Vuxe de Zena di Zenet | 21 giugno 2020, 14:00

Da Genova al Perù: i mille anni dell'antica famiglia Passano

La storia della famiglia ligure dei Passano risale a più di mille anni fa: i primi documenti sono del 984. Intervista a Juan Passano

Famiglia Passano-Gironzini, 1941

Famiglia Passano-Gironzini, 1941

La storia della famiglia ligure dei Passano risale a più di mille anni fa: i primi documenti sono del 984.


Chiediamo a Juan Passano, discendente di questa famiglia, e che oggi vive in Perù, di raccontarcene le vicissitudini. 

La storia documentata risale al X secolo, ma ci sono informazioni più antiche, come la notizia della città di San Pedro de Passano che fu saccheggiata e bruciata nel 641 dal re longobardo Rotari. La famiglia si stabilì a Levanto e raggiunse la notorietà nel 984, quando l'imperatore Ottone III nominò Manfredo Passano come capitano. Nel 1003 ottenne il patrocinio di Santa Maria della Piazza. Nell'anno 1173 i Passano entrarono in guerra contro i genovesi, che nello stesso anno distrussero il loro castello a Framura, dopo 8 giorni di assedio. Le rovine del castello sono visibili ancora oggi. Arrigo Passano fu nominato Cardinale nel 1110 e un suo parente, Oberto Passano, mise i suoi eserciti e la sua flotta di navi a disposizione di Genova, nel 1099 partecipando alla Prima Crociata. Nell'anno 1132 Rolando Passano propose la Prima Costituzione Comunale genovese per regolare i rapporti feudali e fu nel 1240 che Iacopo Passano fu nominato "Signore di Levanto": i suoi discendenti presero alcune varianti del cognome ponendo "da" davanti al cognome, anche se poi prevalse semplicemente Passano. 


Giovanni da Passano nel 1466, diede il massimo lustro alla famiglia dimostrandosi un abilissimo diplomatico a livello europeo. Dopo aver lasciato l'incarico di generale della flotta della chiesa, viene inviato come "ambasciatore" a Bruges e Londra. Durante la giovinezza fu prima amico e poi acerrimo nemico di Andrea Doria. Grazie alla sua amicizia con il re di Francia Francesco I, nel 1515 divenne ambasciatore di Francia alla corte di Enrico VIII, dove dimostrò grandi doti amministrative che gli permisero di tornare come uno degli uomini più ricchi di tutta la Repubblica.


Antonio da Passano, nipote di Giovanni fu nominato 123esimo doge della Repubblica di Genova, e suo figlio Nicoló nel 1639 membro del Sovrano Ordine Militare di Malta. Filippo da Passano viene invece nominato ambasciatore della Superba a Praga e Madrid. Un'altra figura importante è Gerolamo da Passano, che viene nominato in due periodi sindaco di Genova: nel 1906 e nel 1907. L'intellettuale più illustre della famiglia fu invece Manfredo da Passano, nato a Genova, la cui vasta opera di oltre 3000 articoli è stata dichiarata "opera di interesse nazionale" nel 1971; egli fondò diverse riviste quali: "Annali cattolici", Universal Magazine "e" Ressegna Nacionale. 

Per quanto riguarda il mio albero genealogico più recente, diciamo che è sparso in tutta Italia: mio nonno paterno era di Passano (frazione di Deiva Marina) e i miei antenati arrivarono in Perù con diverse ondate migratorie nel XIX secolo. 


Il nonno decise di trasferire la famiglia dalla Liguria al Perù. Quali furono le ragioni? Che attività svolse in Perù? 

Mio nonno arrivò nel 1906, quando era molto giovane, e si stabilì sul bordo del lago Titicaca, dove vivevano 95 famiglie italiane. Nel 1909 sposò  mia nonna Adele Gironzini e nel 1910 il genovese Andrea Ratti gli prestò 1.000 sterline d'oro. L'accordo fu siglato con una stretta di mano. Con il prestito acquistò una imbarcazione a Genova che poi assemblò sul lago Titicaca portando con sé anche 37 italiani. Mio nonno portò energia elettrica e acqua potabile in tante cittadine e per per i vari meriti acquisiti ricevette dal Presidente del Perù un importante riconoscimento. Nel 1923 tornò in Italia per firmare contratti di esportazione/importazione con diverse aziende, quali biciclette Bianchi, cappelli Borsalino, automobili FIAT, articoli di bellezza e cioccolatini pregiati. Morì nel 1938, al suo funerale  furono presenti 3000 persone, ma lasciò una vedova e 11 bambini. 


I discendenti genovesi in Perù sono numerosi. Per fare un esempio Parodi è un cognome assai diffuso. Come viene vissuto il legame con la terra d'origine?

I genovesi sono presenti in Perù dal 1535, testimonianze arrivano al periodo della caduta dell'Impero Inca. Si stima che 1.200.000 peruviani abbiano qualche traccia italiana e l'80% sia ligure. Nella mia città ci sono più di 400 registrati nel Consolato. Alcuni sono ricchi possidenti e altri appartengono alla cosiddetta classe media. Tre delle dieci maggiori fortune in Perù oggi appartengono a italiani. I cognomi come Solari, Canessa, Lombardi, Parodi, Migone, Casteletto, Barbagelata, Brignole, Isola, Isolabella, sono molto diffusi. Spaghetti al pesto, minestrone, gelato, vino, si consumano quotidianamente. Fabbriche di pasta, banche, tessuti, pesca e spedizioni, centinaia di trattorie e pasticcerie sono state costruite più di un secolo fa. ‬


Tra le tue attività c'è anche quella di documentare la storia della tua  famiglia con un ricco archivio. 

Buona parte del materiale storico in mio possesso l'ho ereditato da mio padre e mia madre, così come le oltre 700 fotografie scattate su entrambi i lati dell'oceano. Ma la verità è che i collegamenti si stanno dissolvendo nel tempo e i contatti con le famiglie si stanno affievolendo. Esiste il Circolo Sportivo Italiano, l'Associazione Ligure (ma anche quella Toscana, Lombarda ecc.), la Scuola Antonio Raimondi sono tra le primi 5 associazioni del Perù e  Case di cura, enti di beneficenza, compagnie dei vigili del fuoco e altre ancora si trovano in ogni regione del paese e spesso di origine italiana e ci fanno guardare all'Italia con lo stesso rispetto e amore che abbiamo per il padre e la madre.


Esiste anche un tuo libro, ce ne puoi parlare? 

Nel 2014 ho scritto un libro in omaggio a mio nonno Giovanni Battista Passano, nato a Passano il 1 gennaio 1884. Nonostante abbia contattato il consolato, l'ambasciata, il Centro culturale italiano, i Comitati, l'Istituto peruviano di cultura italiana e altre 11 o 12 società con manager italiani .... purtroppo nessuno contribuito allo sviluppo. Per essere sincero l'unico sostegno lo ho avuto dalle mie sorelle e mio zio, 37 copie sono state presentate alla biblioteca Mario Vargas Llosa, Premio Nobel per la letteratura nel 2010. Oggi ne possiedo solo 2 copie, ho sostenuto una perdita finanziaria per realizzare questo libro tuttavia sono soddisfatto, la mia speranza è che queste informazioni non vadano perse . Per concludere sono grato al signor Leonardo Parodi, che per anni mi ha incoraggiato a pubblicare la storia della mia famiglia, scritta con il cuore piuttosto più che con le parole.

Vorrei che ci fossero più persone come lui, attente al ricco patrimonio umano di discendenti italiani in paesi lontani che, seppure nati e vissuti all’estero, dove forse esaleranno il loro ultimo sospiro, provano  per la madre Italia un profondo amore.  Grazie.

 

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