Attualità - 18 maggio 2020, 15:17

Palazzo Ducale: apertura straordinaria dal 19 al 24 maggio della mostra dedicata a Banksy [FOTO]

Bertolucci: "È un gesto di speranza e di rispetto nei confronti della città e della regione che richiama tutti ad un grande senso di responsabilità"

Dal 19 al 24 maggio riapre al pubblico la mostra chiusa in questi mesi a causa dell'emergenza sanitaria: “Con la massima attenzione per i nostri visitatori e per i nostri collaboratori – dichiara Serena Bertolucci, direttrice di Palazzo Ducale – riapriamo le porte della mostra dedicata a Banksy con un nuovo percorso e un nuovo orario. È un gesto di speranza e di rispetto nei confronti della città e della regione che richiama tutti ad un grande senso di responsabilità; sarà possibile accedervi fino a domenica prima che l’esposizione chiuda definitivamente le porte”.

Nessuno lo ha mai visto, nessuno conosce il suo viso, non circolano foto che lo mostrino, eppure Banksy conquista il mondo attraverso opere d’inaudita potenza etica, evocativa e tematica. Originario di Bristol, nato intorno al 1974, inquadrato nei confini generici della street art, rappresenta un esemplare caso di popolarità per un artista vivente dai tempi di Andy Warhol. Ad oggi possiamo considerarlo il più grande artista globale del nuovo millennio e la mostra riunisce opere ed oggetti originali dell’artista britannico, ci sono i dipinti a mano libera della primissima fase della sua carriera e numerosi stencil.

Ci sono le serigrafie che Banksy considera vitali per diffondere i suoi messaggi, ci sono oggetti installativi ed altre opere provenienti da Dismaland come la scultura Mickey Snake con Topolino inghiottito da un pitone. L’artista mette in discussione concetti come l’unicità, l’originalità e soprattutto la verità dell’opera tratteggiando una nuova visione che propone qualcosa di nuovo sulla relazione tra opera e mercato, istituendo di fatto un nuovo statuto dell’opera arte, una nuova verità dell’arte stessa: l’opera originale non commerciabile.

Banksy preferisce da sempre la diffusione orizzontale d’immagini rispetto alla creazione di oggetti unici, una lezione mutuata da Warhol col suo approccio seriale e l’uso metodico della serigrafia. Com’è stato ribadito da molte firme internazionali Banksy rappresenta la miglior evoluzione della pop art originaria, l’unico che ha connesso le radici del pop, la cultura hip hop, il graffitismo anni Ottanta ed i nuovi approcci del tempo digitale.

La sua forza sta nell’aver capito che in un mondo digitale come il nostro l’arte doveva fermarsi un attimo prima della sua digitalizzazione nascendo solida per poi diventare liquida. Un’arte facile in apparenza ma complessa oltre l’apparire, ovvia eppure controversa, empatica per attitudine e cattiva per natura. Quello di Banksy è un immaginario semplice ma non elementare, con messaggi che esaminano i temi del capitalismo, della guerra, del controllo sociale e della libertà in senso esteso e dentro i paradossi del nostro tempo.

Redazione