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Eventi | 14 agosto 2020, 17:55

Parco di Portofino, il Coordinamento scrive al Ministero: “Si acceleri sulla trasformazione a nazionale”

Ricco dossier inviato al ministro dell’Ambiente, Sergio Costa, sul lavoro svolto sinora: “Riteniamo di aver svolto un percorso di confronto con le istituzioni, informativo nei confronti delle realtà comunali coinvolte, di sensibilizzazione pubblica e di valutazione su una possibile delimitazione di area parco”

Parco di Portofino, il Coordinamento scrive al Ministero: “Si acceleri sulla trasformazione a nazionale”

Il Parco andrebbe decisamente ampliato, nel suo prospetto da regionale a nazionale, ma la Regione Liguria fa ostruzionismo, la Città Metropolitana si comporta in maniera analoga e gran parte dei comuni politicamente ‘affini’ all’amministrazione di centrodestra non collaborano.  

È questa, in sintesi, la dura posizione espressa dall’Osservatorio Ambientale del Coordinamento per il Parco Nazionale di Portofino. Una considerazione politica che s’accompagna a tutta una serie di considerazioni tecniche e scientifiche, per un totale di ben 217 pagine che sono state inviate, nei giorni scorsi, al ministro dell’Ambiente, Sergio Costa.  

Si tratta della relazione finale circa l’attività svolta dal Coordinamento sin dalla sua nascita, che ora l’organo intende condividere con il Ministero al fine di ottenere un incontro istituzionale.  

“Riteniamo - c’è scritto nella presentazione del documento - di aver svolto un percorso di confronto con le istituzioni, informativo nei confronti delle realtà comunali coinvolte, di sensibilizzazione pubblica e di valutazione su una possibile delimitazione di area parco”.  

È l’ennesimo capitolo di un soffertissimo e assai accidentato percorso, iniziato allorquando nacque la proposta di trasformare il Parco di Portofino da regionale a nazionale: un iter che non si è mai concluso, anche perché ha incontrato numerose criticità, sia a livello territoriale che a livello romano, dovute a forti divergenze politiche e pure a numerosi interessi in ballo.  

Nel testo inviato a Roma, il Coordinamento, che ha come portavoce Ermete Bogetti (già presidente di Italia Nostra Sezione di Genova) e come responsabile Antonio Leverone, storico esponente del mondo ambientalista, in particolare della Riviera di Levante, traccia un quadro molto chiaro di come stanno le cose.  

Senza giocar troppo con le parole, ma al contrario andando dritto al punto: “La Città Metropolitana e la Regione Liguria hanno sempre mantenuto un atteggiamento assente, se non di contrasto. Il Coordinamento, a tre anni dalla legge istitutiva del Parco Nazionale di Portofino e dopo un anno e mezzo di attività per la promozione del progetto avviato dal Ministero dell’Ambiente, intende proseguire il suo impegno per seguire l’iter di definizione del progetto”. 

Secondo l’associazione, “il 2020 dovrà vedere realizzato il progetto del Parco Nazionale, troppo rallentato per le inadempienze e l’ignoranza (intesa come non conoscenza e mancanza di volontà di approfondire gli argomenti) di molti. Al Ministero resta ora il compito di assumere la regia per la realizzazione del progetto, nella speranza che il nostro lavoro e le riflessioni e indicazioni contenute possano essere utili per superare inadempienze e ignoranze. Il Coordinamento continuerà a collaborare con tutte le istituzioni coinvolte, convinto che la Regione proseguirà a essere inadempiente e quindi il Ministero non potrà avere indicazioni utili, se non giustificazioni banali e inattendibili in quanto solo ideologiche. Le conoscenze acquisite, i contatti, i documenti prodotti, le professionalità e le esperienze dei diversi componenti il Coordinamento restano a disposizione”.  

L’attacco alla Giunta Toti, in particolare all’assessore regionale con delega all’Ambiente, Stefano Mai, è piuttosto diretto: “Nell’intensa attività del Coordinamento e nelle diverse azioni di informazione presso tutti i comuni interessati nello studio che il Ministero ha affidato a Ispra, l’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (ovvero ventidue comuni compresi nella fascia costiera Levante e a Ponente del Parco Regionale e la Val Fontanabuona retrostante e parallela, per circa 15.000 ettari), sono chiaramente emerse le ragioni ideologiche di contrasto della Regione, in particolare l’assessore di competenza del Parchi naturali e aree protette. Peraltro, uno dei primi atti amministrativi della nuova Giunta Regionale è stata la revisione della legge del sistema parchi liguri, con tagli ai finanziamenti e soprattutto alle superfici delle aree protette. Al momento, il Governo ha impugnato la nuova normativa davanti alla Corte Costituzionale, ritenendola in contrasto con la normativa nazionale. In una tale situazione, l’avvio dell’iter informativo e di confronto sollecitato dal Ministero, tra la Regione e i comuni coinvolti nel progetto del Parco Nazionale sostanzialmente non è mai iniziato. Il 2018 non ha prodotto alcuna seria iniziativa se non disinformazione e interventi per sminuire se non contrastare la legge istitutiva del Parco Nazionale di Portofino”. 

Di diverso tenore, invece, è stato il lavoro del Coordinamento, anche se spesso si è risolto in una battaglia contro i mulini a vento: “Noi - osserva Antonio Leverone - siamo assolutamente favorevoli all’ampliamento dei confini del Parco regionale, secondo i criteri indicati dall’Ispra prima e dal Ministero dell’Ambiente poi. La consideriamo una grandissima occasione per tutto il territorio. Per recuperare il tempo perduto causato dalla latitanza della Regione, le prime azioni del Coordinamento hanno interessato la promozione del contatto diretto con i sindaci e la fornitura agli stessi delle informazioni normative e di prospettiva del progetto del Parco nazionale. Contestualmente si sono organizzati incontri, confronti con le realtà politico-amministrative, i gruppi locali e la cittadinanza. Nel breve arco di tempo da novembre 2019 a febbraio 2020, gruppi di volontari hanno organizzato presidi informativi, anche per raccogliere consensi dai cittadini nei centri urbani di Chiavari, Rapallo, Santa Margherita, Pieve Ligure e Genova. Esaminando i risultati, sia pure nei limiti temporali e dei siti di raccolta, si può considerare che i cittadini, se opportunamente informati e coinvolti, rispondono anche in contrasto con la posizione delle amministrazioni locali. Rapallo, Chiavari e Lavagna dimostrano chiaramente quanto sostenuto, considerando che le locali amministrazioni sono assolutamente contrarie al progetto del Parco nazionale”. 

Quindi, il Coordinamento ribadisce la propria posizione. “Riteniamo percorribile la seguente ipotesi di estensione del Parco Nazionale di Portofino”. Ovvero l’area a Levante del Parco Regionale, comprendente i comuni di Chiavari, Leivi, Zoagli, Rapallo (eventuale estensione con Lavagna e Sestri Levante fino a Punta Manara); i tre comuni del Parco Regionale (Portofino, Santa Margherita e Camogli); quindi i comuni della Val Fontanabuona retrostanti la fascia costiera (San Colombano, Coreglia, Cicagna), il tutto per circa ottomila ettari.  

E poi, l’area a Ponente del Parco Regionale, comprendente i comuni di Genova Città Metropolitana, Bogliasco, Pieve Ligure, Sori, Recco; quindi i comuni della valle, Avegno e Uscio, e quelli retrostanti della Val Fontanabuona (Tribogna, Lumarzo, Bargagli), il tutto per circa ottomila ettari. “Ma il sindaco di Camogli è l’unico ad aver promosso alcuni incontri dove si è espresso per una disponibilità all’ampliamento dei confini”. 

Ora, essendo in vista delle elezioni regionali, ancora una volta non si muoverà nulla. Ed è un vero peccato perché, conclude il Coordinamento, “ci sarebbe anche un grande interesse da parte dei giovani, come abbiamo potuto riscontrare in occasione dell’incontro organizzato presso il Teatro di Cicagna con le scuole di secondo grado e gli istituti superiori. Questo appuntamento ci ha lasciato un messaggio di speranza, per questo non comprendiamo per quale motivo si pongano tante difficoltà alla realizzazione di un progetto entusiasmante sia pure nella sua complessità e difficoltà”.  

Motivi purtroppo ce ne sono, anche se nessuno li dice ufficialmente. Ma in molti, moltissimi, li conoscono.

Redazione

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