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Attualità | 21 giugno 2020, 13:45

Teatro pubblico ligure partecipa per la prima volta al ‘Festival dei Tacchi’

Il 6 e 7 agosto vanno in scena Moni Ovadia e Giuseppe Cederna diretti da Sergio Maifredi che dice: "La grande letteratura di mare in un viaggio a tappe in un racconto orale di avventure antiche quanto l’uomo"

Teatro pubblico ligure partecipa per la prima volta al ‘Festival dei Tacchi’

Teatro pubblico ligure partecipa per la prima volta al ‘Festival dei tacchi’, una manifestazione di lunga tradizione che, arrivata alla 21^ edizione, ha luogo in Sardegna a Jerzu in provincia di Nuoro: in programma due appuntamenti del progetto ‘Capitani coraggiosi’, ideato e diretto da Sergio Maifredi: il 6 agosto alle 21.30 alla cantina ‘Antichi poderi’ va in scena “Ulisse Achab Noè” da Omero, Melville e Bibbia, con Moni Ovadia (foto di Maria Pia Ballarino) diretto da Maifredi; il 7 agosto, stessa ora e luogo, ci sarà Giuseppe Cederna ad interpretare ‘L’isola del tesoro’ con la regia di Maifredi; al centro di entrambi c'è il coraggio di chi ha saputo affrontare l’ignoto e la potenza di una narrazione senza tempo.

I Tacchi sono una meraviglia paesaggistica del centro della Sardegna, altopiani calcarei dove s’innalzano pareti rocciose verticali e si aprono profondi canyon e valli boscose: il festival internazionale sposa teatro e arte con ambiente, paesaggio, tradizioni ed enogastronomia; una visione del mondo rovesciata rispetto alla più nota immagine delle spiagge e del mare di Sardegna. In questo viaggio controcorrente Teatro pubblico ligure riporta il mare come simbolo di sfida con questo progetto: «La grande letteratura di mare - spiega Maifredi - in un viaggio a tappe, come scali di una rotta attraverso gli oceani: marinai, naufraghi, esploratori attratti dal folle volo come acrobati di uno spettacolo che ha come teatro il mare e come chapiteau il firmamento; il progetto dà voce ai protagonisti in un racconto orale di avventure antiche quanto l’uomo».

Ovadia percorre il sentiero d’acqua che collega i capitani coraggiosi Noè, Ulisse e Achab: un viaggio di ricerca della salvezza, di ritorno, di conoscenza e di lotta: l’artista attraversa la Bibbia, il libro dei libri, per incamminarsi nei versi di Omero, Dante e Kavafis fino a raggiungere quel monumento che è ‘Moby Dick’ di Melville. Ovadia e Maifredi, dopo aver affrontato insieme Iliade e Odissea, tracciano una linea che congiunge eroi e libri lontani tra loro per restituirci il pensiero dell’uomo che attraversa i secoli ponendosi, sulle onde dello stesso mare, le identiche domande senza aspettarsi risposte, consapevole che il destino è viaggiare.

Cederna interpreta L’isola del tesoro, romanzo che nel 1883 assicurò di colpo la fama ad uno Stevenson poco più che trentenne, ancor oggi tra i suoi libri più amati: perfetto modello del racconto d’avventura, un’avvincente storia di lupi di mare, capitani di lungo corso, pirati ed ammutinamenti; una caccia al tesoro in mari lontani scatenata dal ritrovamento tra le carte di un vecchio marinaio della mappa di una misteriosa isola dove una banda di filibustieri ha sepolto un favoloso bottino. Per il ritmo incalzante con cui si susseguono i colpi di scena e per i suoi indimenticabili personaggi è una di quelle rare opere che soddisfano sia la sete d’avventura dei ragazzi, per i quali fu pensata e scritta, sia il gusto raffinato dei lettori adulti che conquista col suo inimitabile stile narrativo. Cederna e Maifredi intrecciano il racconto con la vita dello scrittore, avventurosa quanto i suoi romanzi, in un gioco di specchi che si riflette in un labirinto tra avventura reale e letteraria.

Massimo Bondì

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