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Cronaca | 26 luglio 2020, 12:57

Acquasanta ritrova le sue storiche e bellissime corone, insieme ai ‘Cristezzanti’

Ritornano al Santuario sulle alture del Ponente genovese gli splendidi gioielli ottocenteschi custoditi al Museo Diocesano. Il ricavato sarà devoluto per il restauro di due tele del Settecento

Acquasanta ritrova le sue storiche e bellissime corone, insieme ai ‘Cristezzanti’

Quest’anno, pur senza le tradizionali processioni con i crocifissi liguri, il Santuario di Acquasanta ha comunque organizzato una serie di eventi per mantenere vivo uno dei luoghi più suggestivi e storicamente importanti della storia ligure.

Nella giornata di oggi vengono esposte le corone originali ottocentesche, attualmente custodite nei depositi del Museo Diocesano di Genova e concesse grazie al supporto dell’Ufficio Beni Culturali Ecclesiastici e Soprintendenza.

Le corone, due d’oro e due d’argento, erano probabilmente collocate sulle statue della Vergine col bambino che adornano il Santuario, tra cui la cassa processionale.

“Il nostro museo - dice Paola Martini, direttore del Museo Diocesano - custodisce per conto del Santuario tutto il suo tesoro che, da due anni, stiamo cercando di far valorizzare e far conoscere anche alle nuove generazioni portandone alcune parti proprio nel Santuario ed esponendolo durante la messa solenne e i giorni di festa”.

Si tratta di quattro corone sbalzate e cesellate a mano della seconda metà dell’Ottocento che compaiono anche in diverse e rare foto d’epoca, realizzate allora per porre rimedio alle requisizioni napoleoniche che dal Santuario avevano portato via buona parte del tesoro sei-settecentesco.

“Il Municipio VII Ponente - sottolinea Matteo Frulio, assessore al Territorio e al Turismo - ha proposto due anni fa al Museo Diocesano di poter realizzare questi eventi con il ritorno di tesori inestimabili per la storia locale, garantendo la sicurezza e il trasporto delle opere”. Nel 2019 sono state riportate le reliquie della Beata Maria Cristina di Savoia che si sposò con Ferdinando II di Borbone qui nel santuario nel 1832.

Le corone sono state riportate all’altare da quattro ‘pellegrini dell’Acquasanta’, figure tipiche nelle processioni al Santuario, rappresentate sempre da bambini e bambine vestite con cappa, cappello a falda larga, tabarrino e fiaschetta, accanto alla veste femminile con abito bianco o rosa e fascia azzurra. Sono esposte oggi, dalle 17 alle 19; e domani sera, dalle 20 alle 22.

Sempre domani sera, 27 luglio, sarà proiettato, dopo la Messa, il documentario ‘Cristezzanti, gli uomini delle Casacce e i tesori degli oratori del ponente genovese e di Mele’, evento che avrebbe dovuto chiudere il percorso della mostra omonima ad aprile, ma che non si è potuto realizzare per l’emergenza Covid.

La mostra, allestita al Museo Navale di Pegli, ha avuto 1300 visitatori in due soli mesi di apertura. Il documentario, presentato dal giornalista Alberto Bruzzone, è ricco di video inediti, anche antichi, foto e soprattutto testimonianze dirette dei ‘Cristezzanti’, dalle vecchie alle nuove generazioni.

La Messa all’aperto e la proiezione di lunedì sera saranno realizzate secondo il rispetto delle norme anti-Covid.

“Mantenere vivo il Santuario e Acquasanta tutta per noi è fondamentale - continua Matteo Frulio - e anche senza processioni che attirano sempre molte persone, abbiamo deciso di organizzare questi due giorni in collaborazione con diverse associazioni e volontari. Le Casacce rimangono una delle tradizioni più vive e radicate nel nostro territorio e Acquasanta, con le dovute precauzioni, avrà comunque la sua festa, anche quest’anno”.

Il ricavato della vendita del libro ‘Cristezzanti’ e della serata sarà devoluto per il restauro di due  tele settecentesche custodite nel Santuario.

L’evento è organizzato dal Santuario di N.S. dell’Acquasanta in collaborazione con il Municipio VII Ponente, il Comune di Mele, l’Ufficio Beni Culturali Ecclesiastici, il Museo Diocesano, i volontari del Santuario, i Cristezzanti, l’Associazione Le Muse, il Corteo Storico di Voltri - Villa Duchessa di Galliera, la Protezione Civile di Mele e l’Associazione Nazionale Polizia di Stato.

 

Alberto Bruzzone

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