Eventi - 15 aprile 2019, 11:17

Rwanda, 25 anni dopo: una riflessione tra Africa ed Europa sul genocidio del 1994

l'incontro presso l'Aula Mazzini di Via Balbi 5 è in programma per giovedì 18 aprile; memoria, convivenza, cooperazione, migrazione, sviluppo sostenibile, diritti, equità saranno le parole chiave per una riflessione condivisa tra testimoni, operatori umanitari, docenti e studenti

L'Università di Genova ospita, presso l'Aula Mazzini di via Balbi 5, un incontro dedicato al genocidio che un quarto di secolo fa ha insanguinato il Rwanda: l'appuntamento è per giovedì 18 aprile alle ore 10.00.

Mettendo a confronto i testimoni di allora con chi oggi è impegnato nella tutela della vita e della dignità dei profughi, vogliamo non solo rievocare gli eventi del 1994 e il successivo percorso di pacificazione e riassetto del Paese, ma anche riflettere sull'essere profugo, allora e oggi, e focalizzarci sulle azioni positive, come l’allestimento di corridoi umanitari, che possano alleviare la condizione delle persone dislocate.

Memoria, convivenza, cooperazione, migrazione, sviluppo sostenibile, diritti, equità – saranno le parole chiave per una riflessione condivisa tra testimoni, operatori umanitari, docenti e studenti, che leghi l’Africa di allora e di adesso con l’Europa e il nostro ruolo di cittadini oggi.

Modera Pietro Veronese, giornalista, esperto della storia recente del Rwanda.

Interverranno:

  •     Andrea Trucco, Prorettore per le relazioni internazionali dell'Università di Genova
  •     Gian Marco Ugolini, Direttore del Dipartimento di Scienze Politiche dell'Università di Genova
  •     Nicola Gay, Presidente della Fondazione San Marcellino
  •     William Jourdan, Federazione delle Chiese Evangeliche in Italia
  •     HonorineMujyambere, Presidente di IbukaItalia
  •     Yvonne IngabireTangheroni, Vicepresidente di IbukaItalia
  •     Gaddo Flego, medico, già operatore umanitario in Rwanda
  •     William Jourdan ,Pastore della Chiesa Valdese – Corridoi umanitari (Genova).

Letture di brani a cura del gruppo di lettura “Genova Voci”.

Redazione