Politica - 08 novembre 2019, 14:22

Lunardon attacca Toti sul tema Ilva: "Smetta di fare campagna elettorale sulla pelle dei liguri"

Il consigliere regionale del Partito Democratico"La Gronda non la finanzia lo Stato ma la concessione. Per trovare i soldi per Fincantieri serve la collaborazione tra Stato e Regione, e su Ilva bisogna fare fronte comune anziché dividerci"

"Toti deve smettere di fare campagna elettorale sulla pelle dei liguri. Capisco benissimo che non sia in grado di fare il Presidente della Liguria, ma solo il globetrotter della comunicazione. A tutto, però, c’è un limite", scrive il consigliere regionale del partito Democratico Giovanni Lunardon in una nota stampa.

"Fondi per la Gronda nella Legge di Bilancio non ce ne devono essere, perché a finanziare l’opera sono i pedaggi autostradali previsti dalla concessione, a prescindere da chi ne è il titolare - prosegue Lunardon -. Questo è sempre stato un punto fermo della Gronda: lo Stato non ci mette un euro. Lo sa Toti? Su Fincantieri, invece, Toti deve dirci perché finora non abbia fatto nulla, salvo annunciare ciclicamente date per l’avvio e la conclusione dei lavori, che vengono sistematicamente smentite dai fatti. Posto che la discussione sulla Legge di Bilancio è ancora tutta da fare un Presidente di Regione minimamente responsabile proverebbe a costruire un rapporto di collaborazione con il Governo, per fare ciò che non è stato fatto dall’Esecutivo precedente (quello dove stavano la Lega e Rixi): sottoscrivere un nuovo accordo di programma e trovare risorse costanti nel tempo per colmare il gap di 500 milioni di euro necessari a quest’intervento. La battaglia è tutta da fare. Noi siamo disposti a farla fino in fondo perché consideriamo questo investimento strategico per Genova, la Liguria e il Paese. Ci piacerebbe che Toti dismettesse i panni del guitto e si mettesse a fare l’uomo delle istituzioni".

"Sull’ex Ilva - conclude - ci aspettiamo che l’attuale Giunta regionale si comporti come aveva fatto la Giunta precedente con Fincantieri: allargare il fronte per unire ed evitare nuove divisioni, sapendo che la prima cosa da fare è chiedere ad ArcelorMittal, con una sola voce da Taranto, a Roma a Genova, di rispettare gli accordi su investimenti, occupazione e piano ambientale. Non vorremmo che i 300 mila euro di bond di ArcelorMittal acquistati dai suoi alleati della Lega impedissero a Toti di esprimere un giudizio sereno su questa vicenda così complessa da cui dipende il futuro industriale del Paese".

Redazione


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