Genova - La procura di Genova si è attivata per verificare la rispondenza alla realtà dei dati forniti da Alisa al Governo per determinare la fascia di rischio Covid in cui inserire la Liguria, cui è stata alla fine attribuita la fascia gialla, quella a bassa intensità, consentendo maggiore libertà a cittadini e attività economiche.
Nelle ore in cui il Governo era al lavoro per identificare le varie fasce di rischio per le Regioni sembrava che la Liguria potesse rientrare nella zona arancione, e le notizie di ambulanze ferme per ore ai pronto soccorso hanno contribuito a determinare questo approfondimento della procura, che al omento comunque non ha formulato nessuna ipotesi di reato.
La reazione del presidente della Regione non si è fatta aspettare: “Dopo otto mesi di flusso costante di una mole gigantesca di dati, è grottesco che qualcuno oggi da Roma, per ripararsi dalle proprie responsabilità, metta in dubbio questo sistema. Bene ogni indagine seria ed accurata”, dichiara Toti senza celare una certa insofferenza nei confronti dell'inchiesta.
“La qualità dei nostri dati – aggiunge presidente della Liguria - è straordinariamente precisa e puntuale. Siamo certi che ogni ulteriore verifica fatta con l’occhio della verità confermerà che i nostri dati sono ineccepibili. Da mesi impieghiamo molte più risorse di quelle previste dagli accordi ministeriali per inviare screening accurati e complessi e, come ha ben spiegato anche ieri sera il responsabile della Prevenzione di Alisa, Filippo Ansaldi, tutti i nostri indicatori hanno colore verde per la loro accuratezza e tempestività”.