Liguria: storia e leggenda - 06 febbraio 2021, 15:30

Savignone, fantasmi e serpenti tra le leggende

Potrebbero essere i fantasmi legati alla leggenda di Isabella Fieschi, detta Fosca, e del giovane e ligure amante che fu fatto assassinare

Savignone, fantasmi e serpenti tra le leggende

Questa è una leggenda da brividi. Narra di un gruppo di fantasmi, che in una notte tempestosa, avrebbe preso forma proprio nel Castello Fieschi di Savignone, a nord di Genova, e abbia vagato nella valle deserta fino all'alba. I fantasmi, dall’aspetto “affascinante”, sembrano figure nobili del passato: monarchi, conti, cardinali o cavalieri.

Secondo una versione di questa storia, potrebbero essere i fantasmi legati alla leggenda di Isabella Fieschi, detta Fosca, e del giovane e ligure amante.

A quanto pare, un maestro del Ducato di Milano si innamorò della figlia del feudo di Savignone e i due si sposarono; tennero un banchetto di un anno al quale parteciparono i principali membri dei nobili dei due regni.

Dopo qualche tempo, i costumi del tribunale di Milano riuscirono a corrompere la timida Fosca, che divenne volgare e malvagia. La principessa iniziò a viaggiare da un regno all'altro, lasciando una triste immagine di sé, mentre il popolo mormorava sconsolato.

A questo punto, il marito Luchino Visconti di Milano si insospettì e inviò una spia per monitorare la malvagia moglie. Fosca decise di ritirarsi nuovamente e di tornare a casa sua, nel Castello di Savignone, dove riceveva il suo amante ogni notte e al quale porgeva una corda dalla torre della fortezza per farlo salire, fino al sorgere del sole.

Dopo aver scoperto la relazione, Luchino Visconti decise di difendere il suo onore e ordinò ad un assassino di uccidere il ragazzo. Dopo il tetro ordine del marito di Fosca, l'amante sconosciuto fu trovato in fondo ad un burrone nei pressi del castello.

Il giovane, ben visto dalle persone del luogo, aveva il corpo distrutto e il suo intestino era stato dilaniato dai rettili. Questo creò uno scompiglio generale.

Fosca, distrutta dal dolore, finse di riconciliarsi con il marito, ma solo perché aveva tramato un piano terribile, con l’intenzione di avvelenarlo.

Oltre ai molteplici spettri, testimoni di una felicità matrimoniale che durò ben poco, sembra che nel castello appaiano due fiammelle danzanti come simbolo della nobildonna e del suo giovane amante. Le due anime sono tutt’ora inseguite da un grosso serpente, presunto fantasma dell’assassino incaricato dal marino di Fosca o proprio del marito, Luchino Visconti, che per pura coincidenza, oppure no, ha un biscione nello stemma del casato.



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Dario Rigliaco

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