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Cronaca | 12 novembre 2020, 15:38

Come vive Genova “in arancione”? Il nostro sopralluogo al Mercato Orientale (VIDEO)

Questa mattina abbiamo fatto un giro al MOG per ascoltare commercianti, addetti alla ristorazione e avventori del mercato in giro fra i banchi per sondare l'umore delle persone e capire come stanno vivendo le restrizioni anti-Covid

Come vive Genova “in arancione”? Il nostro sopralluogo al Mercato Orientale (VIDEO)

Genova resiste all'ulteriore stretta dei provvedimenti anti-Covid imposti dal nuovo Dpcm che sono entrati in vigore dalla giornata di mercoledì 11 novembre: molti commercianti sono in difficoltà, e l'incertezza per il prossimo futuro pesa un po' per tutti.

La Liguria è nella fascia arancione, ma la città di Genova non demorde, cercando per quanto possibile di vivere nella normalità: oggi, giovedì 12 novembre, abbiamo deciso di realizzare un sopralluogo al Mercato orientale Genovese per sondare gli umori e i pareri di commercianti e clienti.

I banchi sono pieni di prodotti che attirano l'attenzione dei pochi passanti, rigorosamente distanziati e con mascherina; tra i commercianti c'è un certo sconforto, ma certamente non disperazione. Si guarda avanti con la speranza che questo brutto periodo finisca al più presto, anche se il contraccolpo economico dato dalle nuove limitazioni si fa indubbiamente sentire: nonostante tutto si lavora, come se fosse un giorno qualsiasi. 

In pochi si dichiarano aprioristicamente contrari a un'eventuale chiusura. “Meglio chiudere un mese e poi risollevarci piuttosto che continuare con questo stillicidio di provvedimenti con cui non si va da nessuna parte”, dice uno dei tanti commercianti interpellati. Le preoccupazioni non sono tuttavia esclusivo appannaggio dei commercianti, ma riguardano anche la clientela in giro per i banchi, specialmente chi si trova costretto a fare ricorso a cure mediche in ospedale a causa di patologie diverse dal Covid-19. Queste persone devono fare i conti con liste d'attesa interminabili, con la paura di contrarre il Coronavirus mentre si trovano in ospedale, e non di rado con interventi annullati e rimandati a data da destinarsi: chi può si rivolge quindi al settore privato spendendo molto denaro, mentre per chi non se lo può permettere rimane solo fare esercizio di pazienza e sperare che l'emergenza passi nel minor tempo possibile.

Il sopralluogo di Chiara Manganaro al Mercato Orientale Genovese:

 

Redazione

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