“Il Governo si è totalmente dimenticato della nostra categoria. Anche l’ennesimo Dpcm, ha fissato regole vaghe e contraddittorie, che inducono incertezza in un momento nel quale servono indicazioni chiare e precise”.
È questo lo sfogo di Claudio Castellino, presidente provinciale (Cuneo) dell’Anaci, l’Associazione Nazionale Amministratori Condominiali e Immobiliari -, che sottolinea come il “mondo del Condominio” sia stato dimenticato dai decreti che in questi ultimi mesi scandiscono la nostra vita nell’ambito dell’emergenza sanitaria.
“Nell’ultimo Dpcm, come in quelli precedenti, non c’é una sola riga chiara che dia indicazioni su come tenere le assemblee condominiali, che sono di fondamentale importanza, - ribadisce il presidente Anaci -. Soprattutto adesso, quando i condomini possono deliberare sulla possibilità di usufruire del Superbonus 110%. Ma senza una riunione condominiale non è possibile decidere e quindi si perde una grande occasione. Ed è qui che mi viene il cattivo pensiero che forse siamo stati volutamente dimenticati: niente delibera, nessun lavoro, zero Superbonus”.
Ciò che gli amministratori lamentano, è soprattutto la possibilità di confrontarsi su lavori da eseguire, specialmente con la recente opportunità offerta dalla misura ribattezzata 110%. Si potrebbero organizzare assemblee in videoconferenza.
“Sì - spiega il presidente Castellino -, ma potrebbero essere impugnate se qualcuno non fosse d’accordo a ricorrere a questa modalità. E si capisce bene che mettere d’accordo tutto un condominio non è impresa facile. Inoltre, sono fortemente sconsigliate, ma di fatto si possono convocare e tenere assemblee in presenza, nel rispetto del distanziamento e di tutti gli accorgimenti previsti per contenere la diffusione del contagio. Ma se qualche cosa dovesse mai andare storto, ad essere responsabili sono l’Amministratore ed il presidente di assemblea”.
Quello che chiedono gli amministratori condominiali, è quindi una gestione che preveda la possibilità di convocare assemblee che consentano la partecipazione dei condòmini in via telematica, limitando la presenza fisica – quando non sia possibile escluderla totalmente – ai soli casi necessari, quali anziani o soggetti privi di idonea dotazione tecnica.
Per quanto riguarda i comportamenti anticovid, il condominio è un microcosmo, per cui è necessario adottare le stesse regole quotidiane: l’uso della mascherina, mantenere le distanze, non fermarsi più del necessario nelle parti comuni.
“Per il diritto alla privacy - conclude il presidente Castellino - il condomino non è tenuto ad avvertire l’amministratore. È però possibile, nel più totale riserbo avvertire, affinché si possa procedere alla sanificazione degli ambienti”.