Vuxe de Zena di Zenet | 16 maggio 2020, 14:00

Alta Valpolcevera: un progetto per la rinascita

La Valpolcevera, come gran parte dell'entroterra genovese e ligure, è un territorio ricco di storia e di potenzialità. Nel Comune di Ceranesi Gerardo Altosole sta cercando di dare avvio ad un gruppo di lavoro con imprenditori locali, aziende agricole e istituzioni

Alta Valpolcevera: un progetto per la rinascita

La Valpolcevera, come gran parte dell'entroterra genovese e ligure, è un territorio ricco di storia e di potenzialità. Nel Comune di Ceranesi vive Gerardo Altosole, attivista politico che sta cercando di dare avvio ad un gruppo di lavoro con imprenditori locali, aziende agricole e istituzioni, al fine di elaborare un progetto che rivaluti l'alta Valpolcevera e le sue colline. 

 

Gerardo, che potenzialità agricole e culturali ci sono nell'entroterra Polceverasco? 

Ho potuto approfondire le mie conoscenze della valle proprio grazie all'attività politica. Innanzitutto dovremmo porre i confini precisi alla Valpolcevera. Se fissiamo i termini amministrativi la Valle, tra valle propriamente detta e cosiddetta Alta valle, è estesa in sei comuni: Genova, Ceranesi,Campomorone, Mignanego, Serra Riccò e Sant'Olcese.  Storicamente la valle ha sempre offerto una produzione agricola vasta e di qualità.
Gli anni sessanta del secolo scorso hanno portato all'industrializzazione della valle e quindi alla nascita di imprese anche molto impattanti, una per tutte l'attività di raffinazione del petrolio. Quest'immagine industriale della valle ha fatto sparire dalla memoria comune l'attività agricola. In realtà a tutt'oggi in Val Polcevera esistono almeno 200 imprese agricole. Vi sono poi ampie zone di territorio pronte all'uso agricolo. Le trasformazioni, tecnologiche e dei mercati, impongono aziende basate o sulla produzione di quantità o su nicchie di qualità.  La cultura è un asse portante di questi possibili investimenti. La cultura in senso stretto, cultura agricola. Vi è poi la cultura in senso ampio.
La storia della valle s'interseca con i prodotti agricoli: dalle grandi strade di collegamento con il Piemonte agli edifici utilizzati quali depositi di generi alimentari.Da riscoprire è la storia dei prodotti agricoli caratteristici: la posizione della valle, la vicinanza al mare ed agli appennini, crea microclimi nei quali crescono varietà molto particolari di prodotti.
Riassumendo, la Valle era una zona agricola ed ora sta tornando ad essere tale. Abbiamo ancora ampi margini di crescita, sia in termini di produzione che di occupazione.

Esiste un progetto per il rilancio di questo territorio? 

In termini assoluti le istituzioni parlano molto del rilancio. Soprattutto dopo la disgrazia del Ponte Morandi, la Valle è stata, è oggetto di molte attenzioni.
In termini relativi, posso indicare diverse aziende agricole, vinicole, casearie sorte negli ultimi anni. Caratteristica di queste aziende è la qualità dei prodotti. Secondo me sono sorte al di fuori di una proposta organica presentata dalle Istituzioni. Molte iniziative private, partendo dalla passione per una sana produzione e amore per il territorio. La caratteristica degli imprenditori, è l'età bassa. In media potremmo fissare i trent'anni. Qualche Istituzione ha notato queste realtà. Sarebbe utile a questa situazione, agricoltura e territorio, un progetto che riguardasse non solo i confini amministrativi del territorio: un vero piano di investimenti sociali. 

Il calo demografico di Genova e della Liguria rappresenta una ferita aperta. Dopo gli studi molti giovani emigrano all'estero definitivamente. Che caratteristiche dovrebbe avere un progetto per stimolare una inversione di tendenza? 

Il calo riguarda, ovviamente, anche la Valle del Polcevera. Noi abbiamo un'idea della gioventù un po' strana: per noi essere giovani vuol dire avere 40 anni circa... Nei nostri territori vivono molti nuclei familiari. La mancanza di servizi non aiuta e questo è la maggior causa di abbandono della Alta Valle. Una proposta agricola lavorativa sul territorio, potrebbe essere anche risorsa per il ripopolamento. Certo, avremmo bisogno di altri servizi, ma con il ritorno a quest'attività avrebbe vantaggio il recupero del territorio, l'economia, la qualità della vita.

Il nuovo ponte di Genova prevede una riqualificazione di aree importanti. Può essere l'occasione per un rilancio anche dell'Alta Valpolcevera?

Sicuramente sarà importante il recupero della infrastruttura. Non credo la presenza del Ponte possa cambiare lo sviluppo economico. L'Alta Valle ha faticato parecchio per essere compresa nelle aree oggetto di finanziamenti e aiuti. Le imprese hanno sofferto parecchio soprattutto all'inizio della triste vicenda. Sarà una mia sensazione ma lo sviluppo vero potrà avvenire attraverso il recupero del territorio, sia a livello imprenditoriale che di comunità. Secondo me il vero valore aggiunto potrà avvenire quando intenderemo l'Alta Valle una comunità. Non è facile, ma se pensiamo all'organizzazione amministrativa, 5 enti comunali, circa 25.000 abitanti rappresentati da ben 65 eletti, qualche domanda sull'effettiva utilità di questo modello bisogna farsela. Pensiamo a Genova, capoluogo di regione con circa 550.000 abitanti e un Consiglio Comunale con 41 eletti. 

Com'è attualmente il panorama degli incentivi a fondo perduto per chi volesse avviare una impresa agricola o aprire un agriturismo ? A chi può rivolgersi ? 

Anche se è un argomento con diverse opinioni, la grande risorsa è costituita dai Fondi Europei. A fine estate sarà rinnovato il Consiglio Regionale: questo è l'organismo gestore. Sarà importante la prossima legislatura utilizzi , per agricoltura in particolare, i fondi. Non dico meglio, mi accontenterei fossero spese più risorse.

 

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