Attualità - 06 luglio 2018, 15:29

Pegli si mobilita per salvare il suo archivio storico

Mozione di Avvenente in consiglio comunale: “Il ricco patrimonio dell’ex azienda autonoma di soggiorno venga trasferito al Museo Navale, dove potrà essere visionato e studiato come merita”

Pegli, i residenti si mobilitano per salvare il loro archivio storico. L’ex presidente del Municipio VII Ponente, Mauro Avvenente, oggi consigliere comunale d’opposizione, ha raccolto le istanze di numerosissimi abitanti, preparando una mozione che è stata condivisa da tutti i colleghi in sala rossa e che sarà discussa durante il prossimo consiglio di Tursi.

In nome della cultura e della conservazione di un patrimonio prezioso del nostro passato, la politica ha trovato una convergenza d’intenti che rappresenta un bel segnale positivo. Avvenente spiega: “Il patrimonio documentale e archivistico dell’ex azienda autonoma di soggiorno di Pegli è molto ricco e importante ma, attualmente, giace in un magazzino, senza possibilità di essere consultato né studiato, e per di più soggetto a deterioramenti. Un vero peccato perché costituisce una parte di noi e dei nostri antenati. Materiale prezioso sulla nostra delegazione”.

Le Aziende autonome di soggiorno, strutture operanti in pieno Novecento, furono soppresse negli anni Settanta. Con esse si chiuse una fase storica ricchissima d’iniziative promozionali, culturali, turistiche per i territori di specifica competenza che, ricorda Avvenente, “nella fattispecie della città di Genova, riguardavano i territori di Pegli e di Nervi”. Eleganti manifesti turistici, all’epoca, vennero realizzati da famosi artisti e, ancora oggi, sono oggetto di mostre e suscitano parecchio fascino.

“A seguito della modifica delle normative in materia di promozione turistica - ricorda Avvenente - le competenze e, di conseguenza, gli archivi delle soppresse aziende autonome di soggiorno sono transitati dalle Province alle Regioni. Infatti, il magazzino in cui giace il materiale pegliese è preso in affitto proprio dalla Regione”.

Per questo, la mozione presentata dal consigliere comunale impegna il sindaco Bucci e la giunta comunale ad “adoperarsi presso il Presidente della Regione Liguria e gli assessori competenti in materia per chiedere, in modo formale, che l’intero patrimonio archivistico, documentale e fotografico appartenuto all’ex azienda autonoma possa essere trasferito, ricollocato e valorizzato”.

Nel testo della mozione, è lo stesso Avvenente a indicare la soluzione: “Da tempo le associazioni culturali di Pegli, facendosi portatrici di un diffuso sentimento popolare, hanno chiesto di poter spostare tutto il materiale che costituisce l’archivio presso i locali del Museo Navale di Pegli, in piazza Bonavino. Qui è già presente, infatti, una mostra permanente di acquerelli di Aurelio Craffonara e Aldo Raimondi, intitolata ‘Pegli Picta’: lavori che furono eseguiti a loro tempo proprio dietro commissione dell’Azienda autonoma di soggiorno”.

Avvenente fa presente che oggi “l’archivio non è consultabile, se non dopo un articolato percorso autorizzativo che scoraggia e allontana ogni studioso. Mentre, se tutto fosse al Museo Navale, potrebbe divenire oggetto di studi, di tesi universitarie, di ricerche da parte di studenti e di appassionati di storia locale, rendendo così merito alle persone che operarono con grande passione per la valorizzazione del territorio e delle bellezze della città di Genova”.

In particolare, Craffonara dedica un ciclo alle architetture e ai luoghi dei parchi di Villa Durazzo Pallavicini e di Villa Doria, con alcuni acquerelli databili alla metà degli anni Trenta del Novecento. La sua capacità - assimilabile a vero e proprio virtuosismo - nell’uso della difficile tecnica dell’acquerello consente oggi di apprezzare alcuni fogli d’indubbia qualità e freschezza: vedute smaglianti, grondanti di luce, giocate su delicate gamme cromatiche omogenee di colori caldi e freddi.

Di Raimondi, invece, è il quadro ‘Bagnanti in spiaggia’, succosa istantanea di una giornata estiva raccontata con intento illustrativo tipo copertina della ‘Domenica del Corriere’, con ricchezza di ‘tipi’ e una tavolozza festosa e piena di luce, contraddistinta da smaltate tinte ‘caramellate’ e inediti tagli prospettici. Ma ci sono anche le litografie dell’incisore Hubert Clerget di Digione e del pittore torinese Francesco Gonin. Oltre a opere minori e centinaia e centinaia di documenti, che non sono esposte.

“Intendo ringraziare - conclude Avvenente - tutti i capi gruppo e i consiglieri comunali che hanno voluto sostenere il mio appello e che lo hanno prontamente sottoscritto. Nel prossimo Consiglio Comunale la mozione sarà discussa e, spero, approvata”.

Alberto Bruzzone