Last Train Home - Diario di un Pendolare | 22 novembre 2019, 17:00

Martini Dry? Gin Fizz? Negroni? Sbagliato! È l’Aperi-Treno!

A fare la vita da pendolare può anche succedere di... brindare con un buon prosecco in compagnia...

Martini Dry? Gin Fizz? Negroni? Sbagliato! È l’Aperi-Treno!

Ogni tanto, durante i miei quotidiani viaggi in treno, mi domando: “L’astemia può essere un handicap per chi fa il pendolare?”.

E subito mi rispondo: “Egomet, ma che razza di interrogativi ti poni?

Ovviamente l’interrogativo vuole essere solo una provocazione. D’altronde è indiscutibile che nelle serate nelle quali ti trovi su un treno che rende, per problemi legati alla linea ferroviaria oppure al malfunzionamento del sistema di chiusura delle porte, il rientro a casa in tempi decenti una “mission impossible”, avere con sé un “gottu de vin giancu” potrebbe aiutarti a sostenere lo stress e la stanchezza che si sono accumulate.

Forse l’immagine di un pendolare che, per mitigare i purtroppo ricorrenti disagi legati al viaggiare quotidianamente sui treni, si attacca ad una bottiglietta di alcol per trovare ristoro psicologico non è propriamente positiva. ma il mio richiamo al bere buon vino, e per di più in compagnia, non è del tutto inappropriata. Infatti occorre tener presente che gli attuali convogli InterCity sono composti da due vetture di prima classe, cinque di seconda classe ed una, identificata con il n. 3, con spazio per invalidi nonché spazi più larghi per gli altri passeggeri: ebbene, quest’ultima carrozza è dotata  altresì di un angolo ristoro costituito da un ripiano per il servizio bar con annesso frigo, angolo non più utilizzato dalle società di ristorazione da quando tali carrozze sono passate dal servizio Frecciabianca al servizio InterCity. E proprio la conformazione di questa carrozza degli attuali  InterCity suscitò un notevole interesse da parte del sottoscritto e di un gruppetto di altri pendolari apprezzando in particolare l’idoneità dell’angolo ristoro ad essere il contesto ottimale per vivere con un po’ di spensieratezza ed allegria le quasi due ore che la sera, nel viaggio di rientro a casa, dobbiamo trascorrere sul treno: perché non “impreziosire” tutto questo tempo con un buon prosecco e magari con qualche stuzzichino da mangiare? Ed ecco da qui l’idea dell’“aperi-treno”, sì, proprio lui!

Preliminarmente va detto che tra il sottoscritto ed altri nove “compari di sventura” di pendolarismo, uomini di diverse fasce di età e con diverse esperienze lavorative, tutti residenti a Genova e nel Tigullio, si è instaurato nel corso degli anni un legame sempre più stretto ed intenso. Dapprima si è consolidata la piacevole consuetudine periodica di andare a cenare in qualche locale il venerdì sera, una volta rientrati a Genova. Successivamente si è aggiunto il rituale dell’“aperi-treno”. Infatti la condivisa volontà di cogliere anche gli spunti positivi che può offrire un’esperienza certamente non molto gratificante e spesso mortificante per la sua monotona ripetitività come quella del pendolarismo su rotaia ci ha portati una sera di circa tre anni fa, in modo assolutamente occasionale e non programmato, ad “allestire” sulla carrozza 3 del treno InterCity 679 (treno che parte da Milano Centrale alle 18.05 ed arriva  fino a Livorno passando da Genova), un aperitivo subito ribattezzato da noi compari “aperi-treno”. Ciascuno di noi aveva nel corso della giornata acquistato bottiglie di vino prosecco e di birra nonché patatine, salatini e stuzzichini vari. Ritrovatisi la sera sul treno, si è allestito velocemente sul bancone dell’angolo ristoro della carrozza 3 un piccolo rinfresco adeguatamente arricchito dalle “bollicine”. Inizialmente fu visibile lo stupore da parte dei degli altri pendolari che rimasero straniti di fronte ad una scena decisamente per loro desueta. Va detto a tal proposito che in quell’occasione, così come nelle circostanze successive nelle quali abbiamo organizzato degli aperi-treno, da parte nostra c’è sempre stata massima disponibilità a rendere partecipi dell’evento altri pendolari, non solo della nostra Regione, a testimonianza che nel tempo trascorso a bordo di un treno, così come in generale nella propria vita, un approccio mentale improntato ad una piacevole empatia col prossimo aiuta a vivere meglio anche le situazioni quotidiane meno gratificanti.

E ad ulteriore conferma della positività di esperienze vissute con questo spirito, anche i componenti del personale di bordo di Trenitalia (o più semplicemente, i Capi Treno) fin dalla prima occasione rimasero piacevolmente colpiti da questa situazione tanto da non frapporvi alcun ostacolo proprio perché essa non arrecava alcun disturbo agli altri passeggeri né tanto meno intralciava in alcun modo il lavoro dei CT medesimi. Anche quelli che nelle occasioni successive sono stati in servizio, hanno voluto conoscerci apprezzando sia lo spirito dell’iniziativa, che certamente crea una piacevole atmosfera a bordo del treno, sia il nostro doveroso scrupolo nel rimettere in ordine l’angolo ristoro alla fine dell’evento. A tal proposito bisogna onestamente riconoscere che un conto è ripulire la parte della carrozza utilizzata per l’aperi-treno rimuovendo i residui del rinfresco, un conto è rimettere “in ordine” la testa di noi partecipanti a fine evento: la seconda delle due “ripuliture” è certamente quella più problematica ed è ormai nutrita la casistica di situazioni divertenti per non dire anche imbarazzanti vissute da alcuni di noi una volta scesi dal treno.

In conclusione, ribadendo quanto già sottolineato in altre circostanze, se è vero che la vita da commuter è certamente caratterizzata da fattori di stress psico-fisici non indifferenti, è altresì vero che è positivo saper cogliere gli spunti interessanti ed anche piacevoli che essa può offrire. Come si suol dire, bisogna sapere apprezzare il “bicchiere mezzo pieno”… anche se indubbiamente durante i nostri aperi-treno i nostri bicchieri sono decisamente pieni.

 

The Voice: Veramente interessante questa vostra iniziativa, complimenti!

Egomet: Grazie! Essa ci permette di creare veramente un momento di totale relax anche in giornate decisamente impegnative, sia per motivi legati al proprio lavoro che alle condizioni di viaggio.

The Voice: Mi scusi Egomet ma mi pare di poter dire quindi che gli attuali convogli a servizio degli InterCity non sono poi da buttare. La carrozza 3 è molto funzionale al vostro “aperi-treno”. O sbaglio?

Egomet: Guardi, molto schiettamente: è certamente positivo avere uno spazio ottimale per fruire, di tanto in tanto, dell’aperi-treno ma di qui a dire che il materiale di cui si compongono gli attuali InterCity è di un buon livello ce ne passa, eccome! Ma su questo aspetto desidero dedicare uno spazio adeguato per far capire meglio a tutti in quali condizioni, ad oggi, noi pendolari siamo costretti a viaggiare.

The Voice: Bene. Allora attendiamo i suoi approfondimenti su questo tema.

Egomet: Assolutamente! Alla prossima!

 

Egomet

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Mi chiamo Andrea Di Cesare, sono nato a Genova, dove vivo, anche se dal 2002 lavoro a Milano e dal 2011 ho iniziato la mia esperienza di pendolare tra Genova e Milano viaggiando tutti i giorni lavorativi in treno sul quale trascorro mediamente tra le 3 e le 4 ore circa.

La vita del pendolare in Italia non è affatto semplice: viaggiare quotidianamente in treno per raggiungere il tuo posto di lavoro, peraltro con frequenti ritardi e disagi di varia natura, sottrae molto tempo alla giornata e spesso ti ritrovi a pensare a come potresti impiegare in modo più gratificante tutte quelle ore trascorse sul treno. E proprio le problematicità che caratterizzano il trasporto su rotaia dei pendolari in generale, e in particolare sulla tratta Genova-Milano, mi hanno portato ad accogliere, circa due anni fa, l’invito di un caro amico ad entrare, con il ruolo di portavoce, nel Comitato Pendolari “GenovaMilano-Newsletter”, convinto del fatto che difendere e tutelare i propri diritti di cittadino e di utente implica, nei limiti delle proprie possibilità, un impegno concreto.

 “Il Diario di un Pendolare” vuole essere un modo per raccontare, anche con un briciolo di piacevolezza, le esperienze di chi utilizza tutti i giorni il treno per recarsi al lavoro, offrendo al contempo spunti di riflessione su un fenomeno importante quale è quello del pendolarismo ferroviario.

Per qualunque domanda e segnalazione relative alle tematiche del pendolarismo sulla tratta Genova-Milano potete scrivere al seguente indirizzo mail: newsletter@genovamilano.it

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