Sanità - 07 dicembre 2019, 08:00

Evitare la calvizie: ecco le giuste scelte di salute per i nostri capelli

L’alimentazione acidificante, l’eccesso di alcol e di carboidrati raffinati aumentano il carico di lavoro del fegato, riducendo la produzione di aminoacidi solforati come la cisteina, che sono determinanti per i capelli.

La forma più comune di perdita dei capelli è chiamata calvizie o alopecia androgenetica. Fino a qualche anno fa si pensava che il maggior fattore responsabile fosse solo legato a una “ipersensibilità” dei follicoli piliferi agli ormoni maschili, dovuta a un difetto genetico ereditario. Ora alla luce dei sempre nuovi scenari nel campo della medicina molecolare, su base epigenetica, anche su questo fronte le cose stanno cambiando, perché oltre alle “cause genetiche ereditarie” si stanno facendo strada le “cause ambientali”. Vale a dire: l’ambiente, inteso come stile di vita, sarebbe in grado di stimolare importanti mutazioni genetiche, corresponsabili della genesi o del peggioramento di questa patologia.

Ma come tutte le patologie cronico degenerative, anche la calvizie ha una eziopatogenesi multifattoriale. Nello scorso articolo abbiamo affrontato il tema della calvizie dal punto di vista delle cause ambientali, che nel tempo possono andare ad accelerare, facilitare o stimolare la comparsa di questa forma patologica che, come risultato ultimo, ha la caduta dei capelli. Abbiamo detto che la calvizie può essere facilitata e influenzata anche dalla salute del nostro Microbiota (la gigantesca popolazione di microbi che colonizza le nostre mucose, soprattutto quelle gastrointestinali), in quanto i batteri intestinali patogeni possono condizionare la salute della microflora del cuoio capelluto, danneggiandola; che una alimentazione squilibrata, infiamma ed altera la funzionalità delle nostre mucose gastroenteriche, rendendole porose e facilmente attaccabili da agenti patogeni, come i parassiti che, dall’intestino possono salire fino al cuoio cappelluto, infettandolo; che le mucose intestinali infiammate e porose, permettono l’entrata nel circolo ematico di sostanze pericolose che contribuiscono ad un accumulo di tossine nel nostro corpo, tossine che , acidificando i nostri tessuti, compreso quello del cuoio capelluto, sottraggono nutrienti importanti ai nostri capelli, rendendoli più fragili, favorendone così la caduta; che anche l’applicazione topica di prodotti specifici: saponi, lozioni e detergenti, ricchi di sostanze chimiche molto deleterie, può contribuire all’infiammazione del nostro cuoio capelluto! Ma allora cosa possiamo fare in concreto per proteggere e rafforzare i nostri capelli, soprattutto se geneticamente siamo predisposti a una loro caduta? Possiamo sicuramente correre ai ripari e limitare i danni. Innanzi tutto bisogna dire che la salute del cuoio capelluto è essenziale per una corretta crescita dei capelli.

A questo proposito, molta importanza ha il valore di pH delle soluzioni applicate sul cuoio capelluto. Il pH è un indice che esprime il grado di acidità o di basicità delle soluzioni. L'acqua depurata (o distillata) è neutra, ossia pH=7. Le soluzioni acide hanno pH inferiore a 7, mentre quelle alcaline hanno pH superiore a 7. Controllate sempre con una cartina al tornasole o un “pH-metro digitale”, il valore del pH della soluzione che state per utilizzare, indipendentemente dalla concentrazione riportata in etichetta. Il pH della pelle, del cuoio capelluto e dei capelli fisiologicamente è leggermente acido, mediamente intorno al 4.2 / 5.6. Se il cuoio capelluto viene a contatto con prodotti che hanno un pH diverso, magari alcalino, reagisce, cercando di tamponare l'aggressione con sintomi come la secchezza e il prurito, a volte molto intensi. (Vi è mai capitato, ultimata la doccia di avvertire un prurito irresistibile su tutto il corpo o sul capo?) Per la salute del nostro cuoio capelluto inoltre è molto importante favorirne una buona idratazione, perché l’idratazione aumenta la sua capacità di assorbimento da 2 a 20 volte.

Ma questa peculiarità può essere anche un’arma a doppio taglio, perché, è vero che la penetrazione aumenta, se si applicano i prodotti subito dopo aver lavato i capelli, mantenuti leggermente umidi ma attenzione, perché in tal modo si potrebbe avere un eccessivo assorbimento di sostanze chimiche tossiche molto deleterie, se abbiamo l’abitudine di usare prodotti scadenti. Quindi regola tassativa per salvaguardare la salute dei vostri capelli è utilizzare a livello topico, solo prodotti naturali e/o biologici di alta qualità. I capelli sono parte di un sistema complesso chiamato “follicolo pilo-sebaceo”, un vero e proprio organo. Il follicolo pilifero è localizzato nel derma ed è formato da un bulbo che contiene la matrice, ossia le cellule germinative che si riproducono e spingono verso l'alto le cellule nate in precedenza. Nella matrice troviamo i melanociti che producono la melanina, responsabile del colore dei capelli, mentre il fusto è principalmente costituito da cheratina, la proteina che rende i nostri capelli elastici, resistenti e impermeabili.

Quando i capelli diventano grigi o bianchi, siamo in presenza di una progressiva o totale riduzione dell’attività da parte dei melanociti. Altri costituenti importanti sono: la cistina, un aminoacido ricco di zolfo indispensabile per la formazione di cheratina, e il ferro, la cui carenza è una delle cause principali di caduta intensa ed improvvisa. In funzione del colore dei capelli cambierà poi la quantità e tipologia di oligoelementi: il magnesio è presente in maggiore quantità nei capelli neri; il piombo è molto più abbondante nei capelli castani; il ferro lo è di più nei capelli rossi. Altri minerali costituenti dei capelli sono il rame: fondamentale nel processo di sintesi della melanina e lo zinco: necessario per la corretta attività delle cellule germinative, presenti nella matrice dei capelli. In caso di una sua carenza il capello rallenta il ritmo di crescita e si indebolisce. Quando vi è una forte diminuzione di sali minerali il bulbo pilifero si riduce, diventando inadatto alla produzione delle corrette e sufficienti quantità di cheratina. In questo caso i capelli si assottigliano e si corre il rischio di veder aumentare le doppie punte. Quindi, quando ci accorgiamo di perderli o se vediamo che si sono fatti più radi, opachi o sbiaditi, non sarebbe male fare un controllo ematico, dosando nel sangue i minerali “amici dei capelli”: zinco, rame, magnesio, calcio e ferro. Una loro carenza a livello ematico potrebbe raccontarci di uno squilibrio nutrizionale, che abbiamo detto corresponsabile della salute della nostra “chioma”. Allora è d’obbligo uno sguardo alla nostra dieta, che deve assolutamente contenere alimenti ricchi di sali minerali e vitamine.

Ad esempio le vitamine del gruppo B, la vitamina A e C che stimolano la crescita del capello e lo proteggono da secchezza, fragilità e dalla tendenza a sfibrarsi. Il ferro, lo zinco, e il calcio svolgono invece un'azione rinvigorente, rigenerante e anti-caduta. Le proteine nobili del pesce o quelle vegetali dei legumi, nutrono il capello in profondità, lo rinforzano a partire dalla cute, prevenendone la secchezza. Anche gli acidi grassi Omega3 del pesce azzurro, hanno un’azione benefica sulla qualità del capello: agiscono sul microcircolo e sulla produzione di cheratina, lo difendono dall'azione dei radicali liberi e ne preservano luminosità, forza e morbidezza. Allora via libera a una alimentazione naturale, stagionale e il più possibile alcalina, quindi ricca di verdura. Ma per contrastare l’acidosi, “nemica” dei nostri capelli, è consigliabile bere lontano dai pasti, acqua depurata, alcalina, meglio se ionizzata.

Questa tipologia di acqua è priva di ogni tipo di inquinamento (metalli pesanti, cloro, batteri ecc); aiuta l’organismo ad eliminare gli acidi e le scorie endogene, cioè i prodotti del metabolismo quotidiano, favorendo la depurazione del corpo. L’acqua ionizzata è un potente antiossidante: stimola l’eliminazione dei radicali liberi, che aumentano il processo di invecchiamento precoce cellulare. E’ un’acqua più idratante, in quanto le dimensione delle sua molecole sono più piccole di quelle dell’acqua del rubinetto o della bottiglia e quindi penetrano più facilmente nelle cellule e aumentano l’idratazione del corpo. Ma la prevenzione contro la caduta precoce dei nostri capelli o il rallentamento del processo patologico in atto, consiste anche nell’evitare malsane abitudini, come ad esempio il fumo. Oggettivamente parlando, bisogna dire che fumare può danneggiare il capello o peggiorare una calvizie, perché il fumo è un veleno e crea una quantità elevatissima di radicali liberi. Il fumo inoltre incrementa quasi tutti i maggiori ormoni androgeni, inclusi DHEA, androstenedione, testosterone ed di-idro-testosterone (DHT), l'ormone maggiormente responsabile della calvizie androgenetica. E' scientificamente provato che livelli più alti di testosterone e DHT sono associati a una maggiore caduta dei capelli.

Fumare non farà cadere i capelli a chi non è predisposto geneticamente ma smettere di fumare, aiuterà a prevenire la caduta in chi è predisposto. Fumare inoltre può peggiorare una calvizie androgenetica già in atto. Inoltre a lungo andare il fumo di sigaretta stressa il microcircolo (la rete di vasi sanguigni più piccoli), alterando il modo in cui il sangue viene pompato verso i follicoli del cuoio capelluto, aggravando il principio di calvizie. Inoltre il fumo di sigaretta apporta minerali pesanti tra cui nichel e cadmio. Il nichel, viene utilizzato da moltissimi batteri e si accumula nei reni e nelle ghiandole surrenali, nella vescica e nella prostata. Lo si ritrova anche nel cuoio capelluto maschile e accelera il processo di caduta dei capelli e la calvizie. Quando parliamo di salute dei nostri capelli, una certa attenzione va fatta anche nei confronti del nostro fegato che è l’organo deputato alla detossicazione per eccellenza. Il fegato deve neutralizzare tutte le sostanze tossiche che vengono ingerite. L’alimentazione acidificante, l’eccesso di alcol e di carboidrati raffinati aumentano direttamente il carico di lavoro del fegato, riducendo la produzione di aminoacidi solforati come la cisteina, che sono determinanti per la sintesi dei tessuti connettivi e degli annessi cutanei, quindi anche dei capelli. Insomma per concludere, come sempre il mio consiglio nutrigenomico è: “Cercate la salute”!

Non accontentatevi di una diagnosi che “vi butta di diritto” in questa o quella disfunzione o patologia, perché la strada della salute esiste. Dovete solo imparare a guardare più in grande, in senso “olistico”! Ascoltate il vostro corpo, lui vi parla attraverso il sintomi. Dietro uno scompenso o una patologia, c’è sempre una multifattorialità di cause, che di solito hanno origine da un nostro errato stile di vita. Provate a mettere in pratica i miei consigli e vedrete che nel tempo il vostro corpo cambierà rotta, in direzione…SALUTE!

Simona Oberto cura il sito web www.cibocuranaturale.com e la pagina facebook "Il tuo coach alimentare".

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