Politica - 03 dicembre 2018, 12:37

Accise benzina in Liguria, il presidente della Regione Toti: "Nessun aumento"

"L’emendamento del Governo alla Legge di Stabilità consente di continuare ad avere delle risorse da investire per far fronte al dissesto idrogeologico e aiutare i territori colpiti da emergenza di Protezione civile"

"Le accise, dunque le tasse in Liguria, non aumentano neppure di un euro. L’emendamento del Governo alla Legge di Stabilità sulle accise consente di continuare, come negli anni passati, ad avere delle risorse da investire per far fronte al dissesto idrogeologico e aiutare i territori colpiti da emergenza di Protezione civile". Cosi il presidente della Regione Liguria Giovanni Toti smentisce un aumento della pressione fiscale di competenza regionale sulla benzina. 

"Al fatto che il Pd diffonda fake news ormai siamo abituati. Che addirittura critichi provvedimenti presi quando governava lui (le accise ci sono dal 2011) dà l’idea della confusione che regna in quel partito. Amici della sinistra, state sereni, pensate con calma, chiaritevi le idee, e non affrettatevi a raccontare bugie, tanto avete tutto il tempo di riflettere: passeranno molti anni prima che gli elettori vi ridiano fiducia in questa Regione" conclude il presidente Toti. 

Commentano dal Gruppo Pd in Regione Liguria: "Di fronte a due grandi eventi disastrosi come quelli che hanno colpito la Liguria negli ultimi tre mesi e mezzo – il crollo del Morandi prima e le mareggiate poi – l’unica idea che viene in mente al Governo giallo-verde e alla maggioranza di centrodestra che guida la Regione è la conferma dell’aumento delle accise: questo la dice lunga sulla pochezza di idee di quelli che ci stanno governando in questo momento, tanto a livello nazionale che regionale. E dimostra come siano lontani anni luce dal capire ciò di cui ha realmente bisogno la comunità genovese e ligure".

"È vero che gli aumenti delle accise per far fronte ai problemi di Protezione civile sono scattati anche in passato, ma non si può ignorare come il crollo del Morandi e le mareggiate delle scorse settimane abbiano aggravato, in Liguria, una crisi economica già molto pesante. Il crollo del Morandi ha generato enormi difficoltà per tutti i settori dell’economia, non solo genovese e ligure ma dell’intero Nord Ovest, come dimostrano i dati diffusi recentemente da Confindustria e dalla Cgil, mentre il maltempo ha messo in ginocchio un intero comparto (i balneari), strategico per il turismo della nostra regione. Gli autotrasportatori, duramente colpiti dal crollo del ponte e dopo aver ricevuto solo briciole dal decreto, adesso dovranno fare i conti con una maggiorazione delle accise anche per il 2019". 

"Servono misure che invertano il ciclo negativo, non che lo aggravino. Serve soprattutto che il Governo metta mano al portafoglio e dia alla Liguria ciò che le spetta. Per il maltempo, invece, a fronte di una stima di più di 150 milioni di danni per le somme urgenze più altre centinaia di milioni per i privati, siamo fermi a 6,5 milioni di euro deliberati dal Consiglio dei ministri. Non c’è ancora traccia delle annunciate risorse aggiuntive, della sospensione del’Imu invocata dai Comuni non se ne sa più nulla, la proroga delle concessioni chiesta dai balneari è rimasta lettera morta e le risorse in più che dovrebbero integrare il decreto Genova sono subordinate alla procedura di infrazione comunitaria che investe la Legge di Bilancio 2019. L’unica certezza è che anche per il 2019 aumenteranno le accise, nonostante le promesse del Governo e della Lega in particolare, che aveva spergiurato che le avrebbe tolte. Evidentemente erano promesse da mercante. Tanto per cambiare. Se poi qualcuno pensa che con i 7 milioni delle accise abbiamo risolto i problemi in Liguria, dopo simili tragedie, si sbaglia di grosso" concludono dal Pd. 

"Ma Salvini e Rixi non dicevano che avrebbero abbassato il costo della benzina? Nessuna sorpresa se, adesso, la gente si indigna; giustamente – commenta il capogruppo di Rete a Sinistra/LiberaMente Liguria Gianni Pastorino - Però crediamo sia giusto fare un po’ di cronistoria sulla vicenda, per non cadere come al solito nella falsa informazione da social. L’accisa fu infatti inserita dal 2010 in poi, per sostenere le attività della Protezione Civile. Quindi, per comprenderci, sono ormai anni che le giunte succedutesi alla guida della regione chiedono tale misura ai governi nazionali. Ciò conferma che di fronte alle calamità naturali, o alle tragedie come ponte Morandi, i governi sia nazionali sia regionali si caratterizzano per poca lungimiranza e per tanta mancanza di idee. E nonostante questi prelievi si succedano dal 2010, le catastrofi in Liguria continuano ad accadere".

"Il gettito complessivo di questa operazione ammonterebbe a circa 7 milioni l’anno, che secondo gli intendimenti della giunta regionale servirebbero per integrare i pochi milioni stanziati dal governo sul capitolo emergenze – spiega Pastorino -. Il fatto tragicomico è che il governo gialloverde, per bocca dello stesso Salvini, ha sempre affermato che avrebbe ridotto le accise sui carburanti. E invece questo è il risultato. Nonostante i roboanti impegni del segretario leghista e del Viceministro Rixi, i liguri sono costretti a pagare la benzina più cara d’Italia".

"Vorremmo sperare in uno scatto di coerenza da parte dei parlamentari liguri del M5S e della Lega: votino contro l’emendamento al bilancio che conferma tale manovra. Ma vorrei altrettanta coerenza da parte di chi, governando in precedenza questa regione, ha compiuto esattamente le stesse scelte e ha avvallato analoghe soluzioni semplicistiche – conclude Pastorino - Tutti riconoscano che i disastri ambientali e il tracollo delle infrastrutture debbano essere affrontati mediante una rigorosa manutenzione del territorio, con fondi dedicati e interventi mirati. Il mantenimento delle accise è soltanto uno schiaffo per i Liguri, che così pagano 2 volte: prima subiscono i danni del maltempo, poi devono sborsare i soldi di tasca propria per riparare ai danni sofferti". 

Redazione


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