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Politica | 03 agosto 2020, 14:18

Magni (Cgil Genova): "Il nuovo ponte sia il simbolo della rinascita"

"La data di oggi deve diventare una cesura tra il prima e il dopo la caduta del ponte Morandi"

Magni (Cgil Genova): "Il nuovo ponte sia il simbolo della rinascita"

“Il nuovo ponte di Genova è una realtà, dopo quasi due anni di lavori finalmente la città ha di nuovo il suo ponte, la Camera del lavoro ringrazia tutte le maestranze che lo hanno reso possibile: operai, tecnici, ingegneri e tutti quanti hanno lavorato senza sosta per due anni e che oggi ci consegnano una città finalmente non più divisa”: sono le parole di Igor Magni (Cgil Genova).

“Genova, il nord Italia, il Paese, hanno bisogno di quest’arteria – sottolinea Magni – che consente la mobilità di persone e merci da e per il primo porto d’Italia, l’auspicio è che l’inaugurazione di oggi rappresenti una nuova partenza per la città e che l’impegno profuso da tutti continui nello spirito della collaborazione per il benessere collettivo; lo sforzo comune di amministratori locali, governo e parti sociali dev’essere quello di continuare a lavorare affinché la città esca dall’isolamento non solo fisico del luogo, ma anche rispetto alle politiche economiche e di sviluppo volte ad attrarre investimenti e soprattutto a creare le condizioni in modo che i giovani restino in città e se ne possano attrarre di nuovi”.

“La data di oggi – aggiunge Magni – deve diventare una cesura tra il prima e il dopo la caduta del ponte Morandi, un prima rappresentato da una città che arrancava in preda ad una crisi economica pesantissima alla quale si sono sommati gli effetti nefasti della pandemia che ha pesato maggiormente sui lavoratori ed in particolare le donne, e un dopo con prospettive di crescita e sviluppo finalmente degne di una città con tante vocazioni: industriale e portuale, economica e turistica”.

“L’unico filo conduttore tra il prima e dopo ponte Morandi – conclude Magni – sono le 43 vittime che il 14 agosto 2018 hanno perso la vita, tra pochi giorni ricorreranno due anni da quella sciagura: 43 persone innocenti che quel giorno non hanno fatto ritorno a casa e che hanno diritto ad avere giustizia, il loro sacrificio non dev’essere vano: potremo onorare la loro memoria solo se saremo in grado di far nascere da quella tragedia un futuro migliore”.

Redazione

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