Politica - 04 ottobre 2019, 10:53

Gianni Pastorino: “Ancora una volta Poste Italiane fa risparmi sulla pelle di dipendenti e cittadini”

Il consigliere regionale di Linea Condivisa: "Poste Italiane decide di dare una “sforbiciata” alle proprie sedi operative sul territorio, incurante di quelle che sono le necessità e i bisogni della popolazione, in una città che ha la caratteristica di essere la più vecchia d’Europa"

Un'operazione magistrale quella del management di Poste Italiane Spa tutta a favore degli interessi degli azionisti, alla ricerca di sempre maggiori dividendi e profitti. 

“La chiusura di uffici postali nella regione Liguria, di cui 7 a Genova, rappresenta un fatto decisamente preoccupante. Ancora una volta Poste Italiane decide di dare una “sforbiciata” alle proprie sedi operative sul territorio, incurante di quelle che sono le necessità e i bisogni della popolazione, in una città che ha la caratteristica di essere la più vecchia d’Europa”. 

Dichiara il Consigliere Pastorino, Capogruppo di Linea Condivisa, e aggiunge; 

“Naturalmente, tutto ciò avviene senza alcun confronto con le autorità politiche, Regione , Comune, e rappresenta una manovra unilaterale in cui Poste Italiane appare del tutto indifferente al contesto sociale ed economico in cui svolge la sua attività.

Oltre 7 uffici chiusi a Genova, solo uno in meno di Milano, ma tre in più di Roma, rappresenta per la nostra città ed il nostro territorio, una scelta incomprensibile. Pensiamo alle centina di persone che si troveranno in difficoltà, soprattutto anziane, a compiere attività come : ritiro pensioni, pagamento bollette, operazioni di tipo bancario”. 

Questo il triste bilancio a  seguito di un processo di riorganizzazione di Poste Italiane, avvenuto a Roma. 

“Per queste ragioni abbiamo scritto a Toti e all’assessore Berrino affinché convochino i vertici di Poste Italiane, per valutare con attenzione le ricadute sulla popolazione della nostra regione e al Presidente del Consiglio Piana, per convocare le Organizzazioni Sindacali per discutere e verificare anche le eventuali ricadute occupazionali”.

Redazione


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