C’è una nuova mappa da costruire dove ognuno può trovare il proprio posto. Teatro Pubblico Ligure progetta un Atlante del Gran Kan da pubblicare on line, dando a tutti la possibilità di inserire la propria tessera nel nuovo mosaico. In origine, Atlante del Gran Kan. Autobiografie di una città, ispirato a Le città invisibili di Italo Calvino, è un progetto teatrale da fare ovunque un gruppo cittadini si metta in gioco per raccontare il proprio rapporto con la città in cui vive. A tirare le fila dei racconti ci sono Sergio Maifredi e Gian Luca Favetto, regista e drammaturgo, e alla fine la città interpretata da chi la abita risulta trasformata. Sull’Atlante del Gran Kan Sori, in provincia di Genova, è segnata come Iros, Enna come Anen, Tirana come Nairat. Così è successo nei luoghi dove questa trasformazione è andata in scena. Ora, finché dura l’emergenza Coronavirus, non si può andare in scena in senso proprio, ma non è detto che non si possa comunque rappresentare qualcosa e raccontarsi, visto che questo è sempre il tempo della nostra vita. Proprio quando lo spazio non si può misurare con i piedi, serve costruire una nuova mappa che unisca i punti occupati da ognuno di noi.
Per partecipare basta realizzare un breve video racconto (al massimo cinque minuti) con il cellulare in orizzontale, in un angolo di casa ben illuminato, e rispondere alle domande che seguono. Teatro Pubblico Ligure chiede di rispondere sempre alle domande 1, 2 e 3, mentre le domande 4, 5 e 6 sono facoltative. Per prima cosa occorre dire nome e città, per esempio “Mi chiamo Sergio e vi parlo da Sori, Iros”. Una volta pronto, il video racconto va inviato via Whatsapp al numero 348 8706237 o via WeTransfer alla mail atlante@teatropubblicoligure.it. Successivamente, sarà pubblicato sul sito di Teatro Pubblico Ligure.
Ecco le sei domande:
Compila il programma di una giornata tipica della tua quarantena da quando ti alzi e quando vai a letto, orari compresi. Una sorta di piano della giornata. Una giornata qualunque.
Racconta una tua azione quotidiana di questi giorni di quarantena (dal portare fuori il cane a rifare il letto, dal lavoro al preparare la cena), descrivendo le eventuali differenze rispetto a prima
Racconta il pranzo più pranzo (o cena) che hai fatto, il più pensato e curato come per un’occasione importante.
Recupera un sogno che hai fatto in queste settimane e raccontalo.
Racconta una cosa che questa quarantena ti ha fatto fare e che prima di solito non facevi.
La prima cosa che pensi di fare appena tutto questo sarà finito.
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