Politica - 03 febbraio 2020, 15:28

Claudio Muzio replica a Luca Garibaldi sulla situazione del sistema sociosanitario in Liguria

"“Il Pd è il soggetto meno titolato a dare lezioni agli altri su questo tema"

Il consigliere regionale Claudio Muzio, capogruppo di Forza Italia e membro della commissione sanità, replica al consigliere del Partito democratico Luca Garibaldi sulla situazione del sistema sociosanitario in Liguria, e in particolare nella Asl4: “Il Pd, che nei suoi anni alla guida della regione ha creato giganteschi problemi alla sanità ligure, è il soggetto meno titolato a dare lezioni agli altri su questo tema, vedo invece che il consigliere regionale Garibaldi continua ad ergersi a paladino di ciò che il suo stesso partito ha contribuito in modo determinante a mandare in crisi: paladino della Asl4, che il Pd aveva proposto in Consiglio regionale di cancellare con un emendamento che la nostra maggioranza di centrodestra ha respinto senza se e senza ma; paladino dell’ospedale di Sestri Levante, lo stesso che il Pd negli anni della sua amministrazione regionale aveva svuotato reparto dopo reparto e che l’attuale Giunta ha invece ripreso a potenziare con l’apertura della nuova unità a degenza infermieristica e del nuovo centro di cura dei disturbi respiratori; paladino della ‘capacità di programmare ed innovare’, la stessa dimostrata dal Pd alla guida della regione al punto che tutti i direttori delle Asl, subito dopo l’insediamento della Giunta Toti, ci hanno chiesto una riforma che garantisse alla sanità ligure una governance del sistema degna di questo nome; paladino della buona amministrazione, la stessa con cui il Pd ha creato un disavanzo di quasi 100 milioni di euro su base annua e che l’attuale Giunta ha ridotto di 40 facendo i salti mortali per razionalizzare le spese senza massacrare i servizi”.

“E potremmo proseguire – prosegue Muzio – con l’ospedale di Rapallo su cui il consigliere Garibaldi dichiara testualmente: ‘si prevede di regalare un piano ai privati’, un’affermazione che rasenta la malafede e si commenta da sola, non solo perché esiste una delibera della Giunta regionale che parla di ‘locazione attraverso un bando pubblico’ e perché i relativi proventi verranno investiti nei servizi esistenti, ma anche perché emerge un risentimento ideologico contro i privati che credevamo francamente superato. E ancora: Garibaldi sostiene che l’attuale piano sociosanitario sia in vigore da tre anni, mentre la sua approvazione risale al 5 dicembre 2017 e la sua pubblicazione sul bollettino ufficiale al 27 dicembre 2017, uno strano modo di conteggiare gli anni quello del Pd”.

“In sintesi – aggiunge Muzio – c’è proprio da dire: da che pulpito viene la predica! La verità è che quando nel 2015 siamo arrivati al governo della Regione ci siamo trovati davanti una situazione drammatica, a cui abbiamo cercato di fare fronte con un piano di riorganizzazione teso ad evitare che la spada di Damocle del commissariamento a causa del disavanzo ricevuto in eredità cadesse sulla testa dei cittadini liguri, con conseguenze pesantissime. In questo quadro abbiamo salvato tutti gli ospedali, senza chiuderne nessuno, e abbiamo puntato sulla valorizzazione della vocazione specifica di ciascuna delle tre strutture ospedaliere della Asl4: Lavagna sede del Dea di primo livello, deputata agli interventi complessi e fornita di tutte le specialità, ivi compresa la rianimazione, necessarie ad affrontare le situazioni di alta criticità; Rapallo con gli interventi chirurgici di bassa e media complessità, in una struttura pressoché nuova, dotata di cinque camere operatorie all’avanguardia; Sestri Levante con una forte centralità dell’attività riabilitativa, all’interno della quale si inserisce il reparto a degenza infermieristica, e dell’oncologia, con l’ospedale che diventerà polo di riferimento per l’intera Asl4”.

“È un piano – conclude Muzio – che richiede tempo per essere completamente attuato, e sicuramente oggi vi sono ancora criticità e problemi da superare, ma altrettanto sicuramente la soluzione a tali criticità e a tali problemi non è il Pd, che ne è all’origine e che ancora oggi promuove battaglie di retroguardia per il mantenimento dello status quo”.

Redazione


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