordo di decine di pullman e taxi alla scoperta della città e dell’entroterra, in particolare Camargue e Avignone.

Claudio Porchia