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Attualità | 23 luglio 2020, 17:11

Pesca: presentato il progetto europeo Prismamed (VIDEO)

In arrivo le prime linee guida per lo smaltimento rifiuti nei porti

Pesca: presentato il progetto europeo Prismamed (VIDEO)

Presentati questa mattina in Sala Trasparenza di Regione Liguria gli interventi del progetto europeo PrismaMed (Piano Rifiuti e Scarti in Mare di pesca, acquacoltura e diporto nel Mediterraneo) che ha consentito di stilare le prime linee guida in Italia per lo smaltimento dei rifiuti della pesca e pescati. Previsto un intervento nella Fascia di rispetto di Genova Pra’ e anche una nuova sede per i pescatori di Multedo.

Presenti Stefano Mai, assessore regionale all’Agricoltura e Pesca, Matteo Campora, assessore all’Ambiente e Rifiuti del Comune di Genova, Alessio Piana, Presidente del Consiglio comunale di Genova, Pietro Pongiglione, Presidente di Amiu, Carlo Emanuele Pepe, Direttore generale di Arpal, Sara Arri, di Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Occidentale, Elisabetta Arato, Presidente di Ticass, Augusto Comes, Presidente di Gestimar, e Giovanni Cilione, Presidente dell’associazione sportiva Palmarese. 

“Diamo inizio a un progetto molto importante e al quale ho voluto dedicarmi con molta attenzione - ha spiegato l’assessore Mai -. Con PrismaMed puntiamo a creare un’economia circolare basata sulla gestione e sul riciclo dei rifiuti del mare e della pesca. Si tratta di un’operazione dall’altissimo valore ambientale e sociale. Oggi il nostro mare ha bisogno di molta attenzione e cura”. 

“Sostanzialmente creeremo una vera e propria gestione organizzata dei rifiuti generati dalle attività connesse alla pesca e alle attività da diporto, come reti, oli esausti, ma anche di tutti i rifiuti che verranno pescati in mare. Infatti, purtroppo, sempre più spesso i pescatori professionisti e amatori si trovano a recuperare plastica, gomma e molti altri rifiuti dannosi per l’ecosistema marino”. 

“Il lavoro svolto fino ad oggi ci ha consentito di creare le prime linee guida in Italia per la gestione a terra dei rifiuti pescati e prodotti nei porti. Con questo documento otteniamo due obiettivi importanti e sopperiamo a delle mancanze nazionali che si sono perpetrate per troppo tempo. Prima di tutto, potremo finanziare progetti simili anche con i fondi Feamp per tutti i porti e approdi liguri. Secondo, i rifiuti pescati in porti gestiti da Autorità portuali, prima venivano classificati come rifiuti speciali e lo smaltimento era a carico dei pescatori, ora, invece, vengono presi in carico dal gestore del servizio rifiuti identificato da ogni singola Autorità. Per i piccoli porti e approdi, invece, questi rifiuti vengono assimilati ai rifiuti urbani, sgravando anche in questo caso i pescatori. Si tratta di un risultato importantissimo che mette la Liguria in una posizione di avanguardia rispetto a tutta Italia”. 

“Con oggi, inoltre, daremo il via al primo progetto pilota di questo percorso che rappresenta il culmine del lavoro. Per questo abbiamo deciso di investire in questa fase di sperimentazione nella Fascia di rispetto di Pra’. Un secondo intervento riguarderà La Spezia, dove lo presenteremo a fine estate”. 

“Il primo passo sarà quello di coinvolgere e, se necessario, implementare l’attuale raccolta rifiuti di due aree di carenaggio presenti nella Fascia di rispetto che verranno inserite nella filiera di riciclo. Parliamo di circa 2mila metri quadrati di superfice e 1000 barche interessate. In un secondo momento sarà aggregata la nuova area di raccolta abbinata ai nuovi spazi destinati ai pescatori professionisti di Multedo. In ultimo arriveranno delle postazioni che Amiu istallerà lungo tutta la passeggiata, per le aziende, ma anche per i cittadini”. 

“Vogliamo è ridurre drasticamente l’impatto dei rifiuti sull’ambiente marino, sfruttando l’opportunità di attivare la leva economica del riciclo, trasformando un costo in un’opportunità. Vorrei cogliere l’occasione per ribadire come tutte le operazioni siano state portate avanti in piena sinergia con i soggetti coinvolti. Abbiamo agito tramite una radicata organizzazione del lavoro sul territorio che ci ha permesso di raccogliere oltre 700 questionari rivolti a pescatori, acquacoltori, diportisti e autorità portuali che hanno identificato le azioni e i soggetti che potranno contribuire al risanamento dell’ecosistema marino. Un mare pulito, è un mare che vive”. 

“Sono molto contento di questo intervento che ci consentirà di razionalizzare la raccolta dei rifiuti dell’intera Fascia di rispetto – ha chiarito l’assessore Campora -. Oltre all’avvio delle operazioni dedicate alla gestione dei rifiuti, per Genova è molto importante il raggiungimento di una soluzione definitiva per lo spostamento dei pescatori professionisti di Multedo, le cui attuali arre saranno coinvolte dal ribaltamento a mare di Fincantieri. Per questo abbiamo trovato loro la locazione in un’area di 2mila metri quadrati a confine della Fascia di rispetto, dove potranno avere gli alaggi per le barche e gli spazzi per uffici e magazzini. Proprio in queste arre sarà allestita anche la zona dedicata alla raccolta e allo stoccaggio dei rifiuti". 

“L’obiettivo del progetto è quello di migliorare la gestione di rifiuti e scarti derivanti dalla pesca e dalla attività diportistica nei porticcioli - ha spiegato Pietro Pongiglione, presidente Amiu – PrismaMed diventa un’occasione per realizzare attività che riqualificano l’ambiente, evitando di sprecare risorse e inquinare le acque. Oltre al coinvolgimento delle attuali aree di carenaggio e delle future aree dei pescatori professionisti all’interno della filiera di riciclo, Amiu realizzerà delle postazioni per la raccolta differenziata lungo la passeggiata della Fascia di rispetto di Prà. Si tratterà di aree ben delimitate e contestualizzate con l’area di pregio, capaci di garantire estetica e funzionalità grazie a contenitori studiati per ogni singolo materiale. Un modo utile anche a consolidare le abitudini dei genovesi verso un orientamento sempre più marcato al recupero e al riciclo di plastica, legno e altri imballaggi”. 

“Autorità portuale è partner di un progetto europeo asse interreg Italia Francia marittimo impattiNO con il quale interveniamo per valutare l’impatto quantitativo e qualitativo dei rifiuti e reflui portuali, valutando le relative tecniche di smaltimento nell’ambito di un sistema di economia circolare – ha spiegato Sara Arri, di Autorità di Sistema Portuale -. In questo progetto studiamo tecniche di smaltimento alternative per due principali categorie di rifiuti: plastiche (micro e macro) e acque di slop (inquinate dagli idrocarburi). Sono stati effettuati diversi campionamenti di rifiuti, caratterizzati e inviati a laboratori specializzati per le analisi e per lo studio dei trattamenti alternativi per la reimmissione di tali categorie nel sistema Portuale come materia secondaria. In tali campionamenti è stato richiesto di poter inserire i rifiuti delle associazioni di pesca, per valorizzare i sottoprodotti e poter inserire anche questa tipologia all’interno del ciclo dell’economia circolare. Da questo studio è scaturita proprio la necessità di dotare il porto di un area attrezzata dove i pescatori possano conferire tali rifiuti. Con l’occasione del rinnovo dell’affidamento del servizio di gestione, Autorità portuale si è presa carico dello smaltimento dei rifiuti speciali pericolosi e non, che deriveranno dalle attività di carenaggio delle cooperative ittiche che verranno localizzate a Genova Pra’. Operazione che dovrebbe ammontare a circa 15mila euro”.

 

“All’interno di PrismaMed ci siamo focalizzati in particolare sulla redazione delle linee guida operative da considerare per l’allestimento e la gestione di aree attrezzate per il conferimento dei rifiuti – ha chiarito Elisabetta Arato, presidente Ticass -. Le linee guida riguardano diversi elementi rilevanti, come la caratterizzazione di qualità e quantità dei rifiuti, gli aspetti normativi e gestionali, le esigenze specifiche dei differenti siti, le eventuali filiere di recupero, nonché la valorizzazione stessa dei rifiuti. Il nostro ruolo è proprio quello di studiare i progetti pilota, in modo da dare vita alla valorizzazione circolare dei rifiuti investigati. Grazie a questo lavoro, sarà poi possibile identificare delle pratiche da replicare in futuro”. 

“Come Gestimar ci siamo occupati della grande fase si ascolto dei pescatori – ha spiegato Augusto Comes, presidente Gestimar -. Queste persone sono le sentinelle del mare che custodiscono competenze, capacità e tradizioni. Grazie al confronto con loro, siamo stati in grado di comprendere le migliori pratiche da mettere in campo. PrismaMed ci permette di proseguire un cammino che avevamo già iniziato e che ci garantisce di essere all’avanguardia nel rapporto con l’ambiente. I pescatori sono da sempre attenti ai rifiuti prodotti dall’attività della pesca e nei porti, ma da oggi potranno anche avere maggiore consapevolezza dei rifiuti pescati. La possibilità di indicare a questi lavoratori dove stoccarli e renderli partecipi di un processo di riciclo, è un punto fondamentale. In questi anni molto si è detto in merito, anche a livello nazionale, con tentativi quali il Decreto Salva mare, ma tutti questi progetti si sono perduti per strada. Oggi invece agiamo concretamente. Quello che è importante capire, è che il pescatore che va per mare garantisce un equilibro dell’ecosistema, perché un mare vive se è vissuto. Infatti troppo spesso ci si è concentrati sul blocco della pesca come un tentativo di salvaguardia ambientale, mentre si è dato troppo poco valore a quanto sia importante l’attività di pesca per la pulizia di acque e fondali”. 

“Questo progetto rappresenta un volano per la Fascia di rispetto ma anche per tutto il quartiere di Pra’ – ha precisato Giovanni Cilione, presidente della Palmarese -. Si tratta di dove viviamo le nostre passioni e un’operazione di questo genere non può che valorizzare l’intera area”. 

Nell’area sono presenti 7 società sportive: o Sapello, Logarello, Pescatori Prà, Palmarese, Amici del Mare, Porto nuovo, Speranza Pra’. 

PrismaMed è un progetto transfrontaliero Italia - Francia della durata di tre anni avviato nel giugno 2018, cofinanziato dall’Unione Europea che coinvolge tre Regioni italiane, Liguria, Toscana e Sardegna, e la Corsica, con l’obiettivo di valutare tipologia e quantità dei rifiuti prodotti o raccolti in mare e sviluppare soluzioni innovative per reinserirli nel ciclo produttivo. 

Redazione

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