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Economia | 30 marzo 2020, 17:20

Vetere: “Una misura eccezionale per la sopravvivenza di gran parte della editoria periodica cartacea e digitale”

Il Segretario Generale e Presidente della Giunta Esecutiva dell’USPI lancia l’allarme al governo e chiede il ripianamento delle perdite derivanti dal venir meno degli investimenti pubblicitari.

Vetere: “Una misura eccezionale per la sopravvivenza di gran parte della editoria periodica cartacea e digitale”

Francesco Saverio Vetere, a nome degli editori medio piccoli, cartacei e online, associati alla Unione Stampa Periodica Italiana, ha inviato – sia al Sottosegretario all’editoria Andrea Martella  sia al Vice ministro all’interno e capo ad interim del M5S Vito Crimi – una lettera in cui illustra la drammatica situazione che sta attraversando la piccole editoria locale e di nicchia in questo momento di emergenza sanitaria e economica.

Il Presidente USPI nel mostrare apprezzamento per gli interventi iniziali del Governo chiede una attenzione e un sostegno “specifico” per i giornali d’informazione locale e in generale i giornali online locali e nazionali – che hanno la caratteristica di avere come unica entrata quella pubblicitaria – che continuano a svolgere il loro servizio pubblico tra tantissime difficoltà, attesa la mancanza di liquidità determinata dal venir meno proprio degli investimenti pubblicitari.

Vetere propone un intervento di integrazione governativa di ripianamento delle perdite derivanti da tale congiuntura.

Questo il testo della lettera:

«Illustrissimo Signor Sottosegretario,

come ormai noto il settore dell’editoria sta vivendo una fase estremamente critica come del resto tutti gli altri settori produttivi del nostro Paese.

In particolare, nel nostro comparto sono soprattutto gli introiti della pubblicità ad essere venuti meno in maniera assai rilevante, fino ad arrivare in alcuni casi all’azzeramento degli investimenti pubblicitari, tagliati ormai da tutte le aziende.

Nonostante questo, i nostri giornali d’informazione locale e in generale i giornali online locali e nazionali – che hanno la caratteristica di avere come unica entrata quella pubblicitaria – continuano a svolgere il loro servizio pubblico tra tantissime difficoltà, attesa appunto la mancanza di liquidità determinata dal venir meno degli investimenti.

E’ questo mondo dell’editoria territoriale medio piccola, cartacea e online, che svolge un servizio pubblico da Lei definito di primaria importanza, ad essere principalmente in sofferenza.

Abbiamo molto apprezzato gli interventi iniziali del Governo per le imprese in generale, che stanno per essere utilizzati anche dalle aziende editoriali. Tuttavia riteniamo che si debba urgentemente procedere ad un intervento specifico per il settore dell’editoria cartacea locale che non abbia sospeso le pubblicazioni e per l’intera editoria online che vive solo di pubblicità.

Questo provvedimento dovrebbe consistere nel ripianamento delle perdite derivanti dal venir meno degli investimenti pubblicitari, come misura straordinaria a carico dello Stato, in considerazione della funzione pubblica svolta dai produttori di informazione. Un intervento mirato a tutti i giornali che non usufruiscono già dei contributi pubblici diretti (per i quali potrebbe essere individuato un provvedimento ad hoc), cioè a tutti i giornali che non vengono in nessun modo finanziati direttamente dallo Stato, quindi al il settore della stampa veramente imprenditoriale.

Si tratta, ribadisco, di una misura eccezionale giustificata dal momento durissimo di crisi che rischia di mettere in serio pericolo la sopravvivenza di gran parte dell’editoria periodica cartacea e digitale.

Un tale sostegno darebbe, inoltre, fiducia a un comparto che si sentirebbe ancora più riconosciuto e appoggiato dallo Stato e che quindi recupererebbe energie per poter continuare a resistere, assicurando pluralismo e occupazione.

Certi della Sua sensibilità più volte ribadita confidiamo nella più grande attenzione ad un tema delicato come questo e nell’attesa di un Suo riscontro Le porgiamo i nostri più cordiali saluti».

C.S.

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