Maurizio Gregorini, Cultural Manager del Comune di Genova, ha pubblicato su Twitter: "Vogliono i nostri figli tutti omosessuali, vogliono i nostri paesi islamizzati e africanizzati, vogliono decidere per tutti con la forza pur essendo una minoranza, pilotano magistrati e sentenze sempre a loro favore, corrompono ogni cosa che toccano. Chi sono?".
Immediati i commenti e le repliche, tra cui quelli di Alessandro Terrile, consigliere comunale del Pd, che tramite un altro social, Facebook, chiede le dimissioni di Gregorini, e di Arcigay, che tramite una nota stampa commenta:
"Questo post dal sapore complottista (già cancellato) non ha niente a che fare con la cultura, ma è la risposta al bisogno di trovare dei capri espiatori su cui scaricare la rabbia e la frustrazione di quello che non si è riusciti e non si riesce a fare, elencando tutte le minoranze come causa dei mali presenti e futuri.
Chiediamo al Sindaco Marco Bucci, che in occasione del Liguria Pride 2019 ha dato segni di apertura nei confronti della comunità LGBT, di rimuovere dal suo incarico Maurizio Gregorini.
Questo episodio si aggiunge a quanto pubblicato giorni fa su Facebook dal Consigliere Francesco Maresca, con un testo e un’immagine che generano confusione su cosa siano l’orientamento sessuale e l’identità di genere: "Occhio ad esagerare troppo con la parola libertà, attenzione a riempirsi troppo la bocca con parole come “progresso” , “apertura mentale” … Non vorrei che per inseguire determinati valori cadessimo nel baratro opposto, con il rischio di morire definitivamente travolti dalla nostra stessa “libertà” . Di medio evo ce n’è già stato uno…".
Concludendo: "Per costruire una società inclusiva è necessario attuare serie politiche che favoriscano la diffusione di una cultura e di un’informazione all’insegna della correttezza. Per questo, vedendo in tali atti esattamente il contrario, chiediamo a tutte le persone coinvolte di prendersi la responsabilità di quanto affermato".